LEZIONE 1→ introduzione
Le macromolecole biologiche sono polimeri formati da strutture monomeriche, attaccate tra
loro attraverso un legame covalente, forte. Le proteine e gli acidi nucleici sono molecole
informazionali, in quanto la sequenza dei loro monomeri è significativa:
→ Le proteine sono formate da combinazioni di 20 amminoacidi che possono formare 2
(dove L è la lunghezza della proteina) sequenze possibili. La sequenza contiene
l'informazione che determina il ripiegamento, la formazione della proteina e con essa il ruolo.
Nelle proteine è possibile che un amminoacido venga cambiato con un altro senza
conseguenze, a patto che abbiano proprietà simili → evoluzione delle proteine.
→ Gli acidi nucleici sono formati da 4 possibili nucleotidi e contengono l'informazione per
codificare i geni. Le sequenze possibili sono .
4
Sono però entrambi polimeri direzionali, cioè hanno un punto di inizio e un punto di fine,
fondamentali per alcune funzioni.
Il tipo di legame covalente che tiene insieme il polimero dipende dalla molecola. Per la
formazione delle molecole, come proteine ed acidi nucleici, sono molto importanti anche i
legami deboli non covalenti, come: legami idrogeno, interazioni ioniche, interazioni
idrofobiche e interazioni di Van der Waals. La sequenza degli amminoacidi contiene
l'informazione della struttura delle proteine, che si basa proprio su questo tipo di legami.
IMPORTANZA DELLA FORMA:
Es. posizionamento del sito catalitico in un enzima
Es. interazioni tra le molecole biologiche → sono stereospecifiche
Es. formazione di superfici di interazione
Dalton (D)= 1/12 della massa di un atomo di carbonio
Peso molecolare o Mr= rapporto tra la massa e 1/12 della massa di un atomo di carbonio.
Gli elementi presenti maggiormente nelle molecole biologiche sono: H, Na, K, Ca, C, N, O,
P, S, Cl. Ma sono presenti anche tracce di altri elementi indispensabili come: Se, Zn, Mg, Fe.
Chimica del carbonio:
Può fare 4 legami singoli, ma può anche fare legami doppi o tripli. I quattro legami singoli
danno alla molecola una disposizione tetraedrica e possono ruotare liberamente, mentre i
legami doppi e tripli sono più corti e rigidi e gli atomi sono disposti sullo stesso piano.
TERMODINAMICA ED ENERGIA (sapere costante di Faraday, dei gas e di Boltzmann)
Gli organismi viventi sono sistemi aperti che scambiano energia e materia con l'ambiente
circostante. Il sistema biologico è in uno stato stazionario dinamico, ovvero non è
all'equilibrio, in cui i materiali vengono continuamente degradati e ricostruiti.
G= H - TS
A temperatura costante: - TS
G= H
Nelle reazioni endoergoniche, ovvero che assorbono energia dal sistema mentre
G>0;
nelle reazioni esoergoniche l'energia è liberata nel sistema quindi G<0.
Le reazioni esoergoniche sono spontanee, mentre quelle endoergoniche possono avvenire
solo se viene fornita energia.
In biochimica ci sono 2 tipi di reazione che possono anche avvenire accoppiate per sfruttare
al meglio l'energia (ad esempio con l'idrolisi di ATP) Es: prima reazione della glicolisi: il
glucosio viene fosforilato per ottenere il glucosio-6-fosfato; si tratta di una reazione
accoppiata perché questo passaggio è endoergonico, ma idrolizzando l'ATP in ADP +
fosfato viene liberata molta energia, che viene sfruttata per fosforilare il glucosio.
Come si fa avvenire una reazione accoppiata? Si utilizzano catalizzatori specifici, ovvero
enzimi su cui si legano i reagenti e, avvenuta la reazione, vengono rilasciati i prodotti.
METABOLISMO= trasformazione; è suddiviso in:
- catabolismo (reazioni esoergoniche-ossidazioni)
- anabolismo (reazioni endoergoniche-riduzioni)
LEZIONE 2→ amminoacidi
In un sistema chiuso la reazione procede spontaneamente fino a che non viene raggiunto
l'equilibrio, ovvero quando la velocità di formazione dei prodotti è uguale alla velocità di
formazione dei reagenti.
rappresenta la variazione di energia libera che si verifica quando il sistema passa dallo
G
stato iniziale a quello di equilibrio a temperatura e pressione costanti.
L'equilibrio viene definito dalla costante di equilibrio:
Data una reazione A + B → C + D si ha = [C][D]/[A][B]
[ ] = concentrazione in molarità
Una grande costante di equilibrio indica che la reazione è spostata verso i prodotti,
viceversa se è piccola la reazione è spostata verso i reagenti.
