Propedeutica sportiva e del movimento
Movimento
Il movimento è una fra le più importanti funzioni organiche dell’uomo perché stando fermi ci si ammala e si muore. È molto complesso perché per fare un gesto semplicissimo come un passo si deve avere un’efficienza di sistema nervoso, osteoarticolare, muscolare ed energetico. La vita umana si manifesta attraverso il movimento (camminare, saltare...), ma anche i nostri bisogni più essenziali sono legati al movimento (mangiare, bere, andare in bagno…). Anche nel sonno alcuni muscoli lavorano senza sosta ed anche per stare fermi in piedi o seduti, abbiamo bisogno che alcuni nostri distretti muscolari siano in movimento. Inoltre, il nostro corpo è fatto per muoversi.
Gli effetti positivi del movimento sul nostro corpo sono ormai noti da anni. Ciò significa che il sistema cardiovascolare ne trae giovamento, così come il sistema osteoarticolare; fa bene all’umore poiché permette il rilascio di determinati ormoni e a tutte quelle malattie metaboliche (diabete, ipercolesterolemia…). Il movimento è una medicina naturale con pochi effetti collaterali.
Benefici del movimento
Il movimento umano facilita:
- Miglioramento, mantenimento e conservazione della funzionalità dell’organismo
- Sviluppo delle capacità intellettive
- Sviluppo delle capacità di comunicazione e di interazione con gli altri
- Miglioramento delle capacità motorie, delle abilità e della capacità di prestazione
Movimento e sviluppo intellettivo
Le esperienze motorie portano il bambino a conoscere e sperimentare il rapporto con l’ambiente (persone e cose) ed hanno un ruolo decisivo nello sviluppo della percezione, ossia l’elaborazione delle informazioni sensoriali provenienti dall’esterno del nostro corpo (udito, vista), dalla superficie del corpo (tatto), e dal suo interno (propriocezione).
Esperimento di Held e Hein: Due gattini dello stesso parto (quindi stesso patrimonio genetico), per i primi 10 giorni dalla nascita, uno lasciato libero, uno racchiuso in uno spazio limitato. Il primo aveva sviluppato capacità di adattamento all’ambiente, grazie alla totale libertà di movimento. Il secondo si muoveva come se fosse ancora cieco. Le sollecitazioni tattili, visive ed uditive provocate dal movimento stimolano e sviluppano i processi cerebrali che sono alla base della costruzione della memoria e delle capacità mentali (gattonare, camminare, processi di lallazione, olofrasi...).
Il movimento ha anche influenza sugli aspetti emotivi, affettivi e morali. Pensate alle esperienze del bambino che prova a camminare, cade, si rialza.
Sintesi degli effetti del movimento sullo sviluppo intellettivo
- Sviluppa, stimola e migliora la funzionalità delle vie sensoriali afferenti (= maggiori informazioni al cervello). Le afferenze maggiormente utilizzate sono la tattile, visiva, uditiva, propriocettiva.
- Porta ad un aumento qualitativo e quantitativo delle afferenze sensoriali che si traducono in un aumento delle possibilità di elaborazione delle informazioni e migliore gestione delle stesse.
- La costruzione progressiva di schemi di movimento legati alle esperienze pratiche favorisce l’evoluzione dell’intelligenza e la strutturazione di capacità e competenze cognitive.
- L’evoluzione di competenze cognitive si rivela utile non solo all’aspetto coordinativo del movimento, ma anche a capacità parallele come scrivere, contare…
- Aiuta il bambino a gestire le esperienze affettive legate al successo o all’insuccesso di determinate attività.
- Stimola e favorisce il passaggio da una morale eteronoma (dipende dagli altri), ad una morale autonoma e consapevole.
Movimento e conservazione delle funzionalità
La carenza o mancanza di movimento si ripercuote negativamente non solo sul segmento corporeo interessato, ma su tutto l’organismo.
Es. Apparecchio gessato al piede: Non solo il polpaccio vi diventa la metà dell’altro, ma dopo quando andate a correre vi esaurite dopo poco tempo.
