Economia e gestione delle imprese
5/02/2025
Sistema impresa e contesto ambientale, ci portano al riferimento della
strategia.
Tre tipologie di strategia:
Strategia competitiva, come prevalere sugli altri competitors.
Strategia di crescita, non necessaria.
Strategia, su come collaborare, funzionale alle prime due, maggiore
competitività e crescita attraverso la partnership con altri soggetti.
Business model dell’impresa.
Funzioni, ed elementi fondamentali del marketing nella prospettiva strategica.
6/02/2025
Il successo dell’impresa si basa sulla coerenza tra le sue caratteristiche interne
e l’ambiente esterno. Al cambiamento della prima deve corrispondere il
cambiamento delle seconde. Possiamo individuare due insiemi interdipendenti:
Attori: organizzazioni più o meno complesse
Condizioni: strutturali e risultanti diretti ed indiretti
Nel contesto rilevante possiamo individuare:
Contesto ampio o esteso: tutto ciò che è in questo contesto condizionano
comportamenti dell’impresa, che mi influenzano.
L’ambiente competitivo: attori e condizioni che interagiscono direttamente con
l’impresa, come loro influenzano me, io influenzo loro.
La differenza sta nell’interazione tra gli attori e le condizioni con l’impresa.
Contesto ampio:
Fattori PESTEL (politico, economico, socioculturale, tecnologico, ecologico,
legale amministrativo), il contesto ampio analizza tutti questi fattori, che
devono avere però un senso con la mia impresa, relativi al contesto in cui io
opero, capaci di condizionare le sue evoluzioni e determinano:
Le potenzialità dei mercati o delle aree di business, l’adeguatezza delle risorse
e competenze distintive ed il potenziale competitivo.
Ambiente competitivo:
cinque forze di Porter, contesto ampio ne influenza l’evoluzione ed i risultati
potenziali.
Contesto esterno rilevante perché genera delle condizioni, che a seconda di
come sono percepite dall’impresa mi si innescano delle dinamiche interne
aziendali che determinano l’evoluzione dell’impresa. Risorse per comprendere
gli stimoli aziendali, acquisendo energie rilevanti per l’economia sostenibile.
Ogni contesto ha una qualità in base agli stimoli che vi sono in quel settore,
che dipendono dalla domanda, dalla concorrenza, capitali offerti da istituti di
credito, disponibilità di HR qualificati, disponibilità dei servizi pubblici di qualità,
tutti questi sono esempi di energia che percepiti dall’impresa ne favoriscono
l’evoluzione.
L’impresa per operare in un ambiente complesso deve percepirne la
complessità e saperla fronteggiare.
I fattori relativi ad ogni ambito sono numerosi, importante che l’impresa si
concentri solo su quelli rilevanti all’area del proprio business.
Gli eventi disruptive si manifestano in maniera improvvisa, modificano in modo
rapido e radicale le condizioni strutturali di un contesto, ha effetti rilevanti,
intensi e sistemici anche nel medio lungo termine, modificano in modo radicale
anche i comportamenti e le condizioni degli attori che vi operano.
Gli eventi disruptive si manifestano in diversi ambiti:
Ambientale naturale, sistema sociale, sistemi tecnologici, sistema finanziario,
sistema politico, militare ed istituzionale.
11/02/2025
Impresa come sistema vivente, meccanismi fondamentali di funzionamento
dell’impresa come un’entità biologica. L’organismo reagisce, ma la reazione
può essere immediata o più lenta, stessa cosa vale per l’impresa. Durante
l’intervallo di reazione soffro poiché riduco i margini. Io devo prevedere le
dinamiche di un fattore ambientale decisivo per il mio business e per la mia
impresa, e capire rispetto a queste traiettorie di medio-lungo termine come
posizionarmi. Altro modo per migliorare la propria efficienza è investire in
innovazione, innovo il processo produttivo, il prodotto o il modello di business.
Qualunque fenomeno è sia positivo che negativo. Sistemi di business
intelligence.
Rischi, se gestiti correttamente possono diventare anche delle opportunità.
Analisi dei rischi fondamentale per comprendere l’insieme dei rischi ai quali la
mia impresa è sottoposta per ragioni soggettive o per ragioni oggettive.
Strategie volte a mitigare l’impatto di questi rischi.
