Il diritto e la norma giuridica
Il diritto è l'insieme delle regole (norme giuridiche) che servono per risolvere i conflitti che insorgono o possono insorgere fra uomini. La funzione del diritto è proprio quella di dirimere le controversie fra uomini impedendo che questi affermino, senza regole e con l'uso della forza, i propri interessi.
Esempio di applicazione del diritto
Esempio: ci troviamo ad un incrocio stradale. Arrivo col motorino all'incrocio e ho interesse a passare con una certa velocità perché ho fretta. Contemporaneamente un'altra persona ha anche lei interesse a passare nello stesso istante. L'interesse di chi dei due prevale? Prevale colui che è più prepotente e forte? No. Per evitare il ricorso alla forza qui interviene il diritto che serve a regolare e tutelare gli interessi individuali che possono essere conflittuali. Il codice della strada regola il traffico, quindi chi ha il semaforo verde può passare mentre chi lo ha rosso è obbligato a fermarsi. Se la persona passa col rosso andrà incontro a delle sanzioni. Riceverà una multa e se fa un incidente dovrà pagare i danni al malcapitato. Se l'automobilista che ha causato il danno non paga spontaneamente, sarà obbligato a pagare comunque. In tal caso verranno venduti i suoi beni e la persona che ha subito l'incidente sarà comunque risarcita.
Il diritto quindi risolve ed evita i conflitti. Il diritto penale studia i reati. I reati sono quei fatti che, se commessi, comportano la sanzione del carcere, della reclusione ecc. Perché il diritto riesca ad assolvere la sua funzione ha bisogno di uno strumento. Abbiamo bisogno della norma. Il diritto è la somma di migliaia di norme giuridiche. L'insieme delle norme crea l'ordinamento giuridico chiamato anche diritto oggettivo.
Le norme giuridiche
Alcune norme si chiamano regole perché impongono un determinato comportamento. Prescrivono un determinato comportamento. Una norma regola è una norma che prescrive all'automobilista di fermarsi quando c'è il rosso. Prescrive di fermarsi quindi è una regola. Un'altra norma regola è "vietato fumare". Ci interessa l'interesse della collettività a discapito di quello del fumatore. La norma giuridica può essere una norma sanzione.
Nei casi più gravi di omicidio si può dare l'ergastolo. Il codice civile prevede anche una sanzione civile, se tu hai ucciso o hai tentato di uccidere la persona che ti deve un patrimonio ereditario, tu per la legge risulterai indegno. Non sarai più quindi l'erede. Ruolo riparatorio: si tende a riportare la situazione al momento antecedente al danno commesso. Es: Tiro un sasso sul vetro di una macchina, pagando una sanzione di 5000 euro riporto la situazione al momento antecedente riparando l'auto. In caso di omicidio invece non è possibile riportare in vita la persona.
La norma può avere una funzione preventiva, io so che se uccido una persona sarò scoperto e andrò in carcere. In virtù di quella norma io non commetterò il reato. Esistono norme che regolano il funzionamento degli apparati dello stato, come la polizia, la magistratura ecc. Le norme regolano anche il funzionamento del processo. Ognuno ha diritto alla difesa. Può portare delle prove. La funzione del diritto è quella di risolvere conflitti.
Una norma dice che se si verifica un determinato evento ci sono determinate conseguenze giuridiche. Esempio: concludo un contratto di compravendita. Acquisto un’abitazione e faccio un contratto scritto, firmiamo entrambi. La conseguenza giuridica è che tu diventi proprietario e nessuno può invadere la tua proprietà. L'insieme delle norme compone il diritto oggettivo detto anche ordinamento giuridico. Il diritto oggettivo è composto da tantissime norme giuridiche, non è possibile nemmeno contarle. Il codice civile è composto da circa 2969 norme giuridiche.
La costituzione italiana
Nel nostro ordinamento giuridico emerge il carattere democratico della Repubblica fondata sul lavoro.
- ART.1 COSTITUZIONE: L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
- ART.2 COSTITUZIONE: La repubblica tutela inoltre i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia come nelle formazioni sociali in cui vive e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, sociale ed economica.
