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Riassunto lezioni Crisi d’impresa fino alla lezione del 26/10/2021

Esame: scritto (domande aperte e possibilità di fare orale per provare ad alzare voto). Saranno domande

aperte sugli argomenti visi.

INDICE:

1. Lezione di introduzione pag.1

2. Equilibrio Economico/Finanziario, cause/natura della crisi d’impresa pag.2

3. Insolvenza prospettica pag.3

4. Possibili cause che determinano la crisi pag.3

5. COS’E’ IL PIANO DI RISANAMENTO pag.4-5

6. (documento “linee guida per la predisposizione dei piani di risanamento”) (da vedere) pag.5

7. Piano tempestivo pag.5

8. Monitoraggio/consulenti del management pag.6

9. Iter logico piano di risanamento pag.6

(Documento ISAE 3400) (standard internazionale che fornisce le linee guida per lo svolgimento di

10. incarichi che prevedono l'emissione di una relazione sull'informativa finanziaria

prospettica).pag.6

11. Il piano concordatario (Concordato preventivo) pag.7-8

12. Accordo di ristrutturazione dei debiti (Art.182 bis Legge Fallimentare) (lavoro Bialetti)pag.8-9

13. Definizioni da sapere pag.9

14. Riflessi della fase della crisi di impresa sul bilancio pag.10-11

15. Attestazione del piano di risanamento pag.11-13

16. Intervento Prof. Raffaele Fabozzi (costo del lavoro in un’azienda in crisi) pag. 13-14

17. Valutazione azienda in crisi pag.14-15

18. Piano di concordato (Almalattea) con particolarità di affitto ramo di azienda pag.15-19

19. PN positivo in termini civilistici e negativo in termini contabili/ Il piano di risanamento con l’affitto

di azienda, è un piano da redigere in continuità o no pag 19-20

20. Riassunto capitoli 4-6-7 del file online “modelli di valutazione delle aziende in crisi” pag.20-23

21. Cornice giuridica all’interno della quale si può fare un progetto di ristrutturazione

22. Prof Vincenzo De Sensi, Oggi parleremo del tema delle responsabilità degli amministratori, dei

sindaci, degli organi di governo e degli organi di controllo quando l’azienda è in crisi.

23. Ospiti di Deloitte-> cosa si fa nell’area restructruring in big four

24. Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (cambiamenti introdotti)

1. lezione di introduzione:

Crisi d’impresa e piani di risanamento è un corso che ci fa comprendere come in un momento particolare

della vita di impresa (quando questa è in crisi), si possono individuare dei percorsi di risanamento.

Cercheremo di comprendere quando un’impresa è in crisi, ma soprattutto vedremo che realizzare un

piano di risanamento coinvolge tutte le dimensioni che un’azienda verifica nell’ambito della propria

gestione. Realizzare e impostare un piano di risanamento significa aver presente le cause della crisi, i

profili strategici dell’azienda e quindi quali possono essere gli interventi di natura strategica

(posizionamento di mercato, prodotti, ecc), i profili operativi, ma anche conoscere gli impatti di tutto ciò

che si vuole porre in essere da tanti punti di vista (impatti fiscali, passaggi e costi da porre in essere, ecc).

Ciò significa che devo avere contezza di tutte le dimensioni del ragionamento e chi si occupa di crisi

d’impresa deve avere una cultura economico aziendale e giuridica tale da comprendere i diversi risvolti

delle diverse azioni che si vogliono porre in essere. Noi in questo corso cercheremo di comprendere gli

strumenti (conoscenze da acquisire per intraprendere un percorso professionale di questo tipo).

Noi vedremo gli aspetti principali del piano di risanamento perché non lo riusciremo a vedere tutto:

1. Struttura del piano di risanamento: generalmente parte dall’analisi delle cause della crisi di

impresa per trovare degli interventi strategici e operativi, poi la parte fondamentale del piano è la

manovra finanziaria (stralcio o riscadenzamento dei debiti x es)

2. Quali sono le varie conoscenze da mettere in campo per ipotizzare un piano di risanamento:

rappresentazioni di bilancio attuali e future (cosa accade al bilancio di un’azienda in crisi?) (una

delle principali cause della crisi è il PN negativo) (nella maggior parte dei casi si ritorna con PN

positivo con lo stralcio dei debiti), ecc

3. Operazioni straordinarie sul capitale delle aziende: si verificano molto spesso in situazioni di crisi,

un’azienda ricorre ad altri partner per farsi supportare o sul piano industriale o su quello

finanziario. (cessione partecipazione ramo azienda, fusione con altra società, scissione ramo

azienda, aumento capitale riservato a terzi, ecc). Ciò comporta che dobbiamo capire come

funzionano queste operazioni per scegliere quella giusta al momento giusto, dobbiamo capire

come essa si riflette sul bilancio e poi si pone il tema della “valutazione”. Per valutare un’azienda

in crisi, i principi rimangono gli stessi ma abbiamo dei vincoli su modelli e parametri di

riferimento.