Forze competitive descrivono i fattori che più direttamente influenzano la
strategia dell’impresa. Utile è la situazione tendenziale, l’evoluzione di questi
fattori. Fondamentale per l’impresa avere degli strumenti per poter descrivere
l’andamento. Forze competitive essenziali per individuare le tendenze nei
prossimi anni.
Forze competitive:
Intensità della concorrenza: i concorrenti attuali nel nostro business
I potenziali entranti: imprese che non sono nel nostro settore ma potrebbero
diventare dei concorrenti significativi, sono soggetti da tenere sotto controllo
anche se non esercitano attualmente una competizione diretta
Prodotti sostitutivi: prodotti o servizi che appartengono ad altri settori ma che
sono di fatto nostri concorrenti. Dimensione corretta ed efficace per
perimetrare il mio settore ed i miei concorrenti, è complessa, capire quando un
prodotto è sostituivo e quindi è un mio concorrente, sono forze competitive
orizzontali che caratterizzano il business in cui opero. Seconda dimensione di
natura verticale, i soggetti che a monte e a valle condizionano le mie
opportunità competitive, soggetti a monte sono i fornitori, soggetti a valle sono
i distributori. Con le imprese del mio settore posso considerarle come miei
competitors ma anche come dei soggetti con i quali collaborare.
12/02/2025
Condizioni pestel, dati
Forze competitive, sono situazioni, l’impresa ha una strategia per gestire nel
modo più conveniente l’evoluzione di queste forze competitive.
Insieme dei soggetti extra economici, non direttamente coinvolti nel settore,
nel business, interesse sulle dinamiche del business, stakeholders, attori,
prevalentemente non economici, influenzati dal business, esercitano
un’influenza sul business.
Clienti elemento che caratterizza il mercato.
L’impresa deve comprendere le dinamiche del suo contesto di business.
Monopolista, posizione vantaggiosa, non ha concorrenti, ma potrebbe trovarsi
in un mercato complesso, dove i clienti hanno poteri. Stakeholder può essere lo
Stato, soggetto pubblico, ruoli diversi, stato può essere anche come cliente,
soggetto pubblico da un lato incide sulle condizioni pestel per quanto riguarda
regolamentazione e normative di impresa e interlocutore diretto in molte
condizioni in cui l’impresa si trova ad operare. (Terna in Italia, è un monopolista
per quanto riguarda la trasmissione di energia, è un monopolio naturale,
l’assetto più efficiente per la realizzazione di quel tipo di attività produttiva è il
monopolio). Introduciamo la concorrenza non nella trasmissione che rimane un
monopolio, ma nella generazione. Terna è un distributore dal punto di vista di
Enel. Altro interlocutore fondamentale sono le autorities, (es. se vendiamo
energia elettrica non facciamo il prezzo che diciamo noi) prezzo scelto sulla
base di un algoritmo, in base anche ad un aumento della materia prima, questo
algoritmo è costruito da un’autority indipendente pubblica, la variabile prezzo
dipende dalle scelte dell’autority, che è un soggetto determinante con il quale
si deve dialogare. Interlocutori che incontriamo nel nostro business non sono
tutti antagonisti, soggetti con i quali l’impresa può cooperare per migliorare il
proprio modello di business.
Forze competitive:
Concorrenti che abbiamo nel settore, dal monopolio al sistema della perfetta
concorrenza, molto frammentato. Indicatore importante del livello di
concorrenza del settore è il suo grado di concentrazione, non tanto il numero
assoluto delle imprese, quello che è importante è la distribuzione delle quote di
mercato delle prime/n imprese. La competizione è più intensa nel mercato che
presenta una concentrazione maggiore. L’accordo fra le imprese per bloccare la
concorrenza è vietato. Ci interessa capire l’intensità della concorrenza poiché
influenza il potenziale di sviluppo della nostra impresa e di redditività nel
settore. Altro aspetto fondamentale è l’andamento della domanda, del
mercato. Mi preoccupo dei concorrenti quando la domanda cresce poco, in
quanto devo prevalere sui miei avversari, rubando quote di mercato ai miei
concorrenti. Organizzare la produzione e la distribuzione per soddisfare un
mercato che continua a presentare ordini, non mi preoccupo dei concorrenti, se
la domanda cresce molto.
Seconda variabile fondamentale rappresentata dalla struttura dei costi
dell’azienda, il peso che nell’azienda hanno i costi fissi rispetto ai costi variabili.
