MACROECONOMIA
ECONOMIA AZIENDALE E MANAGEMENT
ANNO SCOLASTICO 2021-2022
DIPARTIMENTO DI ECONOMIA MARCO BIAGI
CAMILLA SARDINI
Microeconomia: studia l’attività economica a livello di unità individuale. Produzione e
prezzi di singoli mercati. Studia il comportamento individuale di consumo.
La macroeconomia, invece, studia l’attività economica a livello AGGREGATO, si guardano
alle variabili economiche aggregate (produzione nel suo insieme, prezzo medio di tutti i
beni, spesa a livello aggregato).
La macroeconomia studia il funzionamento generale del sistema economico, in particolare:
• Crescita di reddito e ricchezza
• Il cambiamento nel livello dei prezzi
• La sottoccupazione delle risorse
Quindi i macroeconomisti cercano di capire il funzionamento dell’economia e di proporre
politiche economiche per migliorarlo.
Utilizzano diversi modelli per studiare diversi problemi. I modelli possono fallire, ma
possiamo modificarli per tener conto di una realtà che cambia.
I modelli sono costituiti da:
Variabili esogene Modello Economico (che elabora dati disponibili in:)
Variabili Endogene
I modelli sono costituiti da variabili esogene che entrano nel modello, sono dei dati/
variabili che noi prendiamo come date, poi le mettiamo dentro un modello economico e da
questo modello strutturato da diverse equazioni possiamo elaborare delle variabili
endogene.
Temi più dibattuti:
✓ inflazione;
✓ persistenza della disoccupazione e politiche per ridurle;
✓ crescita economica e sue determinanti
INTRODUZIONE ALLA MACROECONOMIA (BAG CAP.2)
Messaggio principale da ricordare: le tre variabili centrali della macroeconomia sono la
produzione, la disoccupazione e l’inflazione.
1. LA PRODUZIONE AGGREGATA
1.1 Cos’è il PIL? Lo guarderemo sotto diverse angolazioni: dal lato della produzione, dal
lato del reddito e dal lato della spesa. In inglese: Gross Domestic Product
Il PIL, prodotto interno lordo, è la misura della produzione aggregata nella contabilità
nazionale.
1 ➢ PIL dal lato della produzione:
1) Il PIL è il valore di mercato dei beni e servizi finali (quindi giunti alla produzione
finale della produzione), nuovi e prodotti all’interno dell’economia in un dato
periodo di tempo. (METODO DELLA PRODUZIONE)
Quindi sono i beni e servizi finali prodotti all’interno dei confini nazionali (anche se la
ditta è straniera) in un dato periodo.
Esempio: Quali transazioni entrano nel computo del PIL?
Beni usati: no, perché sono un trasferimento di ricchezza già esistente.
Scorte di magazzino: sì perché rappresentano produzione di nuova ricchezza (anche se
verranno vendute in futuro).
Beni intermediari: no, viene calcolato il valore dei beni finali (quindi il pane ma non la
farina venduta per produrlo).
Beni scambiati nell’economia illegale? La transazione economica non viene contabilizzata e
sfugge al sistema di contabilità nazionale. dal settembre 2014 su indicazione Eurostat
vengono contabilizzate alcune forme di economia criminale (traffico di sostanze
stupefacenti, prostituzione, contrabbando di sigarette e alcol). questa contabilizzazione
incide per lo 1.1% sul nuovo calcolo del PIL 2018 (ISTAT, 2020).
PIL vs PNL
PIL: beni e servizi finali prodotti all’interno del paese (PIL italiano beni e servizi prodotti in
Italia).
PNL (prodotto nazionale lordo): beni e servizi prodotti da fattori di produzione nazionali
(PNL italiano da italiani). Si può calcolare come: PIL+ REDDITI ESTERI DEI RESIDENTI –
REDDITI INTERNI DEI NON RESIDENTI.
Esempio: quale di queste voci figura nel PIL e quale nel PNL?
Trattori prodotti a Correggio da una multinazionale americana: PIL italiano
Strade costruite da una ditta di Suzzara in Algeria: PNL (fattori di produzione nazionale che
operano al di fuori dell’Italia).
Redditi di lavoro percepiti dal Signor Bianchi nato a Milano ed emigrato a Londra: PNL
italiano
PIL dal lato della produzione ha due metodi:
• Metodo del prodotto:
- Valore del marcato dei beni e servizi finali, nuovi e prodotti all’interno
dell’economia in un dato periodo di tempo.