Il movimento quindi ha diversi effetti:
- In età evolutiva, favoriscono lo sviluppo delle principali funzioni organiche
- In età adulta, favoriscono la conservazione dell’efficienza fisico-motoria
- In tarda età adulta, ritardano il processo di invecchiamento
- In età anziana, favoriscono il recupero di funzioni o autonomia
Apparato osseo
Esistono 4 leggi fisiologiche che determinano il rapporto fra osso e movimento:
- Legge di Wolf: «Ogni stimolo funzionale porta ad una modificazione dell’osso»
- Legge di Roux: «Ogni aumento di forza pressoria costituisce uno stimolo per la formazione di nuovo tessuto osseo, mentre la diminuzione della forza applicata causa un esaurimento della produzione di osso»
- Legge di Delpech: «Ogni volta che un osso è messo in una posizione abituale anormale, la sua crescita diventa anormale e tende a deformarlo»
- Legge di Arnolt-Schulze: «Deboli eccitamenti danno origine ad attività vitale, eccitamenti medi la stimolano, quelli forti la danneggiano, quelli violenti la arrestano»
Da queste leggi capiamo un passaggio fondamentale per la nostra professione. Se in età evolutiva adeguate esperienze motorie possono influire positivamente sulla struttura morfologica dell’osso, dobbiamo essere consapevoli che carichi motori inadatti per quantità e qualità possono provocare effetti del tutto contrari e negativi per l’organismo. Quindi è necessario possedere adeguate esperienze motorie. Due importanti effetti del movimento sull’osso sono il suo sviluppo in lunghezza (favorisce lo sviluppo della statura e la creazione di nuove cellule ossee) ed in larghezza (attraverso le trazioni che i muscoli operano sull’osso). Non solo il movimento: sull’apparato scheletrico ovviamente agiscono anche fattori ormonali, nutrizionali, ereditari ed ambientali.
Apparato articolare
Nel corso della vita le strutture articolari vanno incontro a processi di modificazione per mobilità ed ampiezza che dipendono non solo da fattori ormonali, ma anche da abitudini di movimento legate all’età. Fino a 9-10 anni per i maschi e 10-11 per le ragazze le articolazioni principali hanno una buona flessibilità, e non si vede la necessità di effettuare esercizi specifici per incrementarla. Con la pubertà le cose cambiano: un maggior sviluppo di forza muscolare tende a ridimensionare l’elasticità dei muscoli e la mobilità delle articolazioni → Stretching. Spesso l’ampiezza del movimento deriva dalla richiesta specifica di alcune discipline sportive (ginnastica, tuffi, atletica leggera…).
Kurt Meinel sostiene che l’età nella quale si ottengono i miglioramenti significativi di mobilità articolare è fino a 16 anni. Kos sostiene che è possibile avere incrementi significativi fino a 20 anni. Entrambi sono concordi che, se non sollecitata specificamente, già a partire dai 12 anni si assiste a fenomeni di regressione di questa capacità. La vera regressione comincia in età adulta e prosegue nell’età anziana specialmente se le articolazioni del corpo non vengono utilizzate alla loro massima ampiezza fisiologica e dove non c’è una sollecitazione motoria adeguata. Limitazione della mobilità articolare che conduce a rigidità articolare, fino a possibili fenomeni di anchilosi (spesso anche problemi legati all’apparato muscolo-scheletrico intervengono in questo contesto). L’esercizio fisico non solo previene, ma con esercizi mirati può mirare a recuperare l’efficacia articolare.
Apparato muscolare
Il tono posturale è il grado di tensione muscolare che consente di assumere e mantenere le posizioni del corpo nello spazio ed i rapporti articolari tra i segmenti corporei in opposizione alla forza di gravità.
Apparato cardiocircolatorio
Benefici del movimento a livello cardiocircolatorio:
- Migliora la performance
- Migliorano i tempi di recupero dopo lo sforzo
- Si riduce la pressione arteriosa
Il primo fattore di rischio per malattie del sistema cardiocircolatorio è la sedentarietà.