Esempio: reazione di idrolisi di ATP: ATP → ADP + P → AMP + P + P
La variazione di energia di questa reazione è negativa perché è una reazione esoergonica,
5
che libera energia. In condizioni standard questa reazione ha una = M. Però la
2 10
cellula è in equilibrio dinamico e quindi le concentrazioni delle molecole cambiano
continuamente.
Considerando delle concentrazioni diverse da quelle standard, la reazione è all'equilibrio?
[ATP]= 5mM
[ADP]= 0.5Mm
[Pi]= 5mM
Calcoliamo Q: il rapporto di azione di massa, ovvero il rapporto di concentrazione dei
prodotti e quello dei reagenti quando la reazione non è all'equilibrio (è uguale alla costante di
equilibrio ma riferito a quando la reazione non è all’equilibrio).
Q= [ADP][P]/ [ATP]
−4
Q= = [0.5][5] / [5] = 0.5mM = M → il sistema non è all'equilibrio perché la
5 10
differenza con la della reazione è troppa (questo perché c’è troppo ATP)
Calcolo del in una reazione accoppiata (idrolisi del glucosio):
G
Glucosio + Pi → glucosio 6-fosfato = 13,8 kJ/mole
°'
ATP → ADP + P = -30,5 kJ/mole
°'
Glucosio + ATP → glucosio 6P + ADP =(13,8 -30,5) kJ/mole = -16.7 kJ/mole
°'
In questo modo con l'idrolisi dell'ATP si ottiene l'energia che serve per trasformare il glucosio
in glucosio 6-fosfato e rimane anche un po' di energia.
LEGAMI DEBOLI
Sono fondamentali per formare le molecole e per permettergli di interagire tra di loro.
Legami a idrogeno: interazione elettrostatica tra un atomo elettronegativo
➔ (accettore) e un atomo di idrogeno legato covalentemente ad un altro atomo
elettronegativo (donatore).
L'acqua, ad esempio, è un
dipolo e forma legami
idrogeno con sé stessa e con
altri elementi.
Un legame a idrogeno ha
energia di legame che varia
tra 10 e 60 kJ/mol. I legami a idrogeno non sono tutti uguali, infatti la forza dipende
da quanto sono vicini l'accettore e il donatore e da come sono posizionati tra di loro,
per questo l'energia di legame è così variabile. Nelle molecole biologiche questo tipo
di legame è molto comune, ad esempio nelle catene polipeptidiche o tra 2 basi
azotate complementari.
Interazioni di Van der Waals: riguardano gruppi non polari, sono interazioni non
➔ specifiche tra atomi non carichi, che possono infatti formare dipoli transitori. Vi è una
distanza ottimale tra i 2 atomi in cui la forza è attrattiva, ma se i 2 gusci si avvicinano
troppo la forza diventa repulsiva. Una proteina può avere questo tipo di interazione
ed è molto importante per l'acquisizione di una struttura terziaria.
Interazioni ioniche: sono interazioni, di tipo attrattivo o repulsivo, elettrostatiche ma
➔ tra gruppi che hanno una carica
ACIDI E BASI + −
HA → +
+ −
= [ [ ]/ [HA] = → = log 1/ = -log
Più forte è la tendenza di un acido a dissociarsi, più piccola è la p .
−
pH= p + log[ ] / [HA] solitamente non chiede questi esercizi!
Il pH è importante per alcuni enzimi che funzionano solo a determinate condizioni. La
pepsina funziona benissimo a pH=2, intatti si trova nei succhi gastrici e serve per la
digestione delle proteine; mentre la tripsina funziona bene a pH neutro.
Ci sono delle sostanze che si oppongono alle variazioni di pH e sono chiamate tamponi, si
tratta di miscele di acido e base coniugata che lavorano bene in determinati range di pH.
Il tampone fosfato si trova nei fluidi extracellulari (lacrime, saliva...) e funziona bene a
p = 6/7; mentre invece il tampone bicarbonato è utilizzato per tamponare il pH del sangue.
Gli amminoacidi
Gli amminoacidi si chiamano così in quanto possiedono sia un gruppo carbossilico (gruppo
acido, che può essere protonato, sia un gruppo amminico (basico), insieme ad un H e una
catena laterale che caratterizza il singolo amminoacido. Il carbonio in centro è uno
stereocentro è si definisce .
α
Tutti gli amminoacidi, tranne la glicina (che è il più semplice) sono chirali e hanno
enantiomeri. Gli amminoacidi più comuni e che si trovano nelle proteine sono tutti
L-aminoacidi, ossia con potere di ruotare il piano della luce polarizzabile verso sinistra.
