Corso di laurea magistrale a ciclo unico in
GIURISPRUDENZA
Corso di
MEDICINA LEGALE
Docente
BARBARA GUALCO 2° SEMESTRE
ANNO ACCADEMICO 2025/2026
Corso di
MEDICINA LEGALE
Appunti delle lezioni
Capitolo 1
DISTURBI
PSICHIATRICI
(11 pp)
2
1. DISTURBI PSICHIATRICI
LA MEDICINA LEGALE
La medicina legale
La medicina legale può essere definita come il complesso delle conoscenze biologico-cliniche concernenti
l’essere umano applicabili al sistema del diritto. Questa scienza complessa costituisce il punto di incontro
fra il sapere medico e quello giuridico, dimostrandosi utile:
➢ Ai fini della corretta elaborazione ed interpretazione delle norme giuridiche concernenti questioni di
interesse medico;
➢ Ai fini dell’applicazione, ai casi concerti, delle diverse disposizioni di legge.
Il metodo medico-legale
Le regole fondamentali sono 2:
➢ Il rigorismo obiettivo del metodo -> impone a ciascuno di essere rigorosamente aderente alla realtà
dei dati clinici, tanatologici, di laboratorio o strumentali rilevanti. L’indagine medico-legale consegue
la rappresentazione fedele della verità oggettiva attraverso metodi e mezzi aggiornati, rifugge dal
soggettivismo, dall’impiego di presunzioni e di preconcetti. Il giudizio è un momento successivo
rispetto all’osservazione e alla raccolta dei dati obiettivi. Più completa sarà questa raccolta,
maggiormente fondato ed esente da critiche risulterà il successivo giudizio valutativo a conclusione
dell’indagine clinica per dirimere un problema di interesse giuridico.
➢ La dominante conoscenza del rapporto giuridico cui il fatto si riferisce -> il medico legale dovrà
subordinare il suo modo di procedere alla formulazione di quesiti cui volta volta dovrà rispondere. Ciò
impone la preliminare ed approfondita conoscenza dello specifico caso in discussione e l’esatta
comprensione delle norme giuridiche che riguardano il problema in esame. Ciò significa individuare,
sulla base di una previa acquisita conoscenza dottrinale, quali siano le norme giuridiche di riferimento
e la loro interpretazione giurisprudenziale.
Il metodo medico legale cerca di far coincidere la patologia mentale come causa diretta della connessione
di quello specifico reato.
In campo medico, queste indagini possono riguardare:
➢ La realtà somatica:
• Le cause della morte;
• L’entità e le conseguenze di eventi traumatici;
• La genesi e la rilevanza di malattie di diversa natura;
• L’influenza sulla salute di condizioni ambientali e lavorative;
• L’identificazione della persona vivente o deceduta.
➢ La realtà psichica
• capacità dell'individuo di autodeterminarsi liberamente e di compiere atti di rilevanza giuridica;
• capacità dell'individuo di partecipare coscientemente ad un processo penale che lo riguardi;
• essere o meno un genitore adeguato;
• eventuali condizioni di inferiorità o di infermità di una vittima di reato;
• stato di mente e pericolosità di un autore di reato.
Sviluppo e complessità
In epoca moderna la medicina legale ha avuto un notevole sviluppo in tutti i settori che classicamente la
costituiscono:
Etica medica e bioetica
➢ Infortunistica e traumatologia forense
➢ Tossicologia forense
➢ 3
Balistica forense
➢ Radiologia forense
➢ Criminologia clinica
➢ Psichiatria forense
➢ Medicina delle assicurazioni
➢ Tanatologia
➢ Identificazione personale
➢ Responsabilità professionale
➢ Valutazione del danno
➢
Accertamento tecnico
L’accertamento tecnico è un parere tecnico motivato richiesto dalle diverse parti che intervengono in un
processo, al fine di giungere alla definizione di quegli elementi specifici, rilevanti in sede forense, che
costituiscono l'oggetto del campo di competenza del consulente tecnico.
➢ Perizia: sede penale;
➢ Consulenza tecnica: sede civile.
Competenza clinica e momento valutativo
Ogni accertamento costituito da 2 componenti molto diverse tra loro, che il perito deve riunire in sé,
favorendo a seconda delle fasi delle indagini il prevalere dell'una o dell'altra di esse, per giungere ad un
parere conclusivo nel quale le stesse siano il più possibile bilanciate ed armoniche.