- ART.3 COSTITUZIONE: Il nostro ordinamento giuridico ci dice che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
La costituzione è la fonte più importante del nostro ordinamento giuridico, a cui devono conformarsi le altre norme gerarchicamente subordinate. La protezione di un interesse non è affidata solamente a una singola norma ma a una serie di norme collegate fra di loro. Quando molte norme concorrono a disciplinare una stessa materia sono dette istituto, come le norme che disciplinano il contratto e la proprietà. L'ordinamento giuridico non è fisso ma mutevole nel tempo e nello spazio. Infatti è facile verificare come ogni ordinamento giuridico sia stato storicamente soggetto a profondi cambiamenti. Ogni società nazionale ha un proprio ordinamento giuridico, anche se al giorno d'oggi bisogna considerare la presenza di ordinamenti giuridici sovranazionali come l'UE.
La legittimazione del diritto
Chi pone le norme giuridiche?
Nel 1600 Thomas Hobbes definiva il diritto "come ciò che il sovrano comanda". Per Hobbes il consenso delle persone a sottoporsi al potere del sovrano derivava principalmente dalla garanzia dell'ordine e dalla pace sociale contro la guerra di tutti contro tutti. Il potere veniva visto quindi da un lato come un potere formale che apparteneva al sovrano e dall'altro lato come la garanzia alla protezione e alla difesa in caso di guerra. Nei regimi totalitari era l'autorità scelta che campeggiava mentre il potere del sovrano era ridotto al minimo, se non del tutto eliminato. Nella nostra società democratica invece il diritto viene legittimato dal consenso sociale, chiamato a determinare la composizione degli organi che lo creano. Il diritto in sintesi è creato da assemblee elette a suffragio universale e chiamate ad essere rinnovate periodicamente. Essendo passati dalla modernità alla post-modernità, gli avvenimenti si sviluppano con una estrema velocità e infatti per il legislatore è spesso difficile adeguarsi ai bisogni che la società nel suo complesso, di volta in volta manifesta.
La crisi economica su scala mondiale inoltre mette in discussione il modello che costituisce il patrimonio genetico delle moderne democrazie. Es: Nell'Art.4 della Costituzione si proclama il diritto di tutti i cittadini al lavoro, nel concreto però trovare lavoro è difficile e quindi non è garantito di trovare un posto di lavoro. Es: La crisi economica porta spesso lo stato a compiere delle scelte che vanno contro alle esigenze del popolo e questo comporta un maggiore distacco tra stato e popolo. Un esempio è il precariato (contratti di lavoro a tempo determinato ecc. che non garantiscono una sicurezza lavorativa a lungo termine).
Il diritto naturale
Accanto alle regole del diritto che compongono il nostro ordinamento giuridico, abbiamo altre regole che presiedono la convivenza umana: le regole della morale, del costume sociale e della religione. Le regole della morale sono basate sulla distinzione tra bene e male, quelle del costume sociale sulla distinzione tra ciò che è corretto e ciò che è scorretto mentre quelle della religione si basano su una fonte sovrannaturale. Tante volte le regole morali coincidono con quelle del diritto. Un esempio è l'omicidio, uccidere è vietato dalla legge ma anche dalla morale di una persona. Altre volte però le regole della morale non coincidono.
Es: Il diritto ammette che i coniugi possano ottenere il divorzio; per la chiesa cattolica invece il matrimonio è un vincolo sacro e dunque indissolubile. La chiesa condanna anche l'aborto, mentre il Legislatore italiano disciplina i casi in cui la donna può interrompere volontariamente una gravidanza. Distinguere una regola del diritto dalle regole naturali è possibile grazie alla coercitività del diritto. Alle regole del costume, della religione e del costume sociale si obbedisce in virtù dei propri valori interni e non in virtù di una costrizione esterna. La violazione dei precetti religiosi comporta da parte della Chiesa alcune sanzioni spirituali (es. la scomunica). Queste sanzioni però non obbligano in alcun modo il soggetto a fare qualcosa in via coercitiva; costui non è tenuto in alcun modo a pagare una somma di denaro. Il diritto invece non soltanto afferma la prevalenza di un determinato interesse contro un altro, ma impone l'osservanza delle proprie regole.