• Metodo del valore aggiunto
2) PIL dal lato del prodotto è la somma del valore aggiunto da tutte le imprese
dell’economia in un dato periodo di tempo (METODO DEL VALORE AGGIUNTO):
2 Il valore aggiunto= valore del prodotto finale – il valore dei beni intermedi utilizzati
per produrlo.
Quindi:
Valore aggiunto impresa A: valore produzione impresa A – Valore dei beni intermedi
utilizzati dall’impresa A nel suo processo produttivo.
Applicazione: Un agricoltore produce 1 Q.le di frumento e lo vende a un mulino per 1 euro.
Il mulino produce farina che vende a 3 euro a un panificio. Il panificio lo trasforma in pane
che vende a 6 euro ai consumatori.
VA Agricoltore: valore grano 1 euro -
Valore bene intermedio 0 =
VA 1 EURO
VA mulino: valore farina 3 euro -
Valore grano 1 euro =
VA 2 EURO
VA panificio: valore pane 6 euro -
Valore farina 3 euro =
VA panifico 3 EURO
PIL metodo del prodotto: prezzo di mercato dell’unico bene finale (pane)= 6 euro
PIL metodo del valore aggiunto: VA agr. + VA mulino + VA panificio = 1+2+3= 6 euro
➢ PIL dal lato del reddito: somma dei redditi (inclusi profitti, salari e imposte pagate
alle Amministrazioni Pubbliche) percepiti nell’economia in un dato periodo di
tempo.
1.2 PIL NOMINALE E IL PIL REALE
Il PIL NOMINALE è il valore totale di beni e servizi prodotti nell’anno t a prezzi correnti
(anno t)→ è la somma delle quantità di beni e servizi finali valutati al loro prezzo corrente.
€
Le variazioni del PIL nominale sono dovute:
• Alla variazione delle quantità di beni e servizi
• Alla variazione dei prezzi
3
Ciò crea un po’ di confusione in quanto non si capisce se la variazione è dovuta alla
variazione della quantità o dei prezzi. Se il nostro obiettivo è misurare la produzione e le
sue variazioni nel tempo, dobbiamo eliminare l’effetto dell’aumento dei prezzi (inflazione)
dalla nostra misura del PIL. A questo scopo si utilizza il PIL reale.
Il PIL REALE depura il PIL nominale dall’inflazione (= variazione dei livelli dei prezzi).
Isolando la variazione delle quantità ovvero neutralizzando la variazione dei prezzi
otteniamo il PIL reale. Come? Il calcolo del PIL viene effettuato utilizzando i prezzi di un
anno di riferimento (o anno base). In questo modo il PIL in diversi anni è confrontabili.
Il PIL reale, o a prezzi costanti, è il valore totale di beni e servizi prodotti nell’anno t valutati
ai prezzi dell’anno base (a prezzi costanti invece che correnti)→ somma delle quantità di
beni finali valutati a prezzi costanti (non correnti).
infl
Altri modi di definire il PIL reale:
• Pil a prezzi costanti
• Pil a prezzi dell’anno base
• Pil aggiustato per l’inflazione
• Pil in termini di beni →
Pertanto, per il calcolo utilizzo i prezzi di un anno di riferimento, detto anno base.
sommatoria dei prodotti moltiplicati per il prezzo dell’anno base (è l’anno in cui il Pil reale
coincide con quello nominale). L’anno usato per costruire i prezzi è chiamato anno di
riferimento, o anno base. L’anno base viene modificato periodicamente.
1.3 CRESCITA DEL PIL REALE
Importante è il livello del Pil reale pro capite, il Pil reale diviso per la popolazione del paese.
Esso misura il tenore di vita medio di quel paese. Per valutare l’andamento di un’economia
da un anno all’altro, gli economisti considerano il tasso di crescita del Pil reale, chiamato
semplicemente crescita del PIL.
Crescita del PIL reale nell’anno t: −
−1
−1
I periodi di crescita positivi sono chiamati: ESPANSIONI (PIL>0),
I periodi di crescita negativa sono detti: RECESSIONI (PIL<0), per definizione solo se vi sono
almeno due trimestri consecutivi di crescita<0.
4
TASSO DI INFLAZIONE, INFLAZIONE E DEFLAZIONE
Inflazione: aumento del livello dei prezzi
Tasso di inflazione: tasso a cui il livello dei prezzi aumenta nel tempo
Deflazione: riduzione del livello dei prezzi. Corrisponde a un tasso di inflazione negativo.
I macroeconomisti considerano due indicatori del livello dei prezzi o indici dei prezzi: il
deflatore del Pil e l’indice dei prezzi al consumo: il deflatore del Pil e l’indice dei prezzi al
consumo.