Le proteine sono costituite da diverse sequenze date dai 20 amminoacidi:
da imparare a memoria!
LEZIONE 3→ LEGAME PEPTIDICO
Struttura di un Ⲁ-amminoacido
Tutti gli amminoacidi contenuti nelle proteine sono di questo tipo e sono tutti della serie L;
tutti i sostituenti sono legati ad un unico atomo di C, l’unico elemento che varia da un aa
all’altro è la catena laterale R. Gli amminoacidi (tranne G) sono chirali e contengono gruppi
−
ionizzabili: carbossilico, finale (COOH → CO ) e amminico, iniziale (NH →NH +). Le
2 3
catene laterali sono per lo più apolari (più o meno idrofobiche in base alla lunghezza).
Sostituzione conservativa→ cambiamento di un aa con un altro simile; è una variazione
che accade con l’evoluzione ma non causa particolari cambiamenti.
La metionina è una dei pochi aa che contiene S.
POLARI:
Serina: S, la presenza del gruppo -OH è ciò che gli dona polarità
Cisteina: C, contiene zolfo, è coinvolta nell’instaurarsi dei ponti disolfuro (-S-S-)
Prolina: P, è particolarmente rigida quindi si trova spesso nelle curvature della struttura
proteica, nei punti di rigidità e rende possibile il ripiegamento nelle strutture
Asparagina (N) e Glutammina (Q): sono simili ma la seconda è più lunga di un C
APOLARI:
Fenilalanina: F, aminoacido aromatico di partenza, idrofobico
Tirosina: Y, aggiunge un gruppo ossidrile che cambia di molto le proprietà rendendolo più
polare (e può essere fosforilato)
Triptofano: W, aromatico
CARICHI
Sono polari e possono ionizzarsi
Lisina: K, ha un gruppo -NH che può avere una carica positiva
Arginina: R
Istidina: H, si carica positivamente e spesso si trova nei siti attivi di alcuni enzimi; può
funzionare sia da acido che da base
Acido aspartico: D
Acido glutammico: E
Gli aa aromatici assorbono la luce nell'ultravioletto, di lunghezza d'onda= 100/400 nm.
AMMINOACIDI NON STANDARD= modificazione post-trascrizionali
degli aa noti, operate da enzimi specifici (es: idrossilasi per
aggiungere un gruppo -OH, tipico delle proteine che intervengono
nelle reazioni a cascata di coagulazione)
Perché succede? serve a dare delle proprietà speciali a una proteina
Ornitina e citrullina sono intermedi della biosintesi dell’arginina e del ciclo dell’urea.
AMMINOACIDI COME NEUROTRASMETTITORI
Il triptofano è un precursore della serotonina
La tirosina è un precursore dell’adrenalina
Esistono vie di sintesi per alcuni aminoacidi, ma solamente quelli non essenziali poiché
questi ultimi vanno assunti con l’alimentazione. L’uso degli aa ha un bias, cioè è sbilanciato.
carica: +1 -1
L’istidina ha un p intorno a 6
→ a pH 2 ha carica netta +2 → a pH 9 ha carica netta +1
Punto isoelettrico, pI→ pH al quale la molecola non ha nessuna carica netta quindi non si
sposta se sottoposta ad un campo elettrico; può essere utilizzato per purificare un
composto.
Es: Istidina pI=½ (p - p )= 5,9
1 2
FORMAZIONE DI UN PEPTIDE
Come legare 2 o + aa insieme? attraverso una reazione di
condensazione (perdita di una molecola d’acqua dai gruppi
carbossi e ammino terminali) per arrivare ad un dipeptide che ha
un legame covalente. La formazione del legame peptidico non è
favorita energeticamente (è favorita l’idrolisi, reazione contraria,
catalizzata dall’enzima proteasi) e richiede l'intervento del
ribosoma.
La struttura risultante è rigida, non può ruotare e possiede punti di
snodo in corrispondenza dei CⲀ; forma angoli diedrici: l’angolo di
rotazione che si può formare tra l’azoto e il CⲀ è detto ɸ (phi) e
quello rispetto al CⲀ e al C successivo è detto ψ psi
); questi 2
(
angoli sono quelli intorno ai quali c’è libertà di rotazione.
TETRAPEPTIDE
Il citoplasma è più riducente del
reticolo endoplasmatico.