Problema della concorrenza nel mio business è maggiore se l’azienda presenta
più costi fissi. Minore domanda, minore produzione, ma i costi fissi devo
comunque sostenerli. Se struttura dei costi molto flessibili, costi variabili,
diminuisce domanda, diminuisce produzione ma anche i costi diminuiscono,
non vado in perdita, posso anche accettare di ridurre la produzione riducendo i
costi fissi. Altro indicatore dell’intensità della concorrenza è la stessa
integrazione, (es. smartphone negli ultimi venti anni). Altro indicatore è la
strategia di presidio dei distributori o fornitori per mettere in difficoltà gli altri
competitor.
I nuovi entranti imprese che non sono nel settore ma che potrebbero entrare,
tre tipologie di barriere:
Barriera di natura normativa (monopolio statale, la legge prevede che quel
business è gestito da un'unica impresa, prima in molti paesi i principali settori
erano in monopolio). Alla fine degli anni ’80 si passa ad una logica di
liberalizzazione.
Barriera di natura economica (monopolio naturale, la struttura produttiva, la
struttura dei costi del business riduce la convenienza per molte imprese di
entrare nel business, i monopoli sono anche protetti).
Quanto più alte sono le barriere all’entrata tanto più gli incumbent (imprese giù
presenti) vivono una situazione tranquilla. Quando la redditività di quel
business è molto elevata, cerco di entrare anche in presenza di barriere,
seppure non molto alte.
Barriera di tipo strategico, ostacoli all’entrata del business realizzati dagli
incumbent per ridurre il rischio di nuovi entranti ed aumento della concorrenza
all’interno del nostro settore. La possibilità per un produttore di entrare nel
mercato dei prodotti è avere spazio sullo scaffale, ossia trovare il distributore
che decide di distribuirti, per lui lo spazio sullo scaffale è il valore, è costretto a
privilegiare i marchi esistenti. Facile intuire modalità per superare in un baleno
le eventuali barriere strategiche ed in parte anche quelle di natura strutturale.
Posso comprare un’azienda già facente parte del sistema, molto della crescita
delle imprese è realizzata non attraverso una crescita interna. Facile entrare
solo quando c’è tanta domanda, meglio che entrino anche altri, quando la
domanda non particolarmente dinamica, cerco di alzare barriere all’entrata, la
cosa migliore è individuare un target di impresa comprarlo e poi cresco
all’interno grazie a quell’impresa. Molto spesso market leader compra altre
aziende minoritarie per evitare che vengano acquistate da altre imprese.
Potere negoziale dei fornitori e degli sviluppatori, se esiste un unico fornitore di
un input fondamentale gran parte del valore aggiunto trattenuto a monte dal
fornitore, e che condiziona i miei comportamenti. Grado di integrazione
verticale dell’impresa, ossia in quale misura l’impresa estende il suo processo
produttivo a monte per realizzare direttamente al proprio interno la produzione
di input produttivi strategici per il suo prodotto finale. Quanto più l’impresa è in
grado di integrarsi a monte e a valle è importante per determinare il loro
potere.
13/02/2025
Due prodotti sono sostitutivi se soddisfano uno stesso bisogno.
18/02/2025
Gestione sostenibile dell’impresa, integrare gli obiettivi di business (ossia di
creazione di valore economico finanziario) con obiettivi di rilievo ambientale e
sociale, gestendo con una governance adeguata al raggiungimento di tali
obiettivi. Diverso da ESG (ossia Environmental Social Governance, queste
politiche raggruppano l’insieme delle misure strategiche che l’azienda ritiene di
adottare in quei tre ambiti). La gestione sostenibile è collegata ma distinta.
Gestione in cui l’impresa riesce ad integrare creazione di valore economico con
quello sociale ed ambientale. Crea un valore condiviso, shared value, la
dottrina aziendale cambia, quella classica: obiettivo dell’impresa
massimizzazione del valore dell’azionista, qua invece diciamo l’impresa
persegue la massimizzazione del valore condiviso, tutti gli stakeholder tra i
quali vi è anche l’azionista. L’impresa è capace di creare un valore che soddisfa
l’azionista ma anche gli altri stakeholder, che sono interessati ad altre
performance. Gestione sostenibile dell’impresa è una gestione volontaria,
impresa decide se ed in quale misura realizzare un valore condiviso, che
insieme a quello economico è anche di natura ambientale e sociale con una
governance adeguata. I temi ambientali e sociali sono dei constraits, impresa
massimizzare il profitto nei limiti di vincoli regolatori, amministrativi e giuridici.