Tasso Di Inflazione :Il tasso di inflazione è il tasso al quale il livello dei prezzi aumenta nel
tempo. ( )
−
−1
Tasso di variazione dell’indice di prezzo=
−1
INDICE DEI PREZZI
Indice di prezzo è la misura del livello medio dei prezzi e di uno specifico gruppo di beni
rispetto ai prezzi di un determinato anno di base.
Le misure del livello dei prezzi
INDICE A PESI VARIABILI INDICE A PESI FISSI
Deflatore del PIL: Indice di prezzi al consumo
Misura il livello dei prezzi di
Rapporto PIL nominale sul PIL reale un paniere tipico di
Prezzo della produzione aggregata in rapporto consumo delle famiglie
ai prezzi dell’anno base.
Si noti che nell’anno in cui il Pil reale è uguale al Pil nominale questa definizione implica
che il deflatore sia uguale a 1. Il deflatore è un numero indice.
= ,
-> t= tempo
€
→ =
Indice di PAASCHE o indice di prezzo ponderato all’anno corrente
• Indice a paniere variabile
Indice a pesi variabili (anno base 2010)
5
( )
∗
2021 2021
∗
2021 2010 ( )
−
−1
Il tasso di variazione misura il tasso al quale cresce il livello dei prezzi nel tempo-
−1
ossia il tasso di inflazione.
VANTAGGI E SVANTAGGI del deflatore del PIL
VANTAGGI: si calcola utilizzando il paniere più aggiornato
SVANTAGGI: la variazione nel tempo del paniere riflette anche la variazione nel tempo dei
gusti che determina una diversa composizione del paniere e non solo quella dei prezzi.
INDICE A PESI FISSI
Indice di prezzi al consumo (IPC)
Il deflatore del Pil contiene informazioni in merito al prezzo medio della produzione, cioè
dei beni finali prodotti nell’economia. Tuttavia, i consumatori sono interessati al prezzo
medio dei beni che consumano. Questi due prezzi medi possono differire perché i beni
prodotti nell’economia non coincidono necessariamente con i beni acquistati dai
consumatori, per due ragioni:
- Alcuni dei beni che compongono il Pil non sono venduti ai consumatori, ma alle
imprese, oppure al governo o all’estero.
- Alcuni beni acquistati dai consumatori non sono prodotti all’interno
dell’economia, ma importati dall’estero.
Noto come indice di Laspeyres o indice di prezzi ponderato all’anno base (in questo caso
anno 2010).
Prendiamo un paniere fisso nel tempo che si riferisce all’anno base e per calcolare l’indice
di prezzi al consumo facciamo il rapporto tra il valore del paniere fisso e lo moltiplichiamo
per il prezzo corrente, al denominatore moltiplichiamo il paniere fisso con il prezzo
dell’anno base.
( )
∗
2010 2021
∗
2010 2010
• Misura il livello dei prezzi di un paniere tipico di consumo delle famiglie
• Pubblicato dall’Istat
Indice di prezzi al consumo è molto importante perché viene usato per:
✓ Misurare il cambiamento del “costo della vita” delle famiglie
✓ Indicizzare i contratti all’inflazione
✓ Calcolare i valori reali e confrontare i dati di anni diversi
6
Costruzione dell’IPC
Bisogna capire quale sia il consumo delle famiglie e per questo c’è una indagine sul
consumo delle famiglie e un campione di famiglie alle quali si chiede quali beni vengono
consumati e questo ci consente di determinare il paniere di consumo tipico.
Vengono raccolti i dati riferiti ai prezzi, i prezzi vengono rilevati in vari esercizi, quindi, di
varie dimensioni e comprendono prezzi relativi ai grandi magazzini così come il negozio
dietro casa.
- Inchiesta per determinare il paniere di consumo tipico
- Raccolta dati e calcolo indice
IPC= 100 x
Inflazione, deflazione e IPC
L’inflazione può essere misurata dalla variazione percentuale del deflatore oppure dalle
variazioni dell’IPC Deflatore IPC
Beni considerati Tutti Paniere consumo
Prodotti Italia Italia ed estero
Pesi di beni Variabili Fissi
Appaiono le caratteristiche a confronto rispetto ai due indici di prezzo.
Deflatore PIL
• Ponderato con il paniere corrente
• Dato che si riferisce al PIL esclude i prezzi di prodotti importati (sottovaluta
inflazione nel caso di aumento prezzi beni importati)
Nel caso in cui aumentasse il valore di prezzo dei prodotti energetici, che sono importati
dal nostro Paese, questo aumento non sarebbe registrato all’interno della variazione
dell’indice di prezzi misurata attraverso il deflatore del PIL.