Art. 85 c.p. -> Capacità di intendere e di volere
1. Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se, al momento in cui lo ha
commesso, non era imputabile.
2. È imputabile chi ha la capacità d'intendere e di volere.
La capacità di intendere e di volere
La capacità di intendere e di volere è l’idoneità del soggetto a conoscere, comprendere e discernere i
motivi della propria condotta, valutandone le conseguenze, e attitudine a determinarsi in modo
autonomo, scegliendo la condotta adatta al motivo che appare più ragionevole.
➢ La capacità di intendere è l’idoneità del soggetto a rendersi conto del valore delle proprie azioni, ma
anche rappresentarsi la realtà in cui si muove così come essa è, senza distorsioni;
➢ La capacità di volere è facoltà di volere ciò che in maniera autonoma si giudica doversi fare. Es: il
cleptomane, a causa idi un irrefrenabile impulso, non riesce a trattenersi dal rubare. Lui sa
perfettamente ciò che sta facendo: sa che sta commettendo un reato e comprende le conseguenze,
ma non riesce ad autodeterminarsi. Non è libero: ha un vizio di mente / disturbo psichiatrico che
impedisce la sua capacità di scegliere. La cleptomania è un disturbo psichiatrico collegato alla
commissione del reato. È una esclusione di imputabilità.
L’imputabilità
L'imputabilità è un concetto riferito essenzialmente alla maturità psicologica dell'agente e alla sua sanità
mentale, le quali ne rispecchiano il contenuto più propriamente sostanziale. L'imputabilità deve essere
riferita al momento in cui è stato commesso il fatto-reato.
Art. 88 c.p -> Vizio totale di mente
1. Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente
da escludere la capacità di intendere o di volere.
Art. 89 c.p -> Vizio parziale di mente
1. Chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da scemare
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grandemente, senza escluderla, la capacità di intendere o di volere, risponde del reato commesso, ma
la pena è diminuita.
Test diagnostici
Oggi esistono tante scale e tipologie di test che possono aiutare nei diversi casi. Lo strumento principale
per valutare la capacità di intendere e di volere è il colloquio (o meglio i colloqui). Ci può essere la
somministrazione poi dei test psico-diagnostici:
➢ Il test di Rorschach;
➢ La scala Hare;
➢ La PCLR;
➢ La scala VAIS -> permette di vedere se il ritardo mentale è lievissimo, lieve o grave. La VAIS e la VISC
serve per valutare la capacità cognitiva del soggetto. Se si riscontrano oggettive manifestazioni di
incomprensione. La VISC è la scala cognitiva e deve essere somministrata se necessario.
➢ La MNPAI -> è un questionario vero-falso di 577 domande.
Tutte queste scale possono essere di ausilio. In altri termini, esistono 2 indagini valutative psichiatrico
forense solo ed esclusivamente in ambito penalistico degli adulti (18 anni in poi): solo uno psichiatra
forense può fare valutazioni della capacità di intendere e di volere e di una eventuale pericolosità op
capacità di stare in giudizio. Per quanto riguarda i minori, al di sotto dei 14 anni non sono imputabili. Se
commettono un reato particolarmente efferato cosa si chiede? La perizia psicologica: siamo di fronte ad
un soggetto in evoluzione della personalità. Che differenza c’è tra la perizia psicologica e quella psichiatrica.
La perizia psicologica valuta il grado di maturità mentale. La perizia psichiatrica valuta una patologia
mentale. Nell’ambito minorile (14-18 anni), la perizia psichiatrica non è necessaria né indispensabile
perché il giudice valuta caso per caso e perché l’indagine effettuata sul minore non è soltanto personale,
ma anche familiare e socioeconomica. Ricordiamo che il test che lo psicologo sceglie deve essere
parametrato ai quesiti posti, al soggetto interessato e al ruolo che lo psicologo ha (se è il perito del giudice
è un conto; se è consulente di parte è un altro).
Caso Erica ed Omar
Viene trovato il corpo martoriato della madre e del piccolo fratellino. L’assassina è stata individuata in
Erica. Erica ed Omar erano fidanzati. Rientrano a casa e fingono di non sapere nulla. Incolpano un presunto
extracomunitario. Erano entrambi minorenni (sui 15-16 anni). Vengono portati in caserma. Vengono
messe le cimici ambientali. Si è scoperto alla fine che erano stati loro 2 ad uccidere. Gli viene data una
valutazione di capacità di intendere e di volere, ma vengono valutati differentemente quanto alla maturità.