Gestione sostenibile invece gestione in cui l’impresa riorganizza il complesso
delle sue attività strategiche in modo da realizzare valore per tutti i principali
stakeholders. Queste linee di azioni dovrebbero essere integrate con le linee di
azione legate al business. Principio che si traduce nel fatto che da un lato
l’impresa affianca il piano strategico, con cui l’impresa decide la traiettoria per
massimizzare, integrandolo con il piano dell’insieme delle attività sociali ed
ambientali, i due aspetti sono collegati. Rispettare le leggi è il minimo. Gestione
sostenibile scelta volontaria dell’impresa. Visione di un’impresa che deve
occuparsi di soddisfare i diversi stakeholders, in maniera integrata.
Cambiamento strutturale, non teorico. L’azienda sa affrontare meglio
determinati rischi dinanzi problematiche sociali ed ambientali. Se diminuisce il
mi rischio diminuisce il rendimento atteso ottenuto. Se il rendimento è alto, il
rischio è alto.
L’azienda sostenibile vale di più, come le politiche ESG si traducono in un
aumento del valore economico dell’impresa, snodo cruciale, questione su cui si
dibatte molto, ma concretamente si fa poco. Obiettivi ambientali o sociali
devono essere integrati a quelli di business, non necessariamente
nell’immediato, questa integrazione alla fine si gioca su tre tavoli:
Quello dei costi
Quello della proposta di valore, Quello della differenziazione, il cliente riconosce
un valore superiore al mio servizio in quanto oltre ad avere tutta una serie di
qualità soddisfano anche criteri ambientali e sociali.
Migliore gestione dei rischi
(Free riding: meccanismo comportamentale dell’essere umano dinanzi ai beni
pubblici, attuo il comportamento di comodo perché del problema se ne
occuperà qualcun altro). Fino a quando il consumatore non riconosce un valore
per l’azienda è difficile raggiungere questo delta di valore ambientale. La scelta
del consumatore diventa fondamentale, si declina in maniera diversa a
seconda dei settori, in alcuni il cliente pone come fattori discriminanti queste
performance ambientali e sociali. Se l’impresa può dimostrare di avere migliori
performance ambientali e sociali ha un punteggio più alto rispetto ad altre
imprese che hanno un punteggio più basso.
Nelle grandi imprese di committenza, nelle quali selezionano i propri fornitori
sempre più anche in relazione alle performance ambientali e sociali di questi
soggetti. Aggiungo queste variabili perché a mia volta le performance
ambientali e sociali della grande azienda committente dipendono anche dalle
performance dei suoi fornitori. L’impatto ambientale di un’azienda distinto su
tre livelli:
Primo determinato da scope 1, impatto determinato direttamente dalle attività
di vario genere realizzate direttamente dall’impresa al suo interno, posso
esternalizzare a soggetti esterni la produzione.
Scope 2, l’impatto dell’energia utilizzata dall’impresa per svolgere le sue
attività produttive, non solo impatto diretto del mio stabilimento ma anche
impatto di energia che il mio impianto utilizza.
Scope 3, più complicato, non ci possiamo interessare solo dell’impatto
ambientale dei nostri stabilimenti e dell’energia che utilizziamo, ma anche
dell’impatto di tutto il processo produttivo ed anche dei comportamenti del
consumatore. L’impresa diventa responsabile dell’impatto ambientale o sociale
dei beni che mette sul mercato. Altro concetto economico è stato tragicamente
poco considerato ultimamente, ossia esternalità che può essere positiva o
negativa.
Esternalità negativa: effetto non voluto ma di cui siamo coscienti, che il nostro
prodotto o impresa genera un effetto negativo su sistema, quindi esterno e per
il quale non sostiene direttamente il costo. Quel prodotto in realtà ha un costo
implicito, facile da calcolare, calcolando la probabilità per il costo medio.
