ECONOMIA POLITICA
Studia come individui e collettività prendono decisioni su acquisti, produzione e vendita,
analizzando anche il funzionamento complessivo del sistema economico. Il suo obiettivo principale
è usare al meglio le risorse scarse, cioè quelle non sufficienti a soddisfare tutti i bisogni.
MICROECONOMIA E MACROECONOMIA
La microeconomia si occupa di famiglie, imprese e mercati, studiando la formazione dei prezzi dei
fattori produttivi (lavoro, terra, capitale). Fondatore: Adam Smith.
La macroeconomia osserva l’economia nel suo insieme, considerando consumi, investimenti,
moneta e tassi di interesse. Fondatore: Keynes.
I TRE PROBLEMI ECONOMICI
Ogni società deve decidere:
1. Cosa produrre: quali beni e servizi realizzare e in che quantità (dipende dai consumatori).
2. Come produrre: quali risorse usare e chi si occupa della produzione.
3. Per chi produrre: chi beneficerà dei beni, in base al reddito e al potere d’acquisto.
FRONTIERA DELLE POSSIBILITÀ PRODUTTIVE (FPP)
Rappresenta le combinazioni massime di beni producibili con risorse e tecnologia disponibili.
Punti sulla curva = efficienza.
Punti dentro = inefficienza.
Punti fuori = impossibili.
Crescita e investimenti spostano la curva verso l’esterno.
COSTO OPPORTUNITÀ
Indica il valore della migliore alternativa a cui si rinuncia scegliendo una certa opzione.
IL MERCATO
È il luogo in cui domanda e offerta determinano i prezzi. L’equilibrio si ha quando quantità
domandata e offerta coincidono. Se il prezzo aumenta, la domanda diminuisce.
LA MONETA
È il principale mezzo di scambio, sotto forma di banconote, monete o strumenti come assegni.
Serve per facilitare gli scambi e misurare il valore dei beni. La gestione dell’offerta di moneta è
fondamentale per evitare inflazione o scarsità di liquidità.
I TRE FATTORI DELLA PRODUZIONE
1. Capitale: beni durevoli come macchinari e impianti, creati tramite risparmio e investimenti.
2. Terra: terreni e risorse naturali, la loro quantità e qualità influenzano la produzione.
3. Lavoro: attività umana applicata alla produzione; più è specializzato, più è produttivo.
ESTERNALITÀ
Si verificano quando un’attività economica ha effetti su soggetti esterni:
Positive: benefici per altri (es. innovazione tecnologica).
Negative: danni a chi non partecipa allo scambio (es. inquinamento).
DOMANDA
La domanda indica quanto un bene i consumatori vogliono acquistare a un certo prezzo. In
generale, se il prezzo aumenta, la quantità richiesta diminuisce; se il prezzo scende, aumenta.
Questo rapporto inverso tra prezzo e quantità è rappresentato dalla curva di domanda, con il prezzo
sull’asse verticale e la quantità sull’asse orizzontale. La domanda di mercato è la somma di tutte le
domande individuali. Oltre al prezzo, influiscono anche il reddito dei consumatori, le dimensioni
del mercato, la disponibilità di beni sostitutivi o complementari, gusti e preferenze, e fattori esterni
o eventi particolari.
OFFERTA
L’offerta indica la quantità di un bene che le imprese vogliono vendere a un certo prezzo. Se il
prezzo è basso, le imprese producono poco; se il prezzo sale, conviene produrre di più. La curva di
offerta ha pendenza positiva, perché prezzo e quantità sono proporzionali. Altri fattori che
influenzano l’offerta sono i costi di produzione, la tecnologia, la presenza di beni alternativi, eventi
particolari (es. maltempo) e politiche governative (tasse, sussidi).
EQUILIBRIO DI DOMANDA E OFFERTA
Il mercato è in equilibrio quando quantità domandata e offerta coincidono. In questo punto né i
consumatori né i produttori hanno incentivi a cambiare il prezzo. Sul grafico, l’equilibrio è
l’intersezione delle curve di domanda e offerta. Se la domanda aumenta, l’equilibrio si sposta verso
prezzi e quantità più alti; se diminuisce, prezzi e quantità scendono. Se l’offerta aumenta (es. nuova
tecnologia), il prezzo scende e la quantità cresce; se diminuisce (es. maltempo), il prezzo sale e la
quantità scende.
ELASTICITÀ DELLA DOMANDA
Misura quanto la quantità domandata cambia al variare del prezzo. La formula è:
ED = [(Q2 - Q1) / ((Q1 + Q2)/2)] ÷ [(P2 - P1) / ((P1 + P2)/2)]
Domanda elastica (ED > 1): quantità molto sensibile al prezzo, tipico dei beni di lusso.
Domanda anelastica (ED < 1): quantità poco sensibile al prezzo, tipico dei beni di prima
necessità.
Elasticità unitaria (ED = 1): variazioni di prezzo non cambiano i ricavi.
Beni sostituibili tendono ad essere più elastici; un bene può essere anelastico nel breve periodo e
diventare elastico nel lungo periodo (es. benzina).
ELASTICITÀ DELL’OFFERTA
Misura quanto la quantità offerta varia al cambiare del prezzo.
Elastica (EORP > 1): le imprese possono aumentare facilmente la produzione quando il
prezzo cresce.
Anelastica (EORP < 1): la produzione non varia molto, ad esempio per capacità limitata.
Il tempo è determinante: nel breve periodo l’offerta può essere rigida, mentre nel lungo periodo le
imprese possono aumentare capacità e impianti, rendendo l’offerta più elastica.
UTILITÀ MARGINALE
L’utilità marginale misura la soddisfazione che il consumatore ottiene dall’ultima unità di un bene
consumata. La legge dell’utilità marginale decrescente dice che, man mano che si consuma di più,
ciascuna unità aggiuntiva dà meno soddisfazione. L’utilità totale è la somma di tutte le utilità
marginali.
CURVA DI INDIFFERENZA
Introdotta da Pareto, rappresenta tutte le combinazioni di due beni che garantiscono lo stesso livello
di soddisfazione.
Le curve sono concave verso l’origine: per aumentare il consumo di un bene, occorre
rinunciare a parte dell’altro.
La pendenza indica il saggio marginale di sostituzione (SMS): quante unità di un bene il
consumatore cede per ottenerne un’altra dell’altro bene.
Esistono infinite curve, che formano la mappa di indifferenza, mostrando diversi livelli di
soddisfazione.
VINCOLO DI BILANCIO
Indica tutte le combinazioni di due beni che il consumatore può acquistare con il proprio reddito:
Combinazioni fuori dalla retta = non accessibili;
Combinazioni dentro la retta = inefficienti.
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