Arte e Mediazione Museale - Chiara Tartarini
Lezione 2 ottobre
Dimensione euristica degli oggetti partire dall’oggetto e analizzarlo con le
tecnologie per scoprirne la storia/ ulteriori dettagli.
Engagement capacità di un post di attirare lo spettatore e creare una serie di
provocazioni che portino a delle reazioni. Ci sono 4 reazioni possibili come quelle del
post del museo egizio: 1. Quella fuori dal coro, della persona che non è molto esperta,
ma comunque commenta 2. La reazione della commentatrice indispettita, coraggiosa,
che sottolinea l’inadeguatezza del post e che chiede chiarimenti. 3. Una quieta e
garbata critica alla problematica. 4. La persona critica, più esperta, che parla del
problema della mediazione in maniera informata.
Il museo egizio modifica dopo pochi giorni il commento del post, pubblicando
nuovamente, tre giorni dopo il primo post, la stessa immagine, ma con una
spiegazione più chiara, anche se breve.
#CooklikeanEgyptian parlano della pandemia, una piccola campagna di
comunicazione che va a cogliere momenti della vita quotidiana delle persone, per
coinvolgere maggiormente lo spettatore, secondo anche quello che diceva Tilden,
parlando di qualcosa che lo riguarda, che sente parte della propria esperienza.
Social media Guidelines libro vincolo temporale il museo nel post della
cucina ha inserito 7 appuntamenti ogni venerdì, impostando un vincolo temporale.
Ask 2 Curators è un’iniziativa del museo dove il pubblico faceva delle domande,
raccolte dal museo tramite i social, che qualche giorno dopo rispondeva ai quesiti.
Un’altra iniziativa per rompere le barriere è stato l’evento che coinvolgeva Mahmood
e Christian Greco, arrivato poco prima della chiusura dei musei.
Grazie di cuore. È un post che si può collocare sul versante della comunicazione, non
tanto da un punto di vista educativo, quanto piuttosto impostato sulla volontà di un
coinvolgimento del pubblico. La dimensione soggetto-oggetto e quella della
narrazione fanno parte della mediazione, su cui lavora Christian Greco.
ISMU (iniziative e studi sulla Multietnicità) autentica mediazione museale, con un
avvicinamento all’attività di catalogazione, parte integrante di un museo. Le persone
portavano da casa loro al museo oggetti che gli appartenevano e che dovevano
descrivere al museo. Similmente anche il progetto “Choose the Place” sulla tutela del
museo.
Brera un’altra storia Alla pinacoteca di Brera c'è stato un progetto che ha coinvolto
diverse persone, musei ed esperti, tra cui la curatrice, scrittrice del nostro libro (penso
intenda quello descritto qui sotto). Il progetto coinvolgeva curatori di diverse civiltà,
paesi, di provenienza culturale differente ed era rivolto ad un pubblico adulto. Nel
libro UN PATRIMONIO DI STORIE (a cura di Simona Bodo, Silvia Mascheroni e
Maria Grazia Panigada) si parla di questo progetto, ma anche della narrazione. In
questo museo narrano le opere a modo loro, con un’equilibrio tra la narrazione
personale e quella impersonale del museo, che in genere usa la tipologia impersonale.
Walter Benjamin parla del narratore come di una persona che ti dà un consiglio. La
narrazione nel museo dovrebbe essere percepita come una delle verità possibili, non
una certezza, bisogna percepire la narrazione come un consiglio, una tra le tante
narrazioni che ci possono essere. La tipologia che usano a Brera per narrare riflette
una dimensione umana, personale, quindi si arriva a una dimensione antropologica,
rivolta all’uomo. Ma questo può portare a una visione super emotiva del museo.
Video museo Brera
Lezione 6 ottobre
Emya European Museum of the Year Award
Kennet Hudson afferma che ogni museo é un museo della storia sociale. Nel 1997 ha
fondato il premio europeo del museo dell'anno, che ancora oggi viene dato, ed è
destinato ai musei che promuovono l'eccellenza, lo scambio di doni e di idee. Lui
definisce questi "buoni" musei i musei dell'influenza, nel senso che esercitano
un'influenza sugli altri musei e sul visitatore.
Revisitin Museum of influence hanno cercato di rivisitare l'idea di influenza nel
museo. A questo progetto partecipano molto musei, ma solo uno italiano, quello della
Calabria.
Museo delle relazioni interrotte/spezzate ha vinto il premio Kennet nel 2011.
Sottolinea il fatto che il museo ha la necessità di incoraggiare le relazioni umane e le
diverse culture, cose che questo museo nato in Croazia possiede. Nasce intorno al
concetto di relazioni sentimentali interrotte, fallite. Anche il ricordo della fine di una
relazione può contribuire alla creazione della collezione museale, se si possiede un
oggetto che ricorda una relazione fallita lo si può rimettere in circolo portandolo al
museo. L'organizzatrice si domanda se disfarsi di oggetti che avevano avuto
importanza non è per forza la via giusta per superare la fase negativa postuma alla
rottura della relazione. Perché i fondatori di questo progetto si chiedevano se si
riconoscono eventi che fanno ritualmente parte della nostra vita, come matrimonio,
cerimonie varie, allora inviare oggetti relativi a una storia avrebbe un potere catartico
e creativo, creando anche un legame tra perfetti estranei, che raccontano
vicendevolmente la loro vit
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Appunti terza parte corso Arte e mediazione museale
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