Biologia e sistematica animale:
Introduzione:
Biologia animale = zoologia È una disciplina base delle scienze biologiche che si
occupa dello studio degli animali.
Animale Organismo vivente pluricellulare caratterizzato da cellule eucarioti, prive di
parete cellulare, in genere eterotrofi, che si nutrono per ingestione. Caratterizzati, inoltre,
di motilità (l’insieme delle capacità di movimento di un individuo o di una sua parte del
corpo). Movimento ≠ motilità.
Molti animali influenzano direttamente la vita dell’uomo in vari modi, come per esempio:
Parassiti (zecche, verme solitario, …);
Animali “sfruttati” dall’uomo (baco da seta, ape da miele, …);
Animali che attaccano i nostri coltivi (mosca da frutta, …);
Animali che danneggiano i manufatti.
La zoologia ci permette di conoscere il modo interattivo in cui viviamo. Per capire queste
interazioni si usa la rete alimentare.
Inizialmente si pensava che gli animali fossero uno dei 5 regni in cui sono divisi gli esseri
viventi. Questi 5 regni sono: protisti, monere, funghi, piante e animali. Questa
classificazione però è ritenuta antica e obsoleta, non si usa più.
Cellula eucariote Ha un nucleo cellulare, all’interno del quale è presente il DNA.
Cellula procariote Sono prive di nucleo e il DNA è libero nel citoplasma.
Ad oggi sono state scoperte e descritte 1,2 – 1,5 milioni di specie animali, ma le stime
dicono che ce ne sono almeno 10 milioni, la maggior parte delle quali ancora da scoprire.
Inoltre, si stima che il 99,9% delle specie sulla Terra siano estinte. Il 97% degli animali
sono invertebrati, in netta prevalenza insetti.
Tecnicamente l’uovo di struzzo non è la più grande cellula (eucariote) conosciuta, ma
probabilmente è la più pesante. Al momento le più grandi note sono le cellule nervose,
che hanno assoni incredibilmente lunghi.
La maggior parte degli animali è di piccole dimensioni.
Aristotele Tentativo di applicare la filosofia alla parte del mondo naturale.
Metodo: individuare le differenze, sia tra gli individui che tra i gruppi. Stabilendo un
gruppo quando si vede che tutti i membri hanno lo stesso insieme di caratteristiche
distintive.
Credeva che tutti gli esseri viventi potessero essere disposti in scala gerarchica, cioè,
ordinata per complessità crescente. Questa scala venne tenuta valida fino al tardo
Ottocento. Secondo questa teoria, oggi chiamata fissismo (definita poi da Linneo), gli
organismi non hanno mai subito variazioni nel corso del tempo. Aristotele pensava che
gli organismi viventi fossero sempre esistiti, senza fare però alcun riferimento alla loro
origine.
Carlo Linneo Riformatore della nomenclatura e fondatore della moderna sistematica,
ideò il metodo di classificazione che adotta la nomenclatura binomia, assegnando agli
organismi viventi due nomi: uno per il genere e uno per la specie.
Classificò gli animali in 5 categorie sistematiche, anche chiamate unità tassonomiche:
(Vita) (Dominio) Regno (Phylum) Classe Ordine (Famiglia) Genere
Specie. Quelle tra parentesi NON erano previste da Linneo.
Linneo formulò il concetto di fissismo (poi abbandonato dopo le scoperte di Darwin) e, in
seguito, ammise la possibilità dell’emergere di specie nuove per ibridazione.
La nomenclatura binomiale si basava su due nomi, in latino, che indicavano:
Il primo nome, che inizia con lettera maiuscola, si riferisce al Genere di
appartenenza dell'organismo stesso ed è uguale per tutte le specie che condividono
alcuni caratteri principali (nomen genericum);
Il secondo termine, che inizia con lettera minuscola, è spesso descrittivo e designa
la specie propriamente detta (nome specifico).
Georges Louis Buffon Costruì la proposta della nomenclatura binomiale. Fu un
importante precursore di Lamarck e Darwin, avanzando l’ipotesi che i viventi si fossero
originati a partire da un esiguo numero di antichissimi antenati, cercando di spiegare la
biodiversità.
Georges Cuvier Usò i fossili per affermare che gli organismi non sono immutabili nel
tempo. Propose la teoria del Catastrofismo, ossia che sulla Terra erano avvenute molte
catastrofi naturali che avevano causato l’estinzione di molte specie umane.