4. Veste formale piano di risanamento: gli si da quando devo fare un accordo con terzi ad es creditori

oppure se voglio proteggere il piano da alcune azioni che potrebbero attuare i creditori per

impedirmi queste azioni (decreti ingiuntivi, azioni esecutive, ecc che potrebbero interrompere la

vita dell’impresa). Si possono usare degli strumenti come i piani di concordato preventivo o

accordi di ristrutturazione dei debiti o piani attestati di risanamento, che sono forme disciplinate

dalla legge che costituiscono la veste formale che può assumere un piano di risanamento e dalla

quale veste deriva l’impatto giuridico. Il testo di riferimento è la legge fallimentare che dal 2005 è

stata aggiornata. (strumenti che hanno come obiettivo il favorire il risanamento di aziende che

presentano delle condizioni meritevoli se ci sono le condizioni). C’è stato infatti uno

stravolgimento normativo con l’introduzione del “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza” (la

cui entrata in vigore si sta sempre rimandando perché prevede misure impegnative). Studieremo

anche la cornice giuridica all’interno della quale un piano di risanamento può essere impostato.

2. Equilibrio Economico/Finanziario, cause/natura della crisi d’impresa:

- Il primo passo è comprendere la natura delle crisi d’impresa e le cause possibili. Quando

parliamo di crisi d’impresa, parliamo di uno stato di squilibrio dell’azienda, quindi ci dobbiamo

collegare al concetto di equilibrio. Quando si parla di equilibrio in azienda si distingue tra

equilibro economico e finanziario. Equilibrio economico è quando l’azienda (riesce a

remunerare adeguatamente il costo dei fattori della produzione, mediante i ricavi dei prodotti

e servizi.) L’equilibrio economico si verifica nel medio-lungo periodo. Quindi per vedere questo

bisogna vedere il risultato economico non di uno, ma di una serie di esercizi nel medio

termine.

- L’equilibrio finanziario riguarda la dinamica delle entrate e uscite di liquidità (c’è equilibrio

quando l’azienda con la sua liquidità derivante dalle entrate riesce a per far fronte alle uscite),

a differenza dell’equilibrio economico, questo si deve verificare giorno per giorno.

Quando parliamo di crisi d’impresa (condizione di squilibrio), si opera normalmente una distinzione a

seconda della natura della crisi distinguendo tra crisi di natura economica o di natura finanziaria, a

seconda di quali siano le cause. Cause e natura non sono la stessa cosa. Quando parliamo di natura della

crisi (facciamo riferimento al tipo di crisi che si è manifestata, quindi economica o finanzìaria). Quando si

parla di causa della crisi (si fa riferimento alle circostanze che la hanno generata).

Se un’azienda è in squilibro economico, io lo vedo dal c/e o dai c/e degli ultimi esercizi (se emerge una

costante perdita gia a livello operativo, gia è palese la condizione di squilibrio economico).

Si parla di squilibrio finanziario prospettico quando guardando i piani dell’azienda (successivi), i flussi di

cassa abbinati a quei piani presentano degli sbilanci.

E’ normale che in qualsiasi azienda ci siano momenti in cui il fabbisogno di liquidità è piu grande della

liquidità dell’azienda. C’è un’area della gestione che si occupa di questo.

Supponiamo che un’azienda abbia fatto investimenti per migliorare la sua situazione tramite un

finanziamento che reputava adeguato per recuperare la situazione. Se l’azienda poi si rende conto di non

riuscire a raggiungere l’obiettivo, e non è in una posizione in cui può dare garanzie per aumentare il

tempo del finanziamento, allora l’azienda si troverà in una situazione di crisi finanziaria di natura

prospettica in quanto l’anno dopo non riuscirà ad avere la cassa per ripagare i finanziamenti e bisognerà

attuare degli interventi correttivi.

Mentre l’equilibrio e disequilibro economico è una situazione che si riversa solo sull’azienda (intaccando il

pn dei soci), se io sono in condizione di squilibrio finanziario (succede che non pago i creditori tra cui

fornitori, dipendenti, erario e banche). Proprio per questo la disciplina fallimentare, tiene uno sguardo allo

squilibrio finanziario.

