BIOTECNOLOGIE DI BASE E MODELLI ANIMALI
Lezione 1
Modello animale: organismo, specie studiata per la comprensione di particolari
specie modello perché le acquisizioni fatte su
fenomeni biologici. Utilizziamo una
quello ci possano dare indicazioni anche su altri organismi. Ciò è possibile proprio
perché i principi biologici fondamentali, come vie metaboliche, geni di
regolazione e sviluppo, si mantengono attraverso l’evoluzione. (geni altamente
conservati) specie modello?
Come viene scelta una I ricercatori cercano un organismo che
risponda a determinate caratteristiche e necessità, in particolare si guardano
questi fattori:
ï· dimensioni: facili da tenere in laboratorio, né particolarmente piccole né
grandi per garantire la giusta maneggiabilità
ï· tempo di generazione: riproduzione veloce, non animali dal ciclo di vita
eccessivamente prolungato
ï· accessibilità: di facile reperibilità, facile da reperire, allevare, manipolare
ï· genetica: abbastanza semplice (magari con un piccolo corredo
cromosomico)
ï· conservazione dei meccanismi
Un esempio di modello animale è la DROSOPHILA MELANOGASTER: moscerino
della frutta, uno degli organismi viventi più studiati. E’ stato utilizzato sin dai primi
‘900
anni del per degli i famosi esperimenti di Morgan
studi di genetica di base,
hanno permesso di approfondire il lavoro di mendel e difatto sono stati descritti i
meccanismi ereditari legati al cromosoma X.
I motivi per cui è un modello di studio sono i seguenti:
ï· insetto piccolo, che non occupa spazio e facile da allevare in laboratorio. In
natura si nutre di lieviti che crescono sulla frutta marcescente, ma in
laboratorio possiamo preparare una dieta artificiale a base di lievito.
e anche un’elevate
ï· ha un breve tempo di gestazione (2 settimane)
riproduttività (ogni singola femmina può deporre fino a 600 uova in 10 giorni)
ï· corredo genomico semplice: ha solo 4 paia di cromosomi: 3 autosomi e 1
sessuale
ï· tecniche di trasformazioni genetiche sono state disponibili sin dal 1987, ed è
dunque semplice creare dei mutanti
ï· il sequenziamento del suo genoma è stato completato nel 1998
ï· le mutazioni genetiche sono molto frequenti
Tra alcuni studi su questi insetti uno in particolare ha avuto anche il premio nobel,
dato nel 2017 per medicina e fisiologia, per le loro scoperte riguardanti i
a livello dell’ipotalamo ci
ritmi circadiani:
meccanismi molecolari che controllano i
sono dei geni che hanno un’importanza fondamentale per mantenere un
bioritmo interno che a sua volta si sincronizza con l’alternanza luce-buio, mediante
il chiasma ottico, che permette il passaggio dei nervi ottici. Dopo le informazioni
sensoriali riguardanti la luce, il bioritmo si sincronizza con il gene tau ed il gene ter
che sono collocati nell’ipotalamo che sono in gradi di garantire il mantenimento
Esempio: se noi prendiamo un animale e lo
di questi determinati gruppi endogeni.
teniamo costantemente al buio, questi ritmi continuano m si sfasano nel tempo, in
quanto non più controllati dall’alternarsi luce buio, ma possono rallentare o
velocizzarsi.
Sui ritmi circadiani sono basate tantissime nostre funzioni vitali come per esempio il
la fame, la coordinazione (varia a seconda dell’orario della
ritmo sonno-veglia,
giornata), la temperatura corporea e la pressione sanguigna.
Queste funzioni vitali solo dettate da geni che sono altamente conservati e sono
presenti anche negli insetti: tutto quello che regola il bioritmo nei mammiferi è
uguale negli insetti. Infatti questi geni tau e ter, presentano sequenze
drosophila che nell’uomo. Tutto ciò
nucleotidiche identiche sia nel topo che nella
è impressionante perché gli insetti si sono separati dalla linea che ha portato i
mammiferi molto tempo fa: l’antenato comune a insetti e mammiferi aveva
dunque già questi geni che si sono conservati in entrambi, questo perché sono di
importanza fondamentale per la sopravvivenza, un cambiamento potrebbe
portare a condizioni incompatibili con la vita.
