Diritto privato
I significati di "diritto"
Per "diritto" in senso oggettivo si intende l’insieme delle regole legali in vigore in un determinato contesto (territorio, materia, ecc.) che hanno la funzione di prescrivere il compimento o l’omissione di una certa azione. Esempio: il diritto italiano, il diritto del lavoro… Affinché esista, ci deve sempre essere una norma di legge. Il diritto è una razionalizzazione della realtà attraverso norme. Una situazione potrebbe non esistere nella realtà se non esiste una norma che la descrive giuridicamente. Fa riferimento a determinati ambiti geografici, istituzionali, che possono appartenere a realtà diverse.
Per "diritto" in senso soggettivo si intende una situazione giuridica disciplinata dalla legge. È il potere attribuito ad un soggetto di far valere dal giudice una propria pretesa. Esempio: diritto di proprietà, diritto al risarcimento del danno. Rappresenta la regola di comportamento, l’obbligo, il contenuto della norma.
La norma giuridica
Esempio: art. 2043 c.c. (Risarcimento per fatto illecito). "Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno."
- Norma rappresenta il diritto oggettivo
- Fattispecie: la situazione di fatto a cui la norma giuridica ricollega una conseguenza. "Qualunque fatto doloso o colposo". È la descrizione di un fatto costruito in modo astratto. Se si verifica questo presupposto, questa fattispecie, allora devono conseguire determinati effetti. Ad ogni fattispecie è legato un effetto.
Attraverso l'interpretazione, il fatto concreto viene ricondotto alla fattispecie astratta (sussunzione). L’interpretazione è il procedimento mentale e logico attraverso cui l’interprete (il giudice) attribuisce il corretto significato al fatto accaduto. Effetto regola di comportamento, obbligo, diritto (soggettivo). "Obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno."
L'ordinamento giuridico
È l'insieme delle norme appartenenti ad un medesimo sistema di produzione, spesso raggruppate in istituti costituiti da norme aventi identico oggetto e finalità (es. la proprietà). Si parla di un sistema, quindi sono tutti correlati tra loro e si deve fare riferimento a tutti. Norme: disposizione che regola un particolare di una materia. Istituto giuridico: insieme di norme che disciplinano una materia omogenea. Ordinamento giuridico: insieme eterogeneo, complessivo delle norme, degli istituti e delle leggi presenti in un determinato ambito. Si parla di un sistema, quindi le norme di un ordinamento sono legate tra di loro, e gli interpreti devono tener conto di tutte le relazioni presenti tra di esse.
I rami del diritto
Il diritto privato disciplina i rapporti tra soggetti privati (o enti pubblici, quando operano come privati). Ha la funzione di consentire ai cittadini di regolare i propri interessi e disporre dei propri diritti su basi di autonomia (fare da sé le proprie leggi), libera volontà ed eguaglianza. Garantisce e dà a tutti i cittadini un quadro di regole all’interno delle quali è possibile regolare degli specifici interessi. Sono norme abilitanti, non impongono solo doveri, ma permettono di regolare da sé gli interessi privati. NB: È un diritto abilitante, non impositivo. Davanti al diritto privato, tutti i soggetti sono uguali e devono essere trattati allo stesso modo dalla legge.
Il diritto pubblico disciplina i rapporti dei cittadini con l'autorità. Ha la funzione di soddisfare interessi generali e non disponibili attraverso la soggezione dei cittadini alla supremazia dell'autorità.
Le fonti del diritto
- Fonti di produzione: sono gli atti e i fatti idonei a produrre norme giuridiche secondo le regole poste dall'ordinamento.
Gerarchia: in caso di conflitto, c’è una norma che prevale su un’altra, in base ad una legge. Costituzione, ordinamento dell'Unione europea, ordinamento internazionale. Leggi (art. 1 c.c.). Regolamenti. Norme corporative. Usi: fonti-fatto, norme non scritte. Un uso è una consuetudine, che può diventare norma giuridica quando è applicata universalmente all’interno di un settore ed è riconosciuta da tutti. Possono essere fonti che integrano i contratti.
- Fonti di cognizione: sono i documenti che raccolgono i testi delle norme giuridiche.
