unita
attieakietariàia
unita
ex studente Itte
b statistica
le
tutte modalità
sono
quali
e 1
• Qualitativi (categorici o mutabili): le modalità (categorie) esprimono un attributo, una qualità dell’unità.
E’ solitamente opportuno usare ”codici”.
Sconnessi: non esiste un ordinamento intrinseco tra le modalità. E’ misurabile su scala nominale.
Ordinati: esiste un ordine naturale tra le modalità. E’ misurabile su scala ordinale.
Una stessa variabile puo' essere entrambe:
Grado di istruzione ordinamento
Titolo di studio No ordinamento
• Quantitativi: le modalità sono numeri che esprimono una misura o una quantità.
Si possono effettuare confronti tra osservazioni considerando quanto un’unità statistica é più
grande o più piccola di un’altra.
Discreti: le modalità sono quantità distinte preventivamente individuabili ed elencabili.
(geralmente numeri interi)
Continui: le modalità possono assumere qualsiasi valore all’interno di un intervallo prede nito.
a
posso chiederla in kg
(diventerebbe intrisecamente discreto) 2
Lapis
3
In questo caso
"provincia di residenza" Ex: # Km da casa
le unità hanno degli
identificativi
ETICHETTE
(non vogliono dire niente) X = variabile
x = quello che osservo 4
FREQUENZE ASSOLUTE : dove conto le unita' statistiche che hanno certe modalità.
ex: su 200 pazienti 42 hanno il tumore ai polmoni, 50 al seno...
#freq.ass Se f è la frequenza di uno del valori che vi compaiono,
FREQUENZE RELATIVE: 42.00
ex: = 0.21 allora: la frequenza relativa è il rapporto f
#totale 200 n
Le modalita' non hanno un ordinamento
(qualitative sconnesse)
funziona allo
stesso modo 5
6
Per costruire le distribuzioni di frequenze per una variabile continua è necessaria la
suddivisione in classi
La scelta di quante classi adottare è un fattore importante:
da un lato se si prendono poche classi si perde troppa informazione
mm dall’altro, con troppe classi le frequenze sarebbero basse e sarebbe dif cile riconoscere la
forma della distribuzione 7
Per costruire un diagramma stem and leaf, occorre dividere le cifre di ogni dato
numerico in due parti, una ”più signi cativa” (lo stem) e una ”meno signi cativa (la leaf)”
Esempio: se tutti i dati fossero numeri di due cifre, sarebbe naturale scegliere le decine come stem e le unità
come leaf .
Con questa scelta il numero 62 diventa:
E i due dati 62 e 67 si possono scrivere insieme in questo modo: 8
Spesso la quantità dei dati da trattare è notevole,
per avere una sensazione di un così vesto campione
di dati, è utile saperli sintetizzare in qualche misura.
Il calcolo manuale di questa grandezza può essere notevolmente semplificato se si
nota che, prese comunque due costanti a e b, se si considera il nuovo insieme di dati :
y y y
Allora la media campionaria di 1, 2,..., n è legata a quella dei dati iniziali dalla stessa relazione lineare: 9
k
X
1
= ¢ n x
j j
n j=1 10
51
54 e 1
I
I 28
27 11
intermedio
mediani È
mediaaritmetica 10 343
humerodilanci r snoèpari
Ie i
20 si
è 12
staccianesceavolte
Definizione: SCARTO Rappresenta il discostamento dai valori centrali.
La media degli scarti è la varianza
DIMOSTRAZIONE: 13
Perciò, sommare una costante a ciascuno dei dati non fa cambiare la varianza,
mentre moltiplicarli per un fattore costante fa si che la varianza campionaria
risulti moltiplicata per il quadrato di tale fattore.
a
n Enta
GE
a 13
3 o o
4o e a
n-1
n-1
b a à s 14
osservazioni 15
16
0.25 9
36.0125 Pas
intero
prendoieposizioni 77
questeaposizionino
coiamedia 17
Ci dice che la frequenza dei valori che sono all’interno
a
dell’intervallo [x-ks,x+ks] è maggiore di 1-1/k
kg
1
DEFINIZIONE: Disuguaglianza di Chebyshev
Intervallo simmetrico rispetto alla media 18
DIMOSTRAZIONE: Intervallo di confidenza
DIMOSTRAZIONE:
Applicazione:
rendimento medio = 8,14%
deviazione standard = 5,12%
Quale percentuale dei nostri rendimenti è almeno 3 deviazioni standard dalla nostra redditività media?
K=1,96
1 - 1/k = 1 - 1/1,96 = 0,739 = 73,9%
Il 73,9% dei risultati si trova nell’intervallo di confidenza situato a 1,96 deviazioni standard dalla media 19
Si può notare come gli istogrammi hanno una
forma caratteristica, questi grafici hanno un
massimo in corrispondenza della mediana e
decrescono da entrambi i lati simmetricamente,
secondo una curva a campana. Un campione di
dati che rispetta questi requisiti si dice normale.
20
Relazioni tra 2 variabili
Talvolta non abbiamo a che fare con sequenze di dati singoli, ma con sequenze di coppie di
numeri, tra i quali esiste qualche relazione. In questi casi ogni coppia è da considerarsi
un'osservazione; Somma delle frequenze assolute ci deve
dare la numerosità del campione 21
Somma per y
Distribuzione marginale
del carattere x
Somma per x
Distribuzione marginale
del carattere y
Somma x = somma y = n 22
Maschi Totale per la variabile x
Femmine Somma delle
frequenze pari a 8
Se vado ad analizzare la variabile sesso, avrò:
62,5% di unità statistiche che presentano la modalità “maschio” con etichetta M
• 37,5% di unità statistiche che presentano la modalità “femmina” con etichetta F
• 23
Valore prefissato
y
Condizionata ad una modalità k
Condizionamento = tutto ciò che io conosco 24
Mi posiziono sulla 3ª colonna e
osservo che ho la stessa
quanti
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