Strage di Erba (Rosa e Olindo)
Quali sono le imputazioni riferibili a ciascuno? La folie au deux è un disturbo patologico ove 2 persone
legate da amicizia o affetto o amore non distinguono più le proprie personalità ma ne creano una
aggiuntiva. È una identità che le riassume entrambi. Ecco che decidono di commettere uno o più omicidi.
Rosa e Olindo hanno ucciso la vicina di casa e il bimbo. Rosa ha confessato. I 2 avevano un rapporto
simbiotico e patologico. Erano in 2 istituti penitenziari diversi.
Quesiti
➢ «Dica il perito, esaminati gli atti di causa, visitato...., eseguiti tutti gli accertamenti clinici e di
laboratorio che riterrà necessari ed opportuni, se, al momento del fatto per cui si procede, la capacità
di intendere e di volere di......, fosse, per infermità, esclusa o grandemente scemata».
➢ In tutti i casi in cui esiste un vizio di mente, il perito deve rispondere anche al quesito sulla pericolosità
sociale psichiatrica del periziando per l’applicazione della misura di sicurezza: «in caso di accertato
vizio di mente, dica altresì il perito se il..... Sia da ritenersi persona socialmente pericolosa».
➢ Il perito è, inoltre, chiamato a rispondere sulle condizioni di mente dell'imputato: «dica il perito,
esaminati gli atti di causa, visitato...., eseguiti tutti gli accertamenti clinici e di laboratorio che riterrà
necessari ed opportuni, quali siano le attuali condizioni di mente di ....e, in particolare, se sia o meno
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in grado di partecipare coscientemente al processo». Il riferimento è alla capacità di stare in giudizio.
Il processo viene sospeso e rinviato fino a che l’imputato non sarà consapevole di stare in giudizio.
Attenzione: lo psichiatra forense non può limitarsi ad effettuare una diagnosi e da questa far discendere il
giudizio sul vizio di mente; infatti, il criterio nosografico che dovrebbe conferire certezza in realtà non
risolve il problema della traduzione della diagnosi clinica in valutazione psichiatrico-forense. Deve invece
coniugare la diagnosi con la dinamica del reato (criminodinamica) e con le motivazioni del fatto
(criminogenesi). Ricordiamo:
➢ Nel processo penale:
• Il perito lo ha solo il giudice;
• L’accusa ha il consulente tecnico;
• La difesa ha il consulente tecnico.
• La parte civile ha il consulente tecnico.
Tutto questo lo abbiamo dal 1989, con l’introduzione del nuovo codice di procedura penale. Oggi il
sistema è accusatorio (prima era inquisitorio). Accusa e difesa, per il principio di parità delle parti,
hanno entrambe un consulente tecnico.
➢ Nel processo civile:
• Il giudice ha il consulente tecnico d’ufficio;
• Le parti hanno il consulente tecnico di parte.
La perizia criminologica nel nostro ordinamento è vietata se non in esecuzione di penale. Essa serve a
concedere un permesso premio, a far uscire un detenuto con particolari imputazioni con un permesso per
necessità. Probabilmente, in fase di cognizione per una perizia o consulenza tecnica lo psichiatra forense
si può avvalere di un ausiliario, sempreché il giudice acconsenta. L’ausiliario viene chiesto spesso perché
la batteria di test psicodiagnostici richiede tempo. Dunque, per valutare il vizio totale o parziale di mente
viene chiamato il medico con specializzazione psichiatrico-forense, che si solito utilizza per una diagnosi
alla quale verrà agganciato il nesso di causa il DSM-5, un elenco di tutti i disturbi psichiatrici rilevanti e
riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale.
Il DSM-5
Il Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) è un progetto ambizioso con il complicato
obiettivo di predisporre per la psichiatria un metodo di classificazione il più possibile condiviso per
esigenze statistiche, cliniche ed epidemiologiche, integrando ed unendo a livello globale quelle
conoscenze e teorie psicologiche frammentate, rielaborate e condivise dalle diverse scuole di pensiero.