- Fonti in senso lato e a-tecnico: materiali di diversa natura, non strettamente giuridica, che contribuiscono a determinare le regole applicabili in specifici settori economici e commerciali. Esempio: raccolte di prassi e modelli contrattuali di commercio, codici di condotta.
Il Codice civile
Il Codice civile è la fonte principale del diritto privato. Esso è stato emanato nel 1942. Unifica i precedenti Codice civile (valido tra privati) e Codice del commercio (valido tra le imprese). È composto da 6 libri:
- Persone e famiglia: interpreta la società a partire dall’individuo e dalle famiglie
- Successioni: testamento, ecc.
- Proprietà: rapporto tra gli individui e i beni
- Obbligazioni: rapporti patrimoniali tra individui
- Lavoro
- Tutela dei diritti: come si può far valere un diritto davanti ad un giudice
All’interno di ogni libro ci sono ulteriori ripartizioni, le quali servono a dare uniformità alla collocazione delle norme all’interno del Codice.
Le situazioni giuridiche
Riassumono la posizione in cui un soggetto si trova per effetto dell'applicazione di una o più norme giuridiche.
Situazioni giuridiche elementari
- Obbligo o dovere: è la situazione della persona che deve tenere un certo comportamento (es. dare, fare, non fare). L'obbligo espresso in forma negativa si definisce "divieto".
- Potere: possibilità di compiere un atto a cui la legge ricollega effetti giuridici (es. alienare un bene). NB: Non dobbiamo confondere potere e facoltà.
- Facoltà: possibilità di compiere o meno una certa condotta, un certo comportamento (es. usare un bene).
- Pretesa: potere di esigere un comportamento altrui (es. corresponsione del prezzo di vendita di un bene).
Sono situazioni giuridiche elementari perché uno stesso titolo giuridico va a chiudere in sé diversi di queste situazioni elementari. Esempio: La proprietà di un libro, racchiude in sé sia la facoltà di uso (del libro), sia il potere di vendita (del libro).
Altre situazioni giuridiche
- Onere: comportamento non dovuto (a differenza dell’obbligo), ma necessario al fine di ottenere un risultato voluto (es. preavviso di recesso dal contratto).
- Soggezione: esposizione alle conseguenze dell'esercizio di un potere altrui (es. recesso unilaterale dal contratto). La posizione attiva corrispondente si definisce "diritto potestativo".
- Diritto potestativo: non è ammessa un’obiezione di nessun genere. Chi è in posizione di soggezione non ha il potere di reagire all’esercizio del titolare del diritto.
- Status: insieme di situazioni giuridiche derivanti da un determinato ruolo sociale o familiare (es. figlio, lavoratore subordinato, imprenditore).
- Aspettativa: posizione del titolare di un diritto a formazione progressiva (es. condizione sospensiva, eredità). Esempio: un soggetto cede un bene ad un altro soggetto nel caso di eredità, per testamento o discendenza. Questo diritto diventa esigibile solo quando si compiono una serie di passaggi (es: solo in caso di morte).
- Interesse legittimo: situazione giuridica attiva ricorrente nei rapporti con la Pubblica Amministrazione; protetta indirettamente nei limiti della coincidenza con l'interesse pubblico a cui è direttamente funzionale l'azione amministrativa (es. concorso pubblico).
Il rapporto giuridico
È una relazione tra due o più soggetti, che si esplica sulla base della situazione giuridica di cui ciascun soggetto è investito in base ad una norma. Esempio: art. 1470 c.c.: La vendita è il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo. È un rapporto tra due soggetti che si basa sulla combinazione di due situazioni giuridiche: obbligo del trasferimento e obbligo del corrispettivo in denaro.
I soggetti del rapporto giuridico sono detti Parti: le persone coinvolte nel rapporto di compravendita, chi trasferisce la proprietà e chi pagherà il corrispettivo. I soggetti estranei al rapporto sono detti Terzi: vengono presi in considerazione anche gli interessi e i diritti dei terzi, perché il rapporto tra le parti potrebbe causare delle conseguenze per i terzi.
Categorie di diritti soggettivi
I diritti soggettivi, intesi come poteri attribuiti dalla legge ad un soggetto per la tutela dei propri interessi, si distinguono in base alla loro estensione tra:
- Diritti assoluti: danno luogo a pretese esercitabili nei confronti di chiunque (modello dei diritti reali, esempio: proprietà, personalità). Non è derogabile.