La coercitività del diritto
I modi in cui il diritto esprime la sua coercitività sono diversi. Dove è possibile, il diritto tende ad eliminare le conseguenze della trasgressione. Es: Il sig. Rossi ha concluso un contratto col Sig. Bianchi ed è quindi obbligato a corrispondere una somma di 10.000 euro al secondo. Alla scadenza del termine non adempie la prestazione. Poiché l'interesse del Sig. Bianchi non viene soddisfatto si ricorrerà al giudice che con una sentenza applicherà delle norme che garantiranno il recupero coattivo della somma di denaro. Dopo la pronuncia della sentenza detta anche titolo il Sig. Bianchi avrà soddisfatto il suo interesse.
In alcuni casi riportare la situazione al momento prima dell'accaduto non è possibile e quindi rimuovere le conseguenze della trasgressione è impossibile. Es: Giovanna uccide Carmelo. La coercitività del diritto qui non può eliminare le conseguenze della trasgressione. Non è possibile riportare in vita Carmelo. Tuttavia l'omicida viene sanzionato con la pena della reclusione. La minaccia della sanzione, costituisce un deterrente a delinquere. La paura di andare in carcere tende a non far uccidere le persone. Se una persona non ha morale e vuole uccidere quella persona ma non vuole andare in carcere non lo farà perché la pena è proprio quella.
La norma giuridica
L'unità elementare del nostro ordinamento giuridico è la norma. In una legge (o in altre fonti del diritto) vi sono di solito più articoli, ciascuno dei quali può essere suddiviso in più parti dette commi. Ogni comma corrisponde a una o più norme giuridiche. La maggior parte delle norme giuridiche sono strutturalmente formulate con il carattere della generalità e dell'astrattezza.
- Generalità: la norma è generale quando non si rivolge a determinate persone ma a una serie indeterminata di soggetti. L'articolo 2043 del codice civile non stabilisce che coloro i quali appartengano a un det. classe sociale, se commettono un fatto illecito, siano tenuti a risarcire il danno. La norma invece fa riferimento generalmente a colui che ha commesso il fatto.
- Astrattezza: la norma non si riferisce a un fatto concreto ma a una serie ipotetica di fatti. Un comando individuale e concreto invece è la sentenza del giudice che, applicando norme generali e astratte, risolve una controversia. Si tratta dunque di un comando che si rivolge a un determinato soggetto.
La fattispecie
Significa immagine di fatto. La descrizione contenuta nella norma viene definita fattispecie astratta. Norma analitica: è una norma che definisce dettagliatamente una fattispecie astratta. Clausola generale: è una norma formulata in modo ampio ed elastico. In concreto nella vita di tutti i giorni può verificarsi che una situazione descritta in una fattispecie astratta si realizzi. In questo caso si trasformerà in una fattispecie concreta.
La qualificazione della fattispecie è un’operazione logica con cui si verifica che una fattispecie concreta corrisponda a una astratta. A volte per qualificare una fattispecie non basta prendere in considerazione una sola norma ma bisogna in moltissime situazioni considerare molte più norme giuridiche. Nel linguaggio dei giuristi questa situazione si chiamerà combinato disposto (Per giudicare una situazione il giudice usa + norme).
Quando la fattispecie astratta conta di un solo fatto si chiamerà fattispecie semplice, quando si articola in più fatti si chiamerà fattispecie complessa. Nei paesi di common law vale la regola del precedente giudiziario, i soggetti vengono giudicati dal giudice che giudica il soggetto basandosi su precedenti sentenze molto simili tra di loro. E' quindi il giudice ad assumere i caratteri di generalità ed astrattezza. Questo ordinamento giuridico ha origini britanniche. Nei paesi di civil law varranno invece le norme scritte. Questo modello di ordinamento giuridico deriva dal diritto romano. E' il modello più usato a livello mondiale.