Altri organismi invertebrati famosi
ï· Hydra (phylum: cnidari), è un polipo che vive in acqua dolce, specie molto
per l’alta capacità di rigenerazione. Eutelia: caratteristica fa si che
studiata
tutti gli organismi di una specie abbiano un numero costante di cellule che
si differenzia alla fine dello sviluppo embrionale e rimane tale durante tutta
la vita.
ï· Coenerhabditis enegans è un verme (nematodi), impiegato nello studio
della differenziazione cellulare e dell’apoptosi.
ï· Cepaea nemoralis è un gasteropode (molluschi) utilizzato negli studi sulla
ereditarietà e in biologia evolutiva
ï· Euprymna scolopes è un calamaro delle Hawaii, modello di simbiosi tra
animali e batteri nella produzione di sistemi bioluminescenti
ï· Loligo pelaei è un calamaro oggetti di ampi studi neurologici a causa del
suo assone gigante: non è rivestito da guaina mielinica, in quanto
invertebrati, ma la velocità dell’impulso è garantita dalle dimensioni
dell’assone (in maniera direttamente proporzionale). Utilizzato per studi di
fisiologia del sistema nervoso proprio per la dimensione dell’assone.
ï· Ricci di mare (echinodermi), usati per gli studi dello sviluppo embrionale
perché sono euterostomi(‘), con caratteristiche simili a quello dei cordati.
ï· Ciona intestinalis, ascidia (cordati, phylum al quale apparteniamo anche
noi). Studi fatti sul genoma paragonandolo al nostro
Nell’ambito dei vertebrati
ï· Zebrafish: corpo quasi trasparente che rende possibile la visione
dell’anantomia interna dell’animale ï utile per studiare la fisiologia di
organi e apparati
ï· Rattus norvegicus e mus musculus (cordati) sono il ratto e il topo, modelli
animali in tossicologia, come modello neurologico e come fonte di colture
primarie.
La vita è una gerarchia autoreplicante di livelli e la biologia è proprio lo studio dei
ï ï ï ï ï
livelli che la compongono. Geni proteine cellule organi organismi
popolazioni.
Nessun fenomeno può essere isolato dagli altri, sono tutti relazionati tra loro.
Lo scopo è quello di cercare di capire quali sono di capire i principali phyla
animali, come svolgono le funzioni vitali, che caratteristiche hanno e le differenze
ma anche tra gli animali e l’uomo stesso. Dobbiamo concentrarci
tra i vari animali,
sulla biodiversità nel mondo animale e capirne le principali caratteristiche in
relazione al loro sviluppo e all’ambiente in cui vivono (che è determinante per
avere successe nell’ambiente stesso).
Analizzeremo 3 grandi caratteristiche:
ï· classificazione,
Piani organizzativi: cosa ci permette di attribuire un animale
ad un determinato phylum, simmetria, cefalizzazione, altro strumento di
diversificazione degli animali (formazione della zona del corpo dove si
–
addensano gangli per la formazione del SNC non in tutti è presente infatti
spesso ci troviamo di fronte ad un sistema nervoso primitivo dove non c’è
solo quando c’è si può parlare di cefalizzazione
separazione tra snc ed snp, –
- processo evolutivo importante), cavità corporee (celoma cavità
corporea che si crea all’interno del corpo dell’animale tra il digerente e la
parete del corpo. E’ una conquista evolutiva perché cambiano forma,
diventando cilindrici da piatti e conquistano uno spazio in cui organizzare i
vari organi e apparati.
ï· Funzioni vitali: tegumento, significato e tipologie oppure circolatorio (capire
come fanno a svolgere quelle funzioni gli animali in cui non è presente),
scheletro e la sua funzione di sostegno.
ï· ï
Biodiversità: caratteristiche dei principali phyla animali poriferi, cnidari,
platelminti, nematodi, anellidi, molluschi, artropodi, echinodermi, cordati
(vertebrati: pesci, uccelli, mammiferi). Analisi anche delle classi in ogni
phylum e delle differenze.