- Diritti relativi: danno luogo a pretese esercitabili solo nei confronti di determinati soggetti (modello dei diritti di credito, esempio: nel contratto di compravendita). È derogabile.
L’instaurazione delle situazioni giuridiche
La fonte della instaurazione di una situazione giuridica in capo a un soggetto (potere, obbligo...) è detta "titolo", e il soggetto a cui essa è imputata è detto "titolare". Le situazioni giuridiche si instaurano se esiste un titolo, un presupposto. Ogni situazione giuridica è titolare di un obbligo, di una pretesa, di un onere.
I modi di acquisto di una situazione giuridica si distinguono in:
- Titolo originario: manca un precedente titolare o non si trasferiscono vincoli o condizioni rispetto al precedente titolare (es. usucapione). Possono essere cose abbandonate.
- Titolo derivativo: trasferimento da un precedente titolare → il diritto si trasferisce nei limiti in cui era goduto dal precedente titolare, al quale il nuovo succede (esempio: vendita).
È importante distinguerli perché: nel titolo originario, la situazione arriva nelle nostre mani perfettamente integra, indipendentemente da ciò che è successo prima.
L'estinzione delle situazioni giuridiche
Una situazione giuridica o un rapporto giuridico possono venir meno al ricorrere di uno dei fatti estintivi previsti dall'ordinamento:
- Morte del titolare: non si può estinguere prima perché nemmeno il titolare può cederlo (esempio: diritto alla vita, diritti della personalità).
- Rinuncia del titolare: È un fatto unilaterale che determina l’estinzione della situazione giuridica rappresentata dal diritto di proprietà (esempio: abbandono della cosa).
- Adempimento dell'obbligazione (diritti di credito).
- Scadenza del termine o avveramento di una condizione risolutiva: contratto di locazione di 2 anni → dopo 2 anni cessa tutto.
- Recesso, annullamento o scioglimento per mutuo consenso (contratti).
- Prescrizione e decadenza: il titolare della situazione giuridica è limitato nell’esercizio delle prerogative dallo scorrere del tempo perché vi è la certezza del diritto rispetto alla sussistenza del rapporto giuridico (inerzia nell'esercizio del diritto, salvo che sia imprescrittibile).
I soggetti di diritto
I soggetti di diritto sono i centri di imputazione delle situazioni giuridiche e dei rapporti giuridici ("Parti"). Sono i titolari delle situazioni giuridiche. Il Codice civile li suddivide nelle categorie di:
- Persone fisiche (c.c. Libro I, Titolo I). Esempio: un’azienda, un’associazione.
- Persone giuridiche (c.c. Libro I, Titolo II; Libro V).
Capacità giuridica e capacità di agire
Le capacità esprimono il modo in cui la legge considera e riconosce i soggetti di diritto. Sono le funzioni giuridiche fondamentali delle persone, e si distinguono in:
- Capacità giuridica: attitudine ad essere titolari di diritti o obblighi (soggettività giuridica). Situazione passiva, statica, di esercizio dell’attività. Ne sono titolari un maggior numero di soggetti.
- Capacità di agire: attitudine a compiere validamente atti dotati di efficacia giuridica (attività giuridica). Situazione attiva, dinamica, di esercizio dell’attività.
Persone fisiche - Capacità giuridica
La capacità giuridica si acquista al momento della nascita (art. 1 c.c.). La nascita si ha quando si ha l’avvio dell'autonoma respirazione del soggetto. La legge riconosce determinati diritti al nascituro "concepito" (esempio: successione mortis causa, donazione): ma sono subordinati all'evento della nascita. Anche il "non ancora concepito" può succedere e ricevere per donazione (art. 462 c.c.). La giurisprudenza riconosce al concepito, al momento della nascita, il diritto al risarcimento del danno per lesione all'integrità psicofisica. La capacità giuridica si estingue con la morte, accertata o dichiarata secondo i criteri previsti dalla legge (esempio: dichiarazione di morte presunta, legata all'assenza protratta nel tempo).