Se un’azienda subisce perdite per anni, ma ha liquidità per ripagarle si può dire che è in condizione di

disequilibrio economico ma di equilibrio finanziario.

E’ quando ha impatto esterno che la crisi diventa un fenomeno sociale e non riferito alla singola azienda,

ed è questa la fattispecie che è disciplinata dal Codice della crisi e dalla Legge fallimentare.

L’insolvenza di un’azienda si ha quando si verifica in termini attuali e non prospettici una

situazione di squilibrio finanziario.

Nel momento in cui l’impresa è insolvente si verificano in capo agli amministratori una serie di

responsabilità. Essi dovrebbero dichiararlo evitando di proseguire l’attività di impresa, per evitare di

peggiorare ulteriormente la posizione dei creditori.

3. Insolvenza prospettica:

L’insolvenza si manifesta nel momento in cui si può gia prevedere la crisi finanziaria o nel momento in cui

l’azienda non è in grado di pagare le proprie obbligazioni? Parlare di insolvenza prospettica è molto

pericoloso, in quanto bisogna capire se ci sono strade per risanare l’insolvenza (finanziamenti, saldo e

stralcio ecc). Si può parlare di insolvenza solo nei casi in cui verificando una situazione di fabbisogno

prospettico, si può escludere che ci possano essere interventi per risanare il fabbisogno. L’INSOLVENZA è

UNA SITUAZIONE ATTUALE (io oggi non sono in grado di far fronte alle mie obbligazioni). Se ne può parlare

in termini prospettici, solo quando vi sono delle condizioni di fabbisogno prospettiche, unitamente

all’assenza di possibili prospetti per farvi fronte. (E’ difficile un’insolvenza prospettica perche devo

dimostrare che non potevo vendere, che i creditori non accettavano un saldo e stralcio, ecc), questo vuol

dire che è difficile trovarsi in una situazione del genere perche sono tanti i modi per far fronte alla stessa e

non si sa tempo prima se si potranno attuare questi provvedimenti. Nella generalità dei casi salvo casi

eclatanti (azienda che non ha piu eccesso al credito e soci non hanno piu disponibilità di risorse) è difficile

parlare di insolvenza, prima che essa avvenga.

4. Possibili cause che determinano la crisi:

Crisi reversibile:

Crisi irreversibile: Davanti ad essa l’unica alternativa è la liquidazione. Anche per far questa sarà

necessario un piano per verificare se può essere attuata nel miglior modo possibile. In questo caso i

liquidatori dovranno analizzare un piano (liquidazione asset e pagamento creditori). Non si parla di “Piano

di Risanamento” in questo caso, ma si parla di “Piano Liquidatorio”.

Le cause dei I flussi finanziari (entrate e uscite) normalmente sono:

- Connesse alla gestione operativa (entrate e uscite generate dai ricavi e i costi che si proiettano

sul c/e)

- Connesse alla gestione degli investimenti

- Connesse alla gestione finanziaria (Se ho un utile di 100, non per forza ho entrate di 100. Questo

perché può essere che essi siano crediti e quindi non sono entrate finanziarie. Questo

cambiamento è imputabile all’attivo circolante (crediti, debiti, rimanenze). Quindi la componente

della gestione operativa dipende dalla gestione reddituale (se conseguo utile o perdita), ma nel

breve termine anche dalla gestione dell’attivo circolante netto. Per es se in un’anno ho 10 milioni

di ricavi di vendita e 8 milioni di costi ho 2 milioni di utile. Quindi dal punto di vista reddituale ho 2

milioni, ma dal punto di vista dell’equilibrio finanziario devo domandarmi quando incasso i 10

milioni e quando pago gli 8 perché potrebbe esserci una condizione di squilibrio finanziario in

quanto magari pago i costi prima di incassare i ricavi. Una situazione del genere è una situazione

di crisi finanziaria.)

Cause che possono portare a condizioni di Disequilibrio Economico E/O Finanziario:

Mercato: causa esterna. Le altre sono cause di origine interna. Sono rosse quelle che hanno una matrice

di tipo operativo e verdi quelle che hanno una matrice di tipo finanziario. Come vediamo dalla tabella

sopra, una crisi di mercato impatta sui prezzi di vendita e sui volumi di vendita. Ciò comporterà una

diminuzione di ricavi, i quali avranno impatti in termini finanziari e magari anche di attivo circolante netto

nell’azienda. Nella maggior parte dei casi la crisi è riconducibile a fattori interni ma le aziende presentano

il piano di risanamento dicendo che la crisi è dovuta al mercato e quindi ad una causa esterna, cosi che gli

amministratori si tolgano le responsabilità.