MODELLI ORGANIZZATIVI E SVILUPPO: SIMMETRIA, CELOMA
In passato gli esseri viventi venivano riconosciuti in 5 regni
ï· Piante
ï· Funghi
ï· Animali
ï· Monera (procarioti)
Da un punto di vista genetico ulteriore divisione in 3 domini: –
ï· ï
archeobatteri procarioti primitivi, (batteri estremofili metanogeni, alofili
estremi, termofili estremi)
ï· ï
eubatteri procarioti evolutivi
ï· ï
eucarioti organismi nucleati comprendenti piante, funghi e animali
Oggi invece abbiamo 7 regni diversi:
ARCHEA,
1) procarioti con caratteristiche biochimiche uniche, principalmente
di composizione della membrna acellulare, spesso vivienti in condizioni
ambientali estreme per la composizione chimica, pressione e temperatura
BACTERIA,
2) procarioti batteri o solo eubatteri, in senso stretto, comprendente
la maggior parte dei procarioti
PROTISTA,
3) o protozoi in senso stretto, costituito da eucarioti unicellulari
CHROMISTA,
4) cromisti eucarioti unicellulari o pluricellulari, per la maggior
parte fotosintetici, con caratteristiche proprie, come il cloroplasto costituito
da 4 membrane ecc..
FUNGHI,eucarioti
5) eterotrofi, unicellulari o pluricellulari, individuati da alcune
particolarità strutturali e metaboliche.
PLANTAE,
6) piante, costituito dagli organismi autotrofi con differenziamento
cellulare
ANIMALIA,
7) animali, costituito dagli organismi eterotrofi con differenziamento
cellulare
Noi studiamo in mondo degli ANIMALI, organismi eterotrofi con differenziamento
cellulare. La possibilità di riconoscere la biodiversità, la classificazione gerarchica
viene introdotta da Carlo Linneo, nel 700 (prima non avevamo la possibilità di
nomenclatura binomia:
riconoscere gli animali). Introdusse la ad ogni specie
due nomi latinizzati:
vengono assegnati
ï· genere
primo nome:
ï· specie
secondo nome: ï
Specie
La classificazione gerarchica in gruppi progressivamente più ampi:
ï ï ï ï ï
famiglia ordine classe phylum regno
genere
Classificazione: strumento fondamentale per lo studio scientifico
La tassonomia sistematica è l’identificazione, la denominazione e la
ï
classificazione delle specie: importanza pratica di queste nozioni dobbiamo
avere un modello sperimentale sicuro, dobbiamo sapere che ho a che fare con
una determinata specie + gestione ecosistemi: quando parliamo di biodiversità e
della sua conservazione, quindi salvaguardia di ambienti ed ecosistemi. Capirne
l’inquinamento e specie in cui vivono. (esempio: se dobbiamo proteggere parte
del nostro ambiente dall’attacco di uno specifico insetto debbiamo avere tutte le
–
informazioni possibili per combatterlo con efficacia plasmodio malaria).
Linneo primo a fare ordine nelle specie e adottò anche il criterio di similitudine per
attribuirle ad un determinato taxon, anziché quello delle differenze tra gli individui.
strettamente imparentate, ma in realtà l’unica
Un genere è un gruppo di specie
entità biologica vera è la specie, tutte le altre categorie sono artefici del nostro
sistema di classificazione.
Che cos’è una SPECIE? Abbiamo diversi approcci:
ï· ï
concetto biologico
Mayr: di specie le specie sono gruppi di popolazioni
naturali interfeconde, capaci di incrociarsi per produrre progenie fertili e
flusso genico
riproduttivamente isolate da altri gruppi simili. Considera il tra le
specie.
Il concetto biologico è importante perché colloca la tassonomia delle
specie nello schema concettuale della genetica delle popolazioni.
ï· Concetto ecologico di specie: ritengo appartenenti a d una stessa specie
tutti gli individui che occupano un determinata nicchia ecologica (ogni
specie ha la propria diversa nicchia: ovvero fattori biotici (umidità, calore),
abiotici (parassitismo, altri organismi con cui competono per il dominio del
determinato habitat).
territorio) che caratterizzano un Insieme delle risorse e
degli habitat sfrutti da una specie costituisce la sua nicchia ecologica
ï· Concetto fenetico: caratteristiche visibili,
basato sulle morfologiche. Insieme
di caratteristiche morfologiche che permette ad un tassonomo di definire
una specie, mediante cioè attributi condivisi.
l’insieme di popolazioni che condividono un
ï· Concetto filogenetico:
Viene considerato l’aspetto evolutivo.
antenato comune.