Apparato respiratorio
Benefici del movimento a livello respiratorio:
- Migliora la performance riducendo insorgenza di dispnea
- Migliorano i tempi di recupero dopo lo sforzo
- Diminuzione della frequenza respiratoria
- Aumento dell’efficienza diaframmatica
Movimento come comunicazione
La prima forma di comunicazione del bambino è quella corporea, quando si muove nel ventre materno. Appena nato il bambino non riesce a comunicare in maniera «verbale», ed utilizza il corpo per farsi capire. E anche quando la comunicazione verbale è abbondantemente sviluppata, la «Non verbale», ovvero quella attraverso l’utilizzo del corpo, rimane sempre con noi. Il linguaggio del corpo può essere utilizzato per comunicare ed è molto importante anche in ambito sportivo. Pensate all’alzatore della pallavolo, comunica con la propria squadra attraverso i gesti per non farsi capire, ma anche il playmaker a basket…
Studi recenti hanno evidenziato come la comunicazione fra due persone viaggi sui canali:
- Non verbale (linguaggio del corpo) 55%
- Paraverbale (tono della voce) 35%
- Verbale 10%
La funzione comunicativa del movimento può essere
- Spontanea o naturale
- Comunicazione interpersonale come l’amicizia e la vita di relazione
- Espressione di emozioni attraverso mimica facciale ed atteggiamenti del corpo
- Ruolo di sostegno e di conferma del discorso verbale attraverso sguardi, segni, cenni del capo
- Presentazione di sé attraverso la postura, modo di atteggiarsi e di muoversi, aspetto esteriore
- Espressivo-motoria o costruita
- Ambito sportivo: gesti tecnici indicatori di infrazioni o schemi di gioco
- Comunicare in situazioni di impossibilità di utilizzo della comunicazione verbale
- Ambito espressivo (ginnastica, pattinaggio) per dare completezza al movimento e per comunicare sensazioni, stati d’animo ed emozioni
Movimento per la prestazione
La crescita motoria di un individuo viene condizionata dal patrimonio genetico, ma è influenzata in maniera significativa dall’ambiente (ambiente fisico, famiglia, scuola, società, ecc.) e dalle esperienze di movimento. Perché la crescita di un individuo avvenga, è necessario che nel corso dello sviluppo, maturino le condizioni strutturali e funzionali (prerequisiti del movimento) sulle quali possano svilupparsi le capacità, ed instaurarsi gli apprendimenti. I prerequisiti del movimento (condizioni necessarie per lo sviluppo delle capacità e degli apprendimenti motori) possono essere di 2 tipologie:
- Strutturali (anatomici, biochimici, neurofisiologici): conformazione e sviluppo degli apparati scheletrico e muscolare, sviluppo strutturale del sistema nervoso, sviluppo dell’apparato cardiocircolatorio e respiratorio
- Funzionali (maturazione del sistema nervoso e psichico): strutturazione dello schema corporeo (idea e consapevolezza del proprio corpo), funzione di controllo degli equilibri, della lateralità, del tono posturale, funzione di coordinazione globale e segmentaria e di orientamento spazio tempo
La crescita motoria viene ad essere favorita in età evolutiva quando il soggetto viene a trovarsi in condizioni di:
- Affrontare serenamente tutte le tappe ontogenetiche in un ambiente favorevole alla scoperta (traslocazione spaziale, prensione e manipolazione oggetti)
- Sviluppare schemi motori di base nei periodi favorevoli all’apprendimento
- Migliorare le capacità motorie coordinative e condizionali
- Affrontare un ambiente sportivo polivalente
- Acquisire e mantenere abitudini di movimento anche in età adulta o anziana
Le unità fondamentali del movimento umano
Il movimento umano è composto da 3 unità fondamentali:
- Posture
- Schemi posturali
- Schemi motori di base
Posture
Le posture sono infinite e personalizzate, e non dipendono solo da condizioni strutturali individuali, ma anche dal contesto socio-relazionale, psichico ed emotivo. Si differenziano dalle stazioni, atteggiamenti ed attitudini che sono invece le categorie a cui possono essere rapportate le posture individuali. La postura eretta, per esempio, accomuna tutti noi, che comunque abbiamo ognuno un nostro modo, proprio, di stare in piedi.
Schemi posturali
Gli schemi posturali coinvolgono solo alcune parti del corpo e avvengono solitamente senza modificare in maniera sostanziale la postura globale.
Schemi motori di base
Gli schemi motori di base sono movimenti che comportano un cambiamento di postura ed una traslocazione nello spazio.
Movimento come mezzo educativo
Il movimento è da sempre considerato un mezzo di formazione globale e della personalità umana. Ne consegue che il ruolo del laureato in Scienze Motorie è estremamente importante, perché può utilizzare le forme di movimento non solo per conseguire fini legati alla crescita motoria, ma anche correlati allo sviluppo di competenze di altri ambiti della personalità. Il movimento diviene quindi un mezzo per una educazione globale e per la formazione della personalità.