Jean – Baptiste Lamarck Coniò il termine biologia ed elaborò la prima teoria
evoluzionista, basata su: uso e disuso di organi e strutture; eredità dei caratteri acquisiti.
Arrivando alla conclusione, corretta, che gli organismi sono il risultato di un processo
graduale di modificazioni, avvenuto sotto la pressione delle esigenze ambientali, ma
basandosi sul presupposto NON corretto dell’ereditabilità dei caratteri acquisiti.
Charles Darwin Pubblicò la teoria della selezione naturale, che si basa su tre concetti:
C’è variazione, tra gli individui di una popolazione, in tratti anatomici, fisiologici,
comportamentali;
Questa variazione è almeno in parte ereditabile: I figli tendono ad assomigliare ai
genitori;
Questa variazione si traduce in una variazione nel successo riproduttivo (numero
di figli) tra gli individui della popolazione.
Gli individui che hanno tratti che permettono loro di sfruttare l’ambiente sopravvivono e
lasciano più figli. Dopo molte generazioni, i tratti favorevoli sono diventati comuni nella
popolazione. Su un lungo periodo, questo porta alla formazione di nuove specie.
Organi o strutture omologhi Organi o strutture di specie diverse derivanti dalla
stessa porzione dell’embrione.
Organi o strutture analoghe Organi o strutture di specie diverse con origine diversa
ma con la stessa funzione.
Sviluppo dell’individuo Processi vari e complessi, di accrescimento e
differenziamento, che subisce l'organismo animale per raggiungere, dall'uovo, la forma
dell'adulto. La ontogenesi si contrappone alla filogenesi o sviluppo della specie.
Biodiversità ed evoluzione:
L’odierna concezione dei meccanismi evolutivi si basa sul dualismo dei concetti di caso,
riferito alla mutazione, e di necessità, riferita alla selezione. Da questo si è affermato che
l’evoluzione si svolge per vie autonome e imprevedibili.
Alcuni studiosi, come Darwin, affermarono che a cambiare ed evolvere è il gene, soggetto
a mutazione e selezione.
A evolvere è l’intero organismo. Il principale soggetto è l’individuo (fenotipo e genotipo)
che è dotato di fitness più o meno elevata.
Concetto di specie:
Specie Nella sistematica biologica, è la categoria che rappresenta l’unità fondamentale
di base del sistema di classificazione. Questo venne criticato perché non si può applicare
agli organismi che si riproducono solo asessuatamente e perché non considera le
dimensioni spazio – temporali della specie stessa.
Specie evolutiva (Simpson) Una singola linea evolutiva di popolazioni derivanti da
uno stesso antenato, che rimangono distinte da altre simili linee e hanno tendenze
evolutive e destino storico propri. Questo concetto si può riferire a organismi che si
riproducono sia sessualmente sia asessualmente.
Specie filogenetica Indicata come un insieme indivisibile di organismi, che
comprende tutti i discendenti da un fenomeno di cladogenesi ed è diagnosticamente
distinguibile da altri gruppi.
Specie criptiche Sono specie gemelle, sono specie diverse ma all’occhio
indistinguibili.
Filogenesi Storia evolutiva di un gruppo di organismi alla luce delle loro relazioni
reciproche di discendenza e di affinità. È possibile riconoscere diversi livelli di indagine:
dall’analisi di dati si ricavano dendrogrammi o cladogrammi, da questi si ottengono gli
alberi filogenetici che mostrano la supposta filogenesi di un taxon.
Albero filogenetico Diagramma che mostra le relazioni di discendenza comune di
gruppi tassonomici di organismi.
Ciascun nodo rappresenta l’antenato comune più recente dei gruppi che si trovano ai
nodi successivi e la lunghezza delle ramificazioni può essere correlata al tempo o ai
cambiamenti genetici che intercorrono tra essi.
Il primo albero filogenetico della vita è di Ernst Haeckel. Gli individui sono rappresentati
divisi in 3 regni sulla base di caratteri morfologici e fisiologici.
Un albero filogenetico può essere:
Radicato Se si sviluppa a partire da un unico nodo;
Non radicato Se si sviluppa senza partire da un nodo comune;
Scalato Se indica gli intervalli tra le varie specie;
Non scalato Se si posizionano tutte le specie su uno stesso intervallo
temporale.