Accanto a tutti questi approcci oggi abbiamo altri strumenti che ci aiutano a
DNA BARCODING
definire una specie: metodi molecolari, come ad esempio in
che ci permette di individuare gli appartenenti ad una specie sulla base della
sequenza nucleotidica DNA mitocondriale che codifica per
di un segmento di
l’enzima citocromo ossidasi, importante per il ciclo di krebs. Grazie alla sequenza
di questo gene possiamo separare le specie le une rispetto alle altre, distinzione
fino al 95% (è presenta una banca data in cui si possono confrontare i vari dna per
capire la specie di appartenenza).
I tradizionali approcci allo studio della tassonomia sono tutt’ora validi ma
l’introduzione di metodi molecolari come il DNA barcoding può migliorare tali studi
con una futura identificazione e classificazione che dipende da:
ï· morfologia tradizionale
ï· moderni metodi molecolari
Lezione 2
Cosa significa essere riproduttivamente isolati?
Le impediscono incroci interspecifici e si differenziano in
BARRIERE DI ISOLAMENTO
due gruppi:
ï· pre-zigotiche: prima della formazione dello zigote. Si instaurano per far si
che non si formi uno zigote, ovvero lo spermatozoo non può fecondare
l’uovo. E ne esistono di 3 tipi:
ï¶ temporale: accoppiamento o la fioritura avvengono in stagioni diversi
dell’anno o in momenti diversi del giorno
ï¶ habitat: esiste una barriera fisica, un individuo di una popolazione non
può incontrare quello di un’altra. La separazione fa si che vengano
acquisite caratteristiche differenti in modo tale che anche se si
dovessero incontrare, la fecondazione non avviene
ï¶ comportamento: gli individui delle specie non si riconoscono come
potenziali partner riproduttivi. (esempio: uccelli devono fare danze
particolari per far colpo sugli esemplari femminili, con lo scopo di
mostrare la buona qualità genetica e anche per dimostrare l’idealità
solo in quella specie). Stimoli chimici.
Esistono anche possibilità di accoppiamento tra specie diverse perché non
funzionano quelle pre-sinaptiche e quindi intervengono altri tipi di
isolamento:
ï¶ isolamento meccanico: differenze anatomiche a livello degli organi
dell’atto di fecondazione.
genitali che impediscono lo svolgersi
ï¶ Isolamento genetico: i gameti maschili e femminili non si uniscono e
pertanto non si ha fecondazione
ï· post zigotiche: dopo la formazione dello zigote. Isolamento non è stato
possibile precedentemente quindi abbiamo due possibilità:
ï¶ mortalità degli ibridi: lo zigote ibrido non completa lo sviluppo o
comunque l’individuo non sopravvive fino al raggiungimento della
maturità riproduttiva
ï¶ sterilità degli ibridi: gli ibridi non sono capaci di produrre gameti
funzionale
difficile stabilire a che livello riproduttivo avviene l’isolamento di una
N.B. È
determinata specie e spesso cambiano a seconda di molte variabili (es.
ambiente), spesso è difficile assistere la comparsa a nuove specie, mentre in altre
sono molto fluttuabili (insetti).
Se non interviene nessuna di queste barriere abbiamo quindi una progenie vitale e
fertile. il variare
Qualsiasi specie non è in condizione statica ma in continua evoluzione:
delle condizioni ambientali può annullare le barriere di isolamento.
Seppure siano gli insetti gli animali col maggior tasso di variabilità date le
numerose specie, tra i mammiferi i pesci hanno un numero elevato di specie e
dunque hanno avuto una buona variazione adattativa.
lago vittoria,
Un esempio tangibile si ritrova nel uno dei grandi laghi africani, famosi
poiché hanno permesso una grandissima speciazione nei ciclidi, famiglia di pesci
di acqua dolce. Questo perché c’è una grande variabilità di habitat e di nicchie
ecologiche che hanno permesso la nascita di numerosissime specie strettamente
imparentate tra loro. inizialmente due specie di ciclidi,
Nel lago erano presenti i cui pesci hanno una
colorazione diversa e caratteristica: spesso gli esemplari maschili hanno
colorazioni più vistose, mentre quelli femminili più scialbe (isolamento
comportamentale). Ciò avviene perché, in condizioni di luci normali, la femmina
deve essere in grado di riconosce il partner della propria specie con cui
accoppiarsi. inquinamento,
Con il progressivo il lago è andato incontro ad atro
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