Sulle emissioni di CO2 fissati dei limiti alle emissioni che qualunque struttura
manifatturiera può determinare, se ne emetto di più c’è un sistema di
certificati, deve comprare questi certificati, ossia compro il diritto di inquinare
di più di quello che è consentito. Ottimo incentivo alle imprese virtuose che
hanno modificato il tipo di prodotti, emissioni inferiori e possono vendere
certificati, che vendono quel pezzo di diritto di inquinamento a coloro che
invece inquinano di più.
Lo scope 3 dal lato consumatori si giustifica per il fatto che noi dobbiamo
considerare l’impatto ambientale e sociale dei prodotti che mettiamo sul
mercato, spinge l’impresa a creare dei prodotti che non possono che essere
utilizzati in maniera virtuosa. Lo stesso ragionamento vale a monte sui fornitori,
organizzando la filiera in maniera che i miei fornitori inquinino poco. Scope 1
incidenti sul lavoro nei miei impianti, nelle mie filiere, nelle mie persone, devo
farmi carico dei miei fornitori. Un business che crea anche valore ambientale e
sociale, ha più opportunità di crescita e crea anche maggior valore economico.
Inclusione, (diversity management). Distinguere strategie di inclusione attuate
per ragioni ideologiche, interesse se ed in quali condizioni l’inclusione delle
persone, sviluppo di un’organizzazione che ha al suo interno persone molto
diverse è un fattore positivo per business, fattore neutrale o fattore negativo.
19/02/2025
Analisi di materialità fondamentale, gli ambiti ambientali, sociali e di
governance più rilevanti per l’impresa e quelli più rilevanti per gli stakeholders.
Fattori materiali più rilevanti sia per l’impresa che per gli stakeholders. Fattori
materiali molto numerosi e molto generali. Capire come si identificano quei
fattori. Rischio che non si ha dall’analisi di materialità un’indicazione su come
orientare l’impresa sui fattori veramente rilevanti. Quattro lenti che l’impresa
può utilizzare per focalizzarsi su i fattori rilevanti per l’impresa. Inside out:
quale è l’impatto dei nostri prodotti sull’ambiente e sulle comunità e qual è la
percezione che i consumatori hanno su questo impatto. Outside in fattori
ambientali e sociali che sono rilevanti per il nostro business, rispetto a questi
come adottare delle politiche ambientali e sociali. Rischi: che possono
impattare negativamente sul business o che invece posso avvantaggiare il mio
business perché ho adottato delle politiche ambientali e sociali che hanno
valorizzato il mio business.
Business value: valore aziendale, capire in quale modo determinati
miglioramenti ambientali o sociali si riflettono in maniera consistente sul valore
economico e sulla competitività, individuare le questioni che impattano
direttamente sul bilancio aziendale (riduzione dei costi, la proposta del valore
ossia differenziazione della mia offerta valutata dal consumatore, la valutazione
del rischio e del suo valore attuale netto). Ci possono essere situazioni in cui è
evidente impatto positivo su riduzioni di costi di una certa misura. La ricerca di
misure ambientali e sociali è una lente ma il rischio è che non ne trovi, o ne
trovi di abbastanza semplici, questione capire il consumatore come si
comporta, quanto e in che misura riconosce il valore alle mie performance
ambientali e sociali.
Single materiality: questioni ESG considerate importanti nella misura in cui
creano valore per l’azionista. Decrescita sostenibile: bisogna produrre meno,
fino a quando vediamo la crescita del PIL come obiettivo non ne possiamo
venire fuori, sistema intrinsecamente sbagliato. L’impresa deve dare un
contributo facendo business perché altrimenti si espone a queste critiche.
Submerged value: valore non immediatamente rilevabile, ma implicito in ogni
azione ambientale o sociale.
Influenza degli stakeholders: possono portare un valore aggiunto, l’azienda
impara. Primo elemento importante dello stakeholder è imparare quali possono
essere le opportunità di business (l’impresa impara dagli stakeholders), anche
finanziando certe situazioni che possono avere un risvolto positivo. La
creazione di valore per gli stakeholder deriva dal fatto che se gli stakeholders
vedono soddisfatte le loro priorità questo facilita il business. Lo stakeholder va
coinvolto, ne vanno capite prospettive ed esigenze per soddisfarlo, vanno
portati dalla nostra parte, ed anche perché dagli stakeholders possiamo
imparare. Lente dello stakeholder è un’antitesi.
(domanda esempio: per la filiale italiana di una compagnia di Pfizer, che ha
degli stabilimenti di
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