Monofilia Il gruppo comprende tutte e sole le specie discendenti di un antenato
comune. Un gruppo con tale proprietà è detto monofiletico, o clade.
Polifilia Il gruppo non comprende al suo interno un antenato comune. Un gruppo con
tale proprietà si chiama polifiletico ed è poco pertinente in cladistica.
Parafilia Il gruppo include specie derivate tutte da un progenitore comune
appartenente al gruppo, ma senza includere tutti i suoi discendenti. Un tale
raggruppamento è detto parafiletico.
Esempio:
Biodiversità animale:
Eredità genetica Cambiamenti fenotipici ereditabili da una cellula o un organismo in
cui non si osserva una variazione del genotipo. Viene ereditata un’impronta molecolare
sul genotipo che determina il grado di attivazione dei geni, la cui sequenza rimane
invariata.
Nelle sotto – caste delle operaie di Apis mellifera, un meccanismo epigenetico (una
metilazione reversibile del DNA) appare correlato ai diversi e mutevoli ruoli (guardie,
allevatrici, bottinatrici, …) che possono assumere questi insetti nella loro complessa
struttura sociale (diverso fenotipo).
Selezione sessuale Deriva dalla competizione per il partner e influisce
profondamente, dal punto di vista evolutivo, sulla morfologia, sul comportamento, sulla
storia naturale e su altre caratteristiche di molti organismi.
Selezione artificiale È la selezione intenzionale e programmata delle caratteristiche
biologiche di una specie o popolazione che non risponde ai criteri di autoorganizzazione
propri dell’ambiente naturale. La selezione artificiale si attua senza competizione per la
sopravvivenza tra individui che mutino in modo casuale.
Con questa selezione si ottiene una specie politipica, cioè, che appartengono a una sola
specie ma che si differenziano da caratteristiche fenotipiche ben diverse.
Adattamento Quando in un organismo si sviluppano determinate strutture e funzioni
che lo rendono atto a vivere in una particolare condizione ambientale.
Nella realtà biologica l’adattamento si esprime, dal microscopico al macroscopico, come
funzionalità.
Le imperfezioni sono le vere prove dell’evoluzione.
Strutture vestigiali e atavismi Sono le strutture residuali del corpo, la cui presenza
sarebbe incomprensibile senza l’ipotesi evolutiva. Ad oggi queste strutture hanno poca
utilità, ma sono la dimostrazione del processo evolutivo che è stato fatto.
Per esempio, il cane ha circa 1000 geni per i recettori olfattivi, noi ne abbiamo attivi circa
300, gli altri si sono spenti lungo la nostra linea evolutiva.
Adattamenti:
Criptismo Fenomeno che permette di nascondersi in mezzo alla natura,
utilizzato dai predatori per nascondersi dalle prede al fine di attaccarle;
Mimetismo batesiano Quando una specie non velenosa assume le
caratteristiche di una specie velenosa, in modo da “ingannare” altre specie che
vorrebbero attaccarla;
´
Mimetismo Quando varie specie non appetibili si imitano a
mulleriano
vicenda per incrementare la forza del messaggio di avvertimento.
L’adattamento non è un cambiamento che avviene (solo) a livello dell’individuo, ma un
carattere che si è diffuso nella popolazione, in un processo di selezione naturale, come
risposta a pressioni e in grado di aumentare la fitness del suo portatore.
Comuni errori rispetto alla selezione naturale e all’adattamento:
Le specie non si devono necessariamente adattare ad un ambiente per non
estinguersi;
Gli adattamenti possono insorgere anche in assenza di evidenti pressioni
ambientali;
Anche se esistono delle “direzioni evolutive”, trend, un adattamento non ha un
fine;
Gli adattamenti non sono sinonimo di “progresso”;
Un adattamento non è perfetto, anche se può sembrarlo ad una superficiale
analisi.
Apomorfia Si dice di un carattere derivato a partire da una forma ancestrale.
Plesiomorfia Si dice di un carattere presente nella sua forma ancestrale.
Sinapomorfie Carattere nuovo condiviso.
Simplesiomorfie Carattere primitivo condiviso tra due o più taxa.
È corretto raggruppare secondo le sinapomorfie e simplesiomorfie.
Convergenze Caratteri indipendenti in linee diverse.
