Estratto del documento

Modulo A: Cosa faremo

Linguistica: lingue, linguaggio e comunicazione

  • Proprietà costitutive del linguaggio verbale umano
  • Dimensioni di analisi fondamentali
  • Diversità delle lingue del mondo

La pragmatica

Il linguaggio nell'uso e nell'abuso.

Sociolinguistica

Il linguaggio e la società: dimensioni di variazione sincronica del linguaggio.

La fonetica e fonologia

I suoni delle lingue.

Che cos'è la linguistica?

È il ramo delle scienze umane che studia:

  • Il linguaggio verbale umano: facoltà umana cognitiva e innata che consente di associare contenuti a delle espressioni con lo scopo di esprimerli mediante un sistema di comunicazione condiviso; è una facoltà innata che non possiamo analizzare in maniera diretta, quindi dobbiamo occuparci delle lingue storico-naturali.
  • Lingue storico-naturali che sono espressione osservabile di tale facoltà: sono le lingue che sono nate e sviluppatesi spontaneamente lungo il corso della civiltà umana.

È lo studio scientifico del linguaggio e delle lingue, diciamo scientifico riferendoci al metodo scientifico che viene utilizzato, e la metodologia scientifica è un processo che si basa sulla formulazione di ipotesi e una base empirica che può confermare o confutare l'ipotesi iniziale. È una disciplina descrittiva e esplicativa, quindi una disciplina che cerca di ???

Di fronte a un esempio di testo possiamo avere:

  • Approccio normativo
  • Approccio vero e proprio della linguistica, detto descrittivo: cerchiamo di capire come e perché di fronte alla anomalia “faccio che uscire” posso fare due ipotesi:
    • Si tratta di un errore estemporaneo
    • Non è un errore, ma l'intento era quello di scrivere proprio così.

Esistono strumenti, corpora, per analizzare le ipotesi: grandi database di scritto e di parlato in cui possiamo indagare la frequenza con cui viene usata l'espressione che è stata usata. Se è stata utilizzata tanto, magari non è un errore estemporaneo e così infatti è, è una espressione sistematica: faccio, facciamo che + = significa che sto per fare una cosa; in questo modo abbiamo definito il come ed è una costruzione aspettuale che serve ad esprimere immediatezza. Ma perché viene usata? Per capirlo, alcuni corpora hanno delle informazioni sul parlante/scrivente (età, genere, grado di istruzione, repertorio linguistico e provenienza geografica): nel caso del nostro esempio questa espressione è dell'italiano di Torino, variante della lingua standard dell'italiano per dire qualcosa, un italiano substandard.

Che cosa è la lingua?

Ciascuno dei sistemi simbolici, propri della specie umana ma diversi da comunità a comunità e in qualche misura anche da individuo a individuo, trasmessi per via culturale e non ereditati biologicamente, basati su simboli e vocali.

Per capire cosa è la lingua, bisogna capire il simbolo e per capire il simbolo dobbiamo capire il segno.

Che cos'è allora il segno?

Qualcosa che sta per e comunica qualcos'altro. Ad esempio lo starnuto è un segno che comunica che ha raffreddore o allergia, le tracce sulla neve sono un segno che comunicano che è passato un animale o un uomo, ecc. Questi segni tra di loro sono diversi: il fiocco ad esempio è un'azione volontaria di comunicare la nascita, mentre lo starnuto non è volontario. Alcuni segni possono essere involontari ma che hanno una dimensione volontaria: uno sbadiglio volontario per far capire all'interlocutore che mi sto annoiando; ci sono infine anche segni convenzionali: colomba pace.

  • Tutti questi segni hanno una componente sensibile nel senso di percepibile attraverso i sensi espressione
  • Una componente mentale o concettuale che concettualizziamo nella mente (il rimando a qualcos'altro) contenuto

Ogni segno allora comunica... ma cosa vuol dire comunicare? C'è differenza tra comunicare e passare informazioni, a seconda che ci sia una dimensione intenzionale e non.

Dove la linguistica e la semiotica si vanno ad intersecare

Il punto di incontro è il segno, un'entità costituita da un'espressione e un contenuto. Ogni segno comunica un contenuto.

I segni si possono distinguere sulla base di due parametri:

  • Intenzionalità e motivazione relativa tra espressione e contenuto associati mediante un dato segno.