Norme speciali
Le norme di diritto oggettivo si riferiscono a chiunque mentre le norme di diritto speciale si riferiscono a una determinata categoria di soggetti. Ci sono delle norme che si riferiscono alle lavoratrici madri e oggi in parte ai lavoratori padri. Queste norme ci dicono che una donna che ha da poco partorito ha diritto ad avere un certo trattamento nel luogo di lavoro; ha diritto a stare a casa per un certo periodo senza perdere il lavoro. Queste norme non sono contro l'articolo 3 della costituzione (tutti sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso) se ci sono motivazioni fondate. C'è un interesse a salvaguardare la famiglia e il suo mantenimento. I giudici delle leggi ci dicono che in questo caso vale il principio della ragionevolezza in cui una certa categoria di soggetti ha diritto alla salvaguardia.
Norme eccezionali
Si riferiscono eccezionalmente a una certa categoria di situazioni riservando loro un trattamento opposto da quello previsto dalla norma generale. Vengono emanate in virtù di una situazione eccezionale che si è verificata. Es: il governo emana una norma giuridica in cui si dice che i cittadini dell'Abruzzo e in parte delle Marche e Umbria potranno presentare la dichiarazione dei redditi tre mesi dopo rispetto a chiunque altro. La norma ha fatto riferimento a chi ha subito il terremoto. Anche qui si ritiene che se c'è un'effettiva situazione di disagio e difficoltà la norma è conforme all'ordinamento. Si deve aiutare, creare una solidarietà per le persone che per eventi non scelti da loro si trovano in difficoltà.
Norme singolari
Vengono chiamate anche norme fotografia. Si chiama norma singolare-fotografia perché si riferisce a quella persona specifica. Un ordinamento che contiene tante norme singolari è un ordinamento che non funziona perché vorrebbe dire che le altre norme astratte e generali non funzionano. Nel linguaggio comune si possono anche chiamare leggi ad personam. Si fa riferimento a leggi che, almeno secondo alcune opinioni, sono state stipulate al fine di raggiungere una situazione favorevole o sfavorevole per una persona singola o per uno stretto numero di persone. Un esempio è lo scioglimento negli anni '80 di una loggia massonica P2 (è un'associazione segreta che propugnava il cambiamento dell'ordinamento italiano attraverso l'utilizzo di mezzi non democratici). L'ordinamento si può criticare e anche in maniera forte. Quello che non è consentito sono le idee che mirano al cambiamento dello status quo.
Norme giuridiche imperative e norme giuridiche dispositive
- Norme imperative: Le norme del diritto pubblico sono per lo più imperative e quindi inderogabili, i soggetti non possono regolare i loro rapporti in modo diverso da quello contenuto dalla disciplina legale. Es: Una norma giuridica vieta il commercio di una particolare sostanza pericolosa. Se viene concluso un contratto di compravendita nel quale l'oggetto dello scambio è proprio la sostanza pericolosa, il contratto risulterà nullo e quindi non produrrà effetti.
- Norme dispositive (derogabili): Le norme sono dispositive quando i privati possono modificarne il contenuto regolando i loro rapporti in modo diverso da quanto previsto nella norma stessa. Un esempio è nel caso in cui l'articolo del codice civile dice che il bene oggetto del contratto deve essere consegnato nel luogo in cui si trovava quando l'obbligazione è sorta. Es: Marco ha acquistato un quadro in un negozio di antiquariato. La disciplina del codice civile dice che l'oggetto deve essere ritirato quindi nel magazzino del negozio di antiquariato. Le parti però se si accordano con una clausola del contratto e decidono che il quadro verrà consegnato a casa del compratore sarà possibile modificare il luogo della consegna e si utilizzerà come luogo della consegna quello stabilito dalle due parti in quanto la norma tra i soggetti privati è derogabile e quindi può essere modificata. Il venditore sarà inadempiente se pretenderà di consegnare il quadro in un luogo diverso da quello deciso dai due nella clausola. Qui si capisce benissimo la funzione delle norme derogabili dispositive, che operano in quegli spazi che non sono stati regolati espressamente dai privati. Nel diritto privato a volte è possibile distinguere una norma imperativa da una dispositiva dal linguaggio scritto. Se troviamo le parole "salvo patto contrario", salva diversa volontà delle parti, si è in presenza di una norma dispositiva. Questa regola però non vale sempre perché alcune norme sono dispositive anche se non contengono questo linguaggio. Le parti non possono stipulare un contratto con causa contrario all
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