• Non tiene conto perdite di benessere associabili con la sostituzione di beni che può
avvenire dentro il paniere. Sottostima aumento costo vita.
IPC • Ponderato con il paniere dell’anno base
• Include anche i prezzi dei prodotti importati
7 • Sopravvaluta aumento costo della vita non considerando eventuali sostituzioni fra
beni.
• Non considera aumenti di prezzi dovuti ad aumenti qualità del prodotto e
introduzione nuovi beni.
L’IPC sovrastima l’inflazione?
- Non tiene conto degli effetti di sostituzione
- Introduzione di nuovi beni aumenta l’utilità dei consumatori e aumenta il valore
reale della moneta ma non è considerato nel paniere di riferimento.
- Cambiamenti di qualità dei prodotti.
La stima econometrica è che l’IPC sovrastimi l’inflazione dell’1,1%.
Figura 1. I due indici di prezzi si
muovono insieme. Come si nota negli
Usa (importatore di petrolio) l'IPC è più
elevato del deflatore proprio negli anni
della crisi petrolifera
Figura 2 Tasso di inflazione in Italia,
confronto tra prezzi al consumo e
deflatore del PIL. Il tasso di inflazione
in Italia dal 1997-2014.
I tassi di inflazione calcolati usando
l’IPAC e il deflatore del Pil hanno un
andamento molto simile, ad eccezione
degli anni recenti dove vi è una chiara
divergenza tra i due.
8
Conclusione
L'IPC e il deflatore del PIL mostrano trend molto simili nel tempo, a parte evidenti
eccezioni: Quando il prezzo dei beni importati aumenta rispetto al prezzo dei beni
prodotti all'interno, l'IPC aumenta più velocemente del deflatore del Pil. Questo è
esattamente ciò che è accaduto durante le crisi petrolifera del 1974 e del 1979-80
(figura 1) o dopo il 2007 in Italia quando il l costo dei beni di consumo importati era
maggiore del costo dei beni prodotti in Italia (figura 2).
Al contrario quando il prezzo del petrolio cala (1998 e 2002) il deflatore del PIL> IAPC
(figura 2).
Altri indici di prezzo al consumo e alla produzione
Indice dei prezzi Alla produzione:
• IPP: indice dei prezzi alla produzione. Include i beni intermedi, esclude i
servizi e rileva i prezzi ad uno stadio che precede quello della
commercializzazione al consumo.
Al consumo:
• IAPAC: indice armonizzato dei prezzi al consumo paesi UE; dall’inizio del 2002
viene calcolato anche considerando prezzi che presentano riduzioni
temporanee.
• FOI: indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati paniere
è rappresentativo degli acquisti delle sole famiglie dei lavoratori dipendenti
non agricoli (esclusi i dirigenti).
• NIC: l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale
NIC per tipologia di prodotti in base alla frequenza di acquisto:
- Ad alta frequenza di prodotti in base alla frequenza di acquisto: generi
alimentari, bevande alcoliche e analcoliche, spese per l’affitto, beni non
durevoli per la casa, servizi per la pulizia e la manutenzione della casa,
carburanti, spese di assistenza;
- A frequenza media di acquisto: comprendono fra gli altri le spese di
abbigliamento, le tariffe elettriche e quelle relative all’acqua potabile e
smaltimento dei rifiuti, i medicinali, i servizi medici e quelli dentistici, i
trasporti stradali, ferroviari marittimi e aerei, i servizi postali e telefonici, i
servizi ricreativi e culturali, i pacchetti vacanze, i libri, gli alberghi e gli altri
9 servizi di alloggio;
- A bassa frequenza di acquisto: elettrodomestici, servizi ospedalieri,
acquisto di mezzi di trasporto, servizi di trasloco, apparecchi audiovisivi,
fotografici e informatici, gli articoli sportivi.
Per calcolare il deflatore del PIL nell’anno base questo avrà il valore 1 perché è pil
reale/pil nominale.
Per calcolare il tasso di inflazione avendo solo anno base e anno corrente sappiamo
che è 1.
Diversi tipi di variazione:
Tendenziale: Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente
Congiunturale: rispetto al periodo precedente.
COSTI DELL’INFLAZIONE
Per quale motivo siamo interessati all’inflazione. Ci sono costi associabili
all’inflazione e sono costi diversi a seconda che l&rsquo
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