La fitness È una misura del contributo di un fenotipo o genotipo alle generazioni
future. Ha vari componenti, come per esempio: tasso di sopravvivenza, velocità di
sviluppo e successo nell’accoppiamento.
Cos’è un animale?
Problemi biologici condivisi:
Comuni a tutti gli organismi;
Specifici della condizione animale.
L’intera impostazione di base dell’organismo animale è condizionata da due condizioni
irrinunciabili:
Eterotrofia
Movimento.
Come tutti gli organismi, gli animali attuano i processi metabolici e i processi di
autoconservazione, mantenimento.
Autoconservazione Garantisce la continuità del metabolismo. È resa possibile dal
metabolismo stesso.
Processi metabolici: Autoconservazione:
Organizzazione del corpo animale:
Bauplan Piano organizzativo: architettura funzionale del corpo.
Sottintende: organizzazione strutturale; capacità, limiti e vincoli; aspetti funzionali.
Evidenzia il significato adattativo dello schema strutturale di un animale ed i vincoli
evolutivi che operano su di esso.
Caratteri:
Simmetria;
Livello di organizzazione;
Ripetitività delle parti;
Architettura digerente;
Cavità del corpo;
Scheletro;
Appendici.
L’organizzazione strutturale di un organismo, o di una sua struttura, può non essere la
più funzionale in assoluto, ma, con determinati presupposti storici – genealogici, è quella
migliore possibile.
Per esempio, l’ornitorinco: depone le uova ma allatta i cuccioli, ha lo scheletro di un
rettile, ma è un mammifero che per giunta somiglia a un uccello.
Prima definizione geometrica della struttura:
Polarità Distribuzione persistente e asimmetrica di strutture lungo un asse. Si
esprime a livello di organelli, di cellule, di organi e di interi organismi. Unisce il polo orale
a quello aborale.
La polarità è centrale per lo sviluppo degli animali per la progressiva formazione della
complessità strutturale.
Sebbene la polarità sia universale negli organismi pluricellulari e porti a funzioni cellulari
differenziate e alla formazione degli organi, i requisiti alla base della polarità sono
strettamente correlati alla mobilità.
Un organismo mobile è in grado di aggiustare il suo orientamento nel mondo fisico.
Negli organismi mobili, un asse polare ha un valore adattativo: gli organi per la
percezione sensoriale e per l'analisi dell'ambiente sono concentrati nella zona anteriore
del corpo che incontra l'ambiente per prima.
Simmetria Distribuzione ordinata delle parti di un oggetto tale che si possa
individuare un elemento geometrico rispetto al quale a ogni punto dell’oggetto posto da
una parte di esso corrisponda, a uguale distanza, un punto dall’altra parte.
Simmetria sferica Tutti i diametri della sfera sono assi di simmetria, e tutti i piani
passanti per il centro sono piani di simmetria, che dividono il corpo in due metà
simmetriche. Le caratteristiche sono:
Assenza di polarità;
Differenziazione centro – periferia;
Nessuna specializzazione;
In pochi protozoi planctonici.
Simmetria radiale, o raggiata Esiste un asse principale, l’asse della ruota per lo più
a poli non equivalenti, e tutti i piani che passano per esso, pur distinti in principali e
secondari, sono piani di simmetria. Le caratteristiche sono:
Polarità e asse oro – boreale;
Possono interagire con l’ambiente da ogni lato il corpo;
Per esempio gli cnidari.
Simmetria biradiale Forma specializzata di simmetria radiale, dovuta alla presenza di
strutture pari su un corpo a simmetria radiale. Esistono due piani longitudinali
perpendicolari tra loro e contenenti un asse oro – boreale; solo questi assi dividono il
corpo in metà specula.
Simmetria bilaterale È determinata da un solo piano che passa per l’asse principale
del corpo, che si chiama anche mediano o sagittale. Le caratteristiche sono:
Associata a fenomeni di cefalizzazione e con la locomozione direzionale;
Interagiscono con l’ambiente prima di tutto con l’estremità anteriore, cefalica, e
poi con la posteriore, caudale;
Sono la maggior parte degli animali.
Simmetria bilaterale doppia Il corpo ammette 2 piani di simmetria passanti per il
suo centro e tra loro perpendicolari, come nella simmetria raggiata tetramera, ma le due
metà in cui ciascun piano lo divide sono identiche tra loro, ma non a quelle determinate
dall'altro. Quindi, ment
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