Ovviamente non è possibile classificare ed inquadrare la mente umana e i comportamenti in categorie, ma
è vero che risulta decisamente utile per i professionisti avere un linguaggio comune, chiaro e condivisibile,
accettando il fatto che ogni scelta è una convenzione e ha i suoi vantaggi e limiti. Il manuale nasce per quei
soggetti affetti da disturbi ma che non hanno commesso un reato (hanno difficoltà a vivere la propria vita
se non in modo patologico). Viene altresì utilizzato, con alcune indicazioni, per effettuare diagnosi in caso
di autori di reato con presunti sintomi di infermità non identificata ma da identificare.
Dichiarazioni cautelative per l'uso del DSM-5 in ambito forense
Nonostante il testo ed i criteri diagnostici del DSM-5 siano stati primariamente progettati per assistere i
clinici nell'elaborazione della valutazione clinica, tale manuale viene utilizzato anche come testo di
riferimento per i tribunali e gli avvocati nel valutare le conseguenze legali dei disturbi mentali. Il Metodo
psicopatologico-normativo consta di 2 fasi:
➢ Diagnosi di un disturbo mentale;
➢ Stima quantitativa dell'incidenza del disturbo sulla capacità d'intendere e di volere del soggetto.
Il concetto di «infermità» in senso psichiatrico-forense e giuridico non si può identificare in un disturbo
mentale né in una categoria diagnostica. L'infermità deve invece essere stabilita sulla base dei riflessi di
un disturbo sul funzionamento psichico del soggetto e quindi sul suo comportamento. Nella maggior parte
dei casi abbiamo disturbi della personalità che possono influire sulla capacità di intendere e di volere o
non influire. 6
Concetto di infermità mentale
La vecchia classificazione delle malattie mentali comprendeva 2 grandi capitoli:
➢ Le nevrosi (o neurosi) -> sono un insieme di disturbi psicopatologici, in genere scaturiti da un conflitto
inconscio, il cui sintomo trasversale di base è costituito dall'ansia e dell'angoscia cronica senza che vi
sia però una perdita di contatto con la realtà. Le nevrosi possono portare, a seconda delle differenze
strutturali e funzionali di ogni singolo paziente (a causa del vissuto personale), a diverse manifestazioni
psicopatologiche: disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi d'ansia, disturbo del controllo degli impulsi
e una grande varietà di fobie.
➢ Le psicosi -> sono un tipo di disturbo psichiatrico, espressione di una severa alterazione dell'equilibrio
psichico dell'individuo, con compromissione dell'esame di realtà, frequente assenza di insight, e
frequente presenza di disturbi del pensiero come deliri e allucinazioni.
Solo le psicosi venivano considerate vere e proprie malattie psichiatriche e tra queste solo la diagnosi di
schizofrenia o di psicosi maniaco-depressiva portava al rango di infermità mentale rilevante ai fini giuridici.
➢ La schizofrenia è una psicosi cronica caratterizzata dalla persistenza di sintomi di alterazione delle
funzioni cognitive e percettive, del comportamento e dell'affettività, con un decorso superiore ai sei
mesi, e con forte disadattamento della persona, ovvero una gravità tale da limitare o compromettere
le normali attività di vita. Lo schizofrenico ha un totale distacco dalla realtà.
➢ La Malattia Maniaco-Depressiva è un disturbo cronico con caratteristiche cicliche, caratterizzato da
periodi di alterazione persistente del tono dell'umore e delle energie per cui chi ne soffre può sentirsi
a volte molto euforico o irritabile e più attivo del solito (condizione definita mania) e a volte molto
triste, angosciato e meno attivo del solito (condizione definita depressione).
Oggi invece la nosografia psichiatrica si è arricchita e prevede altri disturbi che un tempo erano trascurati,
come i disturbi della personalità. Questi, statisticamente, sono quelli che maggiormente influiscono.
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONI UNITE PENALI, Sentenza 8 marzo 2005 n. 9163
I "disturbi della personalità" possono costituire causa idonea ad escludere o grandemente scemare, in via
autonoma e specifica, la capacità di intendere e di volere del soggetto agente ai fini degli articoli 88 e 89
c.p., sempre che siano di
➢ consistenza,
➢ intensità,
➢ rilevanza,
➢ gravità
tali da concretamente incidere sulla stessa
Non assumono rilievo ai fini della imputabilità:
➢ le anomalie caratteriali;
➢ gli stati emotivi e passionali, che non rivestano i suddetti connotati di incisività sulla capacità di
autodeterminazione
➢ del soggetto agente.
Nozione di Disturbo
Un disturbo menta
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