Ad esempio: uno starnuto non è intenzionale ed è motivato in maniera naturale, d'altra parte il colore nero come segno di lutto è un segno intenzionale che ha una motivazione culturale.

Esistono diversi tipi di segno:

  1. Indici: segno in cui espressione e contenuto sono legati da un rapporto naturale causale non con intenzionalità. Es: nuvole scure sta per piovere; fumo c'è del fuoco; impronte è passato un animale. Quindi gli indici sono motivati naturalmente e non intenzionali: serve un ricevente che interpreti l'indice.
  2. Segnali: sono quei tipi di segno in cui espressione e contenuto sono legati da un rapporto naturale e casuale, usati intenzionalmente. Es: sbadiglio volontario; latrato di allarme dei cani, segnali di fumo per segnalare la propria presenza. Se pur ci sia il rapporto causa-effetto, l'interpretazione varia da un interprete all'altro.
  3. Icone: segni in cui espressione e contenuto sono legati da un rapporto di tipo analogico, nel senso che l'espressione somiglia in qualche modo al contenuto. C'è volontarietà e intenzionalità: le icone sono prodotte per comunicare qualcosa. Es: emoticon, mappe e carte geografiche, diagrammi e istogrammi, onomatopee (gluglu, miao, bau, ecc.).
  4. Simboli: espressione e contenuto sono legati da un rapporto che non ha motivazione né di tipo naturale né di tipo analogico, ma è un rapporto arbitrario legato a una certa cultura per questo motivo fortemente convenzionali. C'è volontarietà e intenzionalità. Es: simbolo del comunismo, simbolo della pace, fiocco sulla porta di un colore, nero per il lutto.

N.B. I segnali stradali sono un esempio in cui può capitare che in uno stesso segno coesistano processi di significazione diversi e contemporanei: processi indessicali (indici), iconici e simbolici: l'omino è chiaramente un'icona, il rosso e il triangolo sono simboli perché convenzionalmente indicano pericolo. Un altro esempio di processi di significazione diversi sono le note musicali: sono simboli convenzionali e una volta inserite nello spartito diventano delle icone.

Passando da indice e simbolo si nota che aumentano gli ambiti di arbitrarietà e convenzionalità. Se c'è una motivazione naturale e causale, indipendentemente dalla cultura, noi siamo in grado di collegare espressione-contenuto, ma quando noi andiamo a interfacciarci con i simboli non siamo più in grado di collegare espressione e contenuto in modo naturale, causale o per somiglianza, ma solo se consideriamo la cultura. È arbitrario che il simbolo della pace sia quello e non c'è niente di analogico e naturale che ci dica che sia quello.

Quindi quali tipi di segni costituiscono le lingue umane?

I segni linguistici sono prevalentemente simboli: immotivati (arbitrari) basati su mera convenzione specificata culturalmente e dipendente da una data tradizione intenzionale.

I segni linguistici

I segni linguistici sono prodotti da un emittente per comunicare qualcosa a un ricevente, il quale è in grado di comprendere perché possiede un insieme di regole per interpretare in maniera corretta i segni, ossia un codice. Se noi diciamo che la lingua è formata prevalentemente da simboli che sono convenzionali, allora per comprendere giusti i segni, dobbiamo rifarci a una serie di regole, i codici.

Cosa è allora un codice?

È un insieme di corrispondente, fissatesi per convenzione, tra un insieme di espressioni e i contenuti che esse veicolano, che forniscono le regole di interpretazione dei segni. Senza questo codice, io non capirei il segno. Immaginiamo di prendere un aereo per andare in India, una volta arrivata non capisco cosa dicono perché io non so i codici per comprendere i segni linguistici.

Quali sono i sistemi codici di una lingua?

Dobbiamo tornare alla definizione di lingua: ciascuno dei sistemi simbolici, propri della specie umana ma ???

Le lingue sono trasmesse per via culturale (non ereditate biologicamente)

  • La facoltà di linguaggio fa parte del nostro corredo biologico e permette di acquisire la lingua materna in modo naturale e senza addestramento. Le lingue che si acquisiscono grazie a questa facoltà dipendono dall'ambiente in cui il bambino è inserito fin dalla nascita: è una trasmissione culturale. Esempio: un bambino cinese adottato da una coppia italiana, imparerà l'italiano.

Le lingue sono connesse ai parlanti; le lingue sono diverse da comunità a comunità.