La crescita motoria avviene attraverso il passaggio da forme motorie riflesse a forme intenzionali e volontarie per approdare all’acquisizione progressiva di abilità complesse automatizzate e questo è possibile attraverso vari step, quali:
- Acquisizione dello schema corporeo
- Sviluppo degli schemi motori
- Miglioramento delle capacità di movimento
- Sviluppo delle abilità complesse
La crescita intellettiva avviene attraverso la maturazione del sistema nervoso e con il passaggio dalla operatività alla operatività formale astratta e questo è possibile attraverso vari step, quali:
- Sviluppo delle capacità sensoriali e percettive
- Sviluppo delle capacità cognitive semplici (memorizzazione)
- Sviluppo delle capacità cognitive intermedie (analisi, elaborazione, scelta)
- Sviluppo delle capacità cognitive superiori (intuizione, pensiero convergente e divergente)
La crescita sociale avviene con il passaggio dall’egocentrismo a situazioni di progressiva apertura verso l’altro e questo è possibile attraverso quali step, quali:
- Accettare l’altro
- Rapportarsi e comprendere l’altro
- Conoscere e collaborare con l’altro
- Scelte di: fiducia nell’altro, responsabilità nei confronti dell’altro, aiuto ed assistenza all’altro
La crescita affettivo-morale avviene attraverso il passaggio da una morale eteronoma ad una autonoma ed un progressivo controllo di sé e delle proprie emozioni nei rapporti interpersonali e questo è possibile attraverso vari step, quali:
- Capacità di rispetto dell’altro, rispetto delle regole, stabilire e concordare regole comuni
- Capacità di gestire situazioni di carico sociale ed emotivo
- Capacità di instaurare rapporti di fiducia reciproca ed amicizia
Lo sviluppo motorio quindi non può essere trattato in modo disgiunto dagli altri aspetti della personalità del bambino quali: intelligenza, socialità ed affettività. L’uomo attraverso il movimento, una funzione organica indispensabile che consente di mettersi in relazione con l’ambiente, sviluppa e forma la personalità influenzandone tutte le componenti: intellettiva, psicomotoria, sociale, affettiva e morale.
Teorie sul movimento
Ling
In Svezia, Pehr Ling, a metà del XIX secolo circa inserisce nelle palestre gli attrezzi «Svedesi» che sono studiati per adattarsi alle diverse capacità dei singoli. Egli è il primo studioso che ha influenzato la cosiddetta «ginnastica medica, o riabilitativa», enfatizzando il valore del movimento per il recupero funzionale. Secondo Ling le lezioni avevano 3 fasi:
- Fase iniziale di avviamento motorio
- Fase centrale volta alla ricerca degli effetti voluti
- Fase finale di ritorno alla calma
Propone inoltre una classificazione degli esercizi non in base agli attrezzi, ma in base agli effetti che si ottengono inserendo poi la necessità di impostare carichi di lavoro progressivi. I limiti di tale teoria sono:
- Stretta individualizzazione del movimento, non facilmente adattabile a gruppi numerosi
- Esercizi analitici e segmentari, non naturali, spesso adatti per la risoluzione di problemi strutturali e posturali, tralasciando la componente fisiologica di potenziamento organico e muscolare
Demeny
Nel 1902, il capostipite della ginnastica femminile e della danza Demeny teorizza che:
- Lo studio del movimento deve aver basi scientifiche
- A differenza della «svedese» questa teoria sottolinea l’importanza dell’economicità del movimento, che viene ottenuta non attraverso contrazioni massimali, quanto attraverso contrazioni muscolari non superiori al necessario assecondamento delle oscillazioni naturali del corpo. L’esercizio rende, quando più è armonico e coordinato
Hebert
Nel 1920, Hebert che era un ufficiale della marina francese teorizza:
- Gli indigeni che vivevano a stretto contatto con la natura avevano uno stato di salute invidiabile
- Propone il ritorno «alla natura» come ambiente di lavoro, suggerendo che gli esercizi dovessero avere forme naturali e dovessero essere finalizzati alla risoluzione dei problemi di tutti i giorni (camminare, correre, saltare, nuotare, sollevare, spingere, lanciare)
- Motto: «essere forti per essere utili»
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