Peptidi biologicamente attivi:
- Aspartame:
aspartil-fenilalanina è un
dolcificante
- Ormoni→ ossitocina (9 aa) stimola contrazione
dell’utero
- Tossine dei funghi
- Insulina→ proteina che regola la glicemia e
segnala quanto glucosio c’è nelle cellule. E’ fatta
da 2 catene di 30 e 21 amminoacidi diverse
tenute insieme da ponti disolfuro. Anche se in realtà è tradotta, cioè prodotta come
un’unica catena, che in seguito viene processata da tagli proteolitici. Il pancreas
quindi la produce come una catena unica e quando viene processata per essere in
forma attiva, una gran parte viene rimossa (peptide C)
- Vasopressina→ ha un ruolo nel mantenimento della pressione sanguigna
- Glutatione→ è responsabile del mantenimento della situazione redox, è costituito da
acido glutammico, cisteina e glicina ed esiste in 2 forme: ridotta (con SH libero) e
ossidata (2 molecole si legano e formano un ponte disolfuro). Il rapporto tra forma
ridotta e ossidata determina quanto è ossidante l’ambiente cellulare in un
determinato compartimento.
LEZIONE 4→ FORMAZIONE DELLE PROTEINE
Quando si legano insieme 2 amminoacidi si ha una reazione di condensazione, ovvero si
perde una molecola di acqua. Si perde un -OH dal gruppo carbossilico di un aa e un -H dal
gruppo amminico dell’aa successivo. Si forma così un legame peptidico. Questa reazione
non è favorita dal punto di vista dell’energia, è anzi favorita la reazione contraria. Nella
cellula queste reazioni avvengono grazie a dei sistemi enzimatici: per far avvenire l’idrolisi,
quindi per la rottura del legame peptidico, è necessario un enzima, la proteasi. Il legame
peptidico è particolare rispetto agli altri legami covalenti perché ha un parziale carattere di
doppio legame, è un po’ più corto e contiene più energia. Il piano su cui risiede il legame
peptidico è rigido, per cui la struttura non può ruotare attorno al legame peptidico ma può
farlo attorno allo stereocentro.
CLASSIFICAZIONE DELLE PROTEINE
Le proteine sono una componente molto abbondante nella cellula, questo perché esse
svolgono tantissime funzioni. Infatti, la prima classificazione è proprio in base alla funzione:
- Enzimi, che sono dei catalizzatori biologici (es. tripsina)
- Proteine di trasporto, molecole che vengono sintetizzate in un luogo ma devono
svolgere la loro funzione in un altro (es. emoglobina)
- Proteine di riserva energetica (es. caseina, ovoalbumina)
- Proteine contrattili (es. actina e miosina)
- Proteine strutturali (es. collagene, cheratina)
- Proteine di difesa (es. anticorpi)
- Proteine con funzioni regolative (es. alcuni ormoni)
La seconda classificazione si attua in base alla composizione:
- Proteine semplici, sono formate solo dalla catena polipeptidica
- Proteine coniugate, sono formate da catene polipeptidiche che per svolgere la
funzione devono associarsi anche ad un gruppo prostetico
Apoproteina (catena polipeptidica) + gruppo prostetico (parte non proteica) = oloproteina
LIVELLI ORGANIZZATIVI delle PROTEINE
1) Struttura primaria: è la sequenza amminoacidica. Le proteine hanno sequenze
uniche di amminoacidi specificate da geni; infatti, è proprio la sequenza a
determinare la struttura tridimensionale
2) Struttura secondaria: nessuna proteina si mantiene lineare, infatti i vari
amminoacidi interagiscono tra di loro. In questo modo si formano tratti di catena
organizzati ad andamento regolare e ripetitivo. Le proteine dotate della sola
struttura secondaria sono dette filamentose. Le organizzazioni che si formano
nei vari tratti sono di 2 tipi: α-elica e β-foglietto. Si formano attraverso legami
deboli, soprattutto legami a idrogeno, tra amminoacidi adiacenti nel caso
dell’α-elica, anche lontani nel caso di β-foglietto
3) Struttura terziaria: è data dalla disposizione spaziale complessiva di una catena
polipeptidica ed è normalmente formata dall’alternanza di tratti di struttura
secondaria e tratti ad andamento irregolare. Una proteina dotata di struttura
terziaria presenta di conseguenza una struttura compatta e globulare
4) Struttura quaternaria: è presente solo in quelle proteine composte da più
catene polipeptidiche, tenute saldamente assieme da legami non covalenti o da
ponti disolfuro. In una proteina dotata di struttura quaternaria la singola catena
polipeptidica è detta subunità
Non bisogna confondere il concetto di subunità con quello di dominio. La subunità è un
polipeptide singolo e ripiegato che fa parte di una struttura quaternaria; è il prodotto di un
gene. U
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