C'è un carattere storico ed evolutivo delle lingue: ogni lingua viene acquisita, usata, modificata e sviluppata in particolari comunità di persone, a loro volta caratterizzate da specifiche esigenze, da una particolare collocazione geografica, da particolari vicende storiche.

Le lingue avranno in comune tratti più legati alla facoltà di linguaggio e alla ???

Le lingue inoltre sono proprie della specie umana: sebbene la capacità comunicativa sia comune al mondo animale, nessun linguaggio animale ha la stessa complessità di quello umano. Il linguaggio umano è altamente specializzato e dotato di proprietà specifiche, sia nel senso di specifiche del sistema del linguaggio umano, sia nel senso di specifiche del sistema del linguaggio umano, sia nel senso di specifiche della specie umana.

Quali sono le proprietà del linguaggio umano?

Biplanarità

In un segno ci sono due facce o due piani compresenti (il qualcosa e il qualcos'altro). Chiamiamo significante= espressione e forma, la parte percepibile del segno (parola gatto); significato =contenuto, informazione veicolata (concetto di gatto). Tutti i segni sono costituiti dell'unione di questi due piani. Per vedere i diversi piani di un segno si utilizza una rappresentazione geometrica: il triangolo semiotico, formato ai vertici da significante, significato e referente (è l'identità che noi vediamo nel reale).

Qual è il rapporto tra i due elementi del segno: significato e significante?

Arbitrarietà: non esiste alcun legame motivato naturalmente ne logicamente fra il significato e il significante; i legami che costituiscono il codice sono posti per convenzione, e quindi arbitrari.

Il significante gatto non ha di per se, intrinsecamente, nulla a che vedere con l'animale “gatto”: nella natura di una cosa non c'è nulla che rimanda al suo nome, che faccia sì che quella cosa si debba chiamare così.

Se i segni linguistici non fossero arbitrari:

  • Le lingue dovrebbero essere tutte molto simili fra loro
  • Parole simili in lingue diverse dovrebbero designare cose o concetti simili

Esistono alcune eccezioni:

  • Forme onomatopeiche: processo iconico (parole come sussurrare, tintinnare, ecc.)
  • In alcuni casi nel tempo le lingue possono eliminare la motivazione del segno, diventano veri e propri simboli (es. latino tardo pipio (pigolio) = piccione in italiano).
  • Ideofoni (Es. zac, gluglu)

Quattro tipi o livelli diversi di arbitrarietà

  1. A un primo livello, è arbitrario = (totalmente convenzionale) il rapporto o legame tra segno (la parola gatto) nel suo complesso e referente (l'entità gatto): non c'è alcun legame naturale e concreto, di derivazione dell'uno e dell'altro.
  2. A un secondo livello, è arbitrario il rapporto significante e significato, il significante gatto (come sequenza di suoni e lettere) è collegato solo convenzionalmente al significato (da dizionario) a cui è associato nella lingua italiana
  3. A un terzo livello è arbitrario il rapporto tra forma (struttura, organizzazione interna) e sostanza (materia del significato, insieme di fatti concettualizzabili) arbitrarietà semantica. Ogni lingua ritaglia in un modo che le è proprio (quindi spesso diverso da quello delle altre lingue) un certo spazio di significato (e dà quindi una data forma ad una data sostanza semantica) distinguendo e rendendo pertinenti una o più entità. Es: lo spettro cromatico: ater/ niger (lat.) = nero (ita) /// albus/candido =bianco (il latino fa un'opposizione tra opaco e riflettente, l'italiano non lo fa se non utilizzando un aggettivo). Es: come divido le parti del corpo: piede, gamba, mano, braccio invece ad esempio in rumeno usano una singola parola informale per far riferimento a gamba e piede insieme (picior).
  4. A un quarto livello è arbitrario il rapporto fra forma e sostanza del significante: ogni lingua organizza secondo i propri criteri la scelta dei suoni pertinenti. Es: sostanza fonetica = schiocco delle dita - In alcune lingue parlate in Africa, lo schiocco della lingua (clic) può distinguere parole diverse, al pari di ‘t’ e ‘c’ in italiano (tono e cono) - Lunghezza delle vocali: ad esempio in inglese bit e beat.

Eccezione all'arbitrarietà: la reduplicazione.