5. COS’E’ IL PIANO DI RISANAMENTO:

Si tratta di un piano fatto in quanto ci si trova in una fase di CRISI, questo è il documento che rappresenta

gli interventi da porre in essere, rappresentando gli effetti economico-finanziari connessi a ciascuno di

questi interventi, allo scopo di ricondurre l’azienda in condizioni di equilibrio economico finanziario. Infatti

alla fine del piano va mostrato come la situazione che si prevede ci sarà alla fine del periodo forecast

presenti caratteristiche di equilibrio economico finanziario. A livello nazionale c’è questo documento che

non ha valore legale, sono linee guida date dalla professione dei commercialisti italiani, c.d. best practise

Il responsabile del piano di risanamento è il CDA. Se infatti l’azienda fallisce a chi va la colpa di non aver

essersi accorto della fase di crisi? CDA ma anche Collegio sindacale, ma insomma sempre responsabilità

dirigenziale. Chi sono i destinatari di un piano di risanamento? Il Management in primis, poiché sono gli

esecutori del piano. Il piano è anzitutto una Guida analitica e specifica. Altri destinatari del piano sono i

creditori sociali, perché solitamente si ritrattano le scadenze dei prestiti. Il piano di risanamento è uno

strumento per contrattare e mostrare il supporto necessario (guarda cosi non riesco, peggio per enrambi

il fallimento). A volte ad esempio non mi conviene indebitarmi ancora di piu, e magari neanche i soci

vogliono mettere altri soldi. Allora magari posso trovare nuovi potenziali soci che vogliono entrare nella

compagine sociale. Cosi come posso chiedere supporto anche ai fornitori. Anche qui il piano di rientro è

uno strumento per mostrare la situazione. Altro destinatario può essere anche il Revisore Esterno (colui

che attesta la conformita del bilancio) il quale attesta che l’impresa abbia prospettive di continuità

aziendale, cosa che sarebbe impossibile attestare senza un’adeguato piano di risanamento. Insomma il

piano di risanamento puo coinvolgere nella sua attuazione anche dei soggetti esterni. (come

normalmente sono i piani industriali). Se il piano di risanamento ha una specifica veste giuridica (come il

concordato preventivo) allora deve seguire gli obblighi di pubblicita e informativa all’esterno dettati dalla

legge. Ma anche se non si rientra nella fattispecie in cui tali obblighi ricadono, occorre comunque che il

piano abbia un certo grado di intellegibilita. Prima che il piano venga approvato dai creditori occorre

anche che sia stato approvato da un professionista esterno, che accerti che quella situazione dichiarata è

vera. Il soggetto esterno, deve richiedere tutta quanta la documentazione necessaria per attestarne la

veridicità.

Ieri abbiamo iniziato a parlare del piano di risanamento. Esso è tutto il documento, la parte quantitativa si

chiama piano economico finanziario e patrimoniale (c/e prospettico per i successivi 3-5 anni, il piano

finanziario ed il piano patrimoniale). Qual è l’estensione temporale di un piano di risanamento? Dovrebbe

estendersi fino al momento nel quale l’azienda non ha raggiunto la condizione di equilibrio economico,

finanziario e patrimoniale. Però oltre uno spazio temporale di 3-5 anni, le variabili potrebbero essere

talmente tante che non conviene fare un piano piu a lungo di questo arco temporale.

Spesso ci si è domandati sul fatto che un piano possa essere determinato ragionevole se ha un arco

temporale di 3-5 anni, ma ciò vuol dire che anche la proposta ai creditori si deve estinguere in quell’arco

temporale? È un tema molto dibattuto, per il prof non è cosi, cioè la proposta ai creditori può estendersi

oltre il piano, nel momento in cui il piano dimostri che all’ultimo anno di piano l’azienda ha a capacità di

stare sul mercato e di produrre flussi di cassa adeguati rispetto al suo fabbisogno. (capire meglio se

l’orizzonte temporale del piano deve essere a 3-5 anni o può essere piu lungo e se, la proposta ai creditori

deve durare quanto il piano o può durare di piu?

Ci sono però dei casi in cui i piani sono contenuti in una procedura formalizzata tipo quella del concordato

preventivo, finalizzata a dimostrare ai creditori che potranno essere pagati. Nel mo

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Jackone di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Crisi d'impresa e piani di risanamento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Musaio Alessandro.
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