Persone fisiche - Capacità di agire
Si acquisisce al compimento del diciottesimo anno (Art. 2 c.c.: "Con la maggiore età si acquista la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita una età diversa"). La legge presuppone che l'età corrisponda ad una maturazione sufficiente a permettere di provvedere da sé alla tutela dei propri interessi. Non va confusa con l'imputabilità, che invece riguarda la responsabilità per il compimento di fatti illeciti, per cui è sufficiente la capacità di intendere e di volere.
Persone fisiche - Capacità speciali
La legge ricollega l'acquisizione della capacità di essere titolare di specifiche situazioni giuridiche (capacità giuridica speciale) al compimento di un'età determinata, diversa dalla maggiore età:
- Rapporto di lavoro: 16 anni (art. 2. c.c.) → capacità di essere parte di un contratto di lavoro
- Matrimonio: 16 anni (art. 84 c.c.)
- Riconoscimento del figlio: 16 anni (art. 250 c.c.)
L’esercizio dell’attività giuridica tramite terzi
Il potere di compiere atti giuridici efficaci spetta al titolare, oppure a terzi provvisti di legittimazione (capacità di compiere atti giuridici relativi ad un determinato rapporto, anche da parte di terzi). Questo potere di legittimazione si trasferisce al di fuori della sfera del titolare, attraverso la rappresentanza (fonte di legittimazione) (art. 1387 c.c.). La rappresentanza è il potere conferito dalla legge o dal titolare della capacità, a compiere atti giuridici che impegnino un altro soggetto che è il titolare originario del diritto. Rappresentante: colui che riceve il diritto. Rappresentato: colui che conferisce e i soggetti terzi.
La rappresentanza legale
- Può derivare direttamente dalla legge, in forza di un rapporto giuridico esistente (esempio: rappresentanza dei genitori).
- Oppure essere conferita dal giudice in determinati casi di incapacità del titolare (es: tutela).
- Non è revocabile dall'interessato, a differenza della rappresentanza volontaria (del titolare).
L’ordinamento giuridico si propone quindi di tutelare l’interesse dell’incapace, attraverso la rappresentanza legale.
La rappresentanza volontaria
È conferita dall'interessato (non incapace) mediante un atto unilaterale diretto a terzi: la procura. Non rileva il rapporto sottostante tra rappresentante e rappresentato. La procura prevede che il rappresentante agisca in nome e per conto del rappresentato (gli effetti dell'atto ricadono immediatamente sul rappresentato).
- Rappresentanza indiretta o interposizione gestoria: Se il rappresentante agisce per conto del rappresentato ma in nome proprio, gli effetti ricadono sul rappresentante.
- Se il rappresentante tratta un affare nell’interesse di qualcun altro ma spende il suo nome, quindi senza una procura, allora è il rappresentante che acquisisce tutti quei diritti nei confronti dei terzi e il terzo considera il rappresentante come controparte e poi il terzo regolerà separatamente la situazione con il rappresentato.
- La procura può essere revocata o modificata, ma le modifiche e la revoca sono opponibili ai terzi solo se portate a loro conoscenza o da essi conosciute (rappresentanza apparente, art. 1396 c.c.).
- La procura è un atto con cui un titolare comunica ai terzi che quel rappresentante è provvisto dei poteri da lui conferitogli. I terzi fanno affidamento alla procura e stipulano un atto efficace giuridicamente. La tutela del terzo muove il legislatore a dire che le modifiche o revoche si possono opporre a terzi solo se i terzi ne sono a conoscenza.
- Per la validità dell'atto compiuto dal rappresentante è sufficiente la capacità di agire del rappresentato, purché il rappresentante sia capace di intendere e volere (art. 1389 c.c.).
- I vizi della volontà che possono determinare l'annullamento del contratto (esempio: errore, dolo, violenza) e gli stati soggettivi rilevanti (es. mala fede) sono quelli del rappresentante. A meno che non riguardino elementi già determinati dal rappresentato (esempio: prezzo).
- L'atto compiuto dal rappresentante in conflitto d'interessi può essere annullato solo se conflitto conosciuto o riconoscibile dal terzo (art. 1394 c.c.); la legge tutela il rappresentato ma anche i terzi.
Il contratto con sé stesso, in quanto sottospecie di (potenziale) conflitto d'interessi, è...
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