Reduplicazione: fenomeno linguistico per cui una parola (o parte di essa) viene raddoppiata. La nuova parola così formata ha una funzione diversa da quella di origine (con i nomi, spesso è usata per formare il plurale delle parole [buku = libro; buku buku = libri in indonesiano). Non è arbitrario perché aumento il materiale linguistico per ottenere un significato ricalcato. Esempio: in italiano diciamo ‘grande grande’ per dire molto grande (processo di tipo iconico).

Doppia articolazione del segno

Caratteristica propria solo delle lingue umane > poter formare un numero altissimo di segni (entità dotate di significato e significante) mediante un numero limitato= il significante è articolato su due livelli:

  • Prima articolazione: significante di un segno è scomponibile in unità che sono ancora segni (associazioni di un significante e un significato) e che vengono riutilizzate per formare altri segni: gatto è scomponibile in gatt-o, ognuno con un proprio significato (gatt= felino domestico radice linguistica e o = singolare maschile significato grammaticale). Entrambe questa unità possono comparire con lo stesso significato. Le unità minime di prima articolazione sono le più piccole unità dotate di contenuto che non sono ulteriormente scomponibili in unità più piccole dotate di contenuto: Es: top-o, libr-o, chicciai-o Es: cad-o mentre cad-ev-o non va bene perché le unità minime così individuate non sono segni dotati di contenuto. Per cui abbiamo scomposto una parola in segni
  • Seconda articolazione: unità non portatrici di un significato autonomo, meri pezzi di significante; suoni che combinandosi insieme in successione danno luogo alle unità di prima articolazione (g-a-t-t-o); questi suoni costituiscono le unità minime di seconda articolazione, non dotate di significato (contenuto).

Che cosa ci permette di avere questo tipo di scomponibilità?

  • Non esistono altri codici di comunicazione che possiedano una doppia articolazione piena e totale;
  • Consente economicità di funzionamento: numero limitato di unità di seconda articolazione (fonemi), numero potenzialmente illimitato di una unità dotate di significato (principio di combinatorietà che permette produttività illimitata). Noi con trenta lettere possiamo fare un numero potenzialmente illimitato di parole che hanno significato/parole nuove.

Trasponibilità di mezzo

Possibilità della lingua di essere trasmessa o realizzata sia attraverso il mezzo aria, il canale fonico-acustico, sia attraverso il mezzo luce, il canale visivo grafico.

  • Realizzazione attraverso canale fonico-acustico (parlato) è prioritario: tutte le lingue scritte sono state parlate, ma non viceversa; nella vita quotidiana parliamo più di quanto scriviamo; il parlato è impiegato in una gamma più ampia e differenziata di funzioni rispetto allo scritto.
  • Ogni individuo impara a parlare, in maniera spontanea, e solo dopo (con insegnamento specifico) a scrivere.
  • Le lingue cambiano nel corso del tempo, ma ciò che cambia è principalmente la lingua parlata e solo in ritardo la lingua scritta registra questi cambiamenti (la lingua scritta tende ad essere più conservativa del parlato).
  • La scrittura si è sviluppata molto dopo il parlare. Prime attestazioni: 5000 a.C. (scritture pittografiche); scritture vere proprie (scrittura cuneiforme, sumeri): 3500 a.C.; scrittura alfabetica nasce probabilmente presso i Fenici verso il 300 a.C.
  • Origini del linguaggio sono più antiche; forma embrionale di comunicazione orale probabilmente già presente nell’homo habilis (3 milioni di anni fa).

Sistemi logografici, sistemi fonografici

Linearità e discretezza

Linearità: il segno linguistico è prodotto, si realizza e si sviluppa in successione nel tempo (orale) e nello spazio (scritto) > non possiamo decodificare il segno se non dopo che siano stati attualizzati l'uno dopo l'altro tutti gli elementi che lo costituiscono (=/= cartelli stradali). ES. Gianni chiama Maria =/= Maria chiama Gianni > due stati di cose ben diversi (ordine pertinente).

Discretezza (distintività): la differenza fra le unità della lingua è assoluta non sono materia “continua” ma c'è un confine preciso tra un elemento e l'altro > sono distinte.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 42
Appunti di Linguistica generale Pag. 1 Appunti di Linguistica generale Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Linguistica generale Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Linguistica generale Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Linguistica generale Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Linguistica generale Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Linguistica generale Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Linguistica generale Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Linguistica generale Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Linguistica generale Pag. 41
1 su 42
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher matilde.boff di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Barotto Alessandra.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community