SISTEMATICA FILOGENESI SPECIE E SPECIAZIONE
La sistematica è una trasposizione scientifica di un processo che si svolge nella vita quotidiana. Si tratta di una
classificazione degli animali secondo dei modelli diversi che tendono ad ordinare la grande diversità. La
sistematica quindi dal punto di vista zoologico è un processo che studia la diversità degli organismi viventi e
quindi anche della loro storia. Con il termine tassonomia invece si intende l'insieme delle procedure e delle
metodiche che consentono di classificare gli organismi a cui puoi vengono dati dei nomi secondo delle regole
stabilite. Con il termine invece di filogenesi indica indica la storia evolutiva che ha portato la biodiversità degli
organismi a partire da antenati comuni. La classificazione invece è quella modalità con cui vengono raggruppati
gli animali sulla base di caratteri in comune. Willy Ehning tra gli anni 50 e 60 fondò la cladistica, che ha introdotto
dell'idea che la classificazione deve rispettare la filogenesi degli organismi, deve perciò sempre tener conto della
loro storia evolutiva. Uno zoologo sistematico deve perseguire tre obiettivi principali: descrivere le diverse specie,
ricostruire le relazioni evolutive tra i diversi taxa studiando caratteristiche morfologiche e molecolari,
cromosomiche degli organismi e poi su queste basi costituire una classificazione. La classificazione che viene
utilizzata attualmente prevede la suddivisione degli organismi in categorie tassonomiche, ordinate in modo
gerarchico in categorie tassonomiche.
La specie è quel gruppo fondamentale che raggruppa organismi con caratteristiche estremamente simili e che
accoppiandosi sono in grado di dare origine a una prole feconda: i generi raccolgono specie che sono molto
simili fra loro ma che non sono in grado di dare nel caso di accoppiamento una prole feconda; la famiglia invece
comprende diversi generi con caratteristiche estremamente simili fra di loro; gli ordini a loro volta comprende più
famiglie e presentano caratteristiche fisiche comuni ad esempio il tipo di dentatura è un carattere che viene
utilizzato per costituire gli ordini dei mammiferi; la classe comprende gli ordini simili fra di loro; infine tutte le classi
simili vengono raggruppati sotto un grosso gruppo che è viene chiamato phylum. Il regno è il raggruppamento più
vasto che comprende phyla molto diversi tra loro.
Come si scrive il nome di una specie, la sua nomenclatura diciamo è suo è stato introdotto da Linneo nel 1700
quindi la specie è un rango tassonomico caratterizzato da una nomenclatura binomiale, per convenzione il nome
di una specie viene scritta con due nomi ; il primo nome indica il genere a cui appartiene la specie ed è sempre
scritto con la lettera maiuscola subito seguito da un secondo nome invece che inizia con una minuscola e
identifica proprio la specie.
In una specie abbiamo soggetti in continuo processo evolutivo quindi la specie non può essere considerata
un'entità fissa ma costituita da soggetti che continuano a modificarsi e quindi è difficile applicare ad una specie
dei confini netti ciò rende difficile capire dove finisca una specie e cominci l'altra. Nel tentativo di trovare un modo
per rappresentare le specie gli zoologi hanno un gran numero di definizioni. Allora iniziamo con la specie
tipologica che venne introdotta da Linneo nel 1700 e in questa definizione viene preso in considerazione un
organismo “tipo” che rappresenta la specie, questo concetto si basa però su un aspetto morfologico, molecolare,
però l’ideo tipologica non è molto corretta. Il limite è che non tiene conto della storia evolutiva. Abbiamo poi la
specie biologica mayr 1904 la specie viene considerata un gruppo di popolazioni che sono effettivamente e
potenzialmente interfeconde che sono peraltro riproduttivamente isolati da altri gruppi, quindi possono riprodursi
fra di loro ma non possono prole feconda quando si riproducono con una specie diversa, in questo caso il limite
grosso è che in realtà non viene considerato la storia evolutiva e lo spazio in cui vive l’animale (nicchia ecologica)
La specie ecologica in cui la specie è rappresentata da organismi che condividono la stessa nicchia ecologica
ovviamente grande limite di questo concetto è che non tiene conto della storia evolutiva. La specie evolutiva in
cui la specie è costituita da gruppi di organismi con la stessa storia evolutiva e che evolvono in modo separato da
altri gruppi. Questa forse è quella più corretta concettualmente ma è comunque difficile da utilizzare a livello
pratico perché prevede la presenza di popolazioni che siano collegate da un rapporto di discendenza e quindi
bisogna andare a recuperare l’antenato più comune. La scelta di un concetto dipende dal bilancio della praticità
di utilizzo e le esigenze di un rigore tecnico. In realtà nessun concetto riassume queste necessità questo perché
nessuno di questi quattro concetti tieni conto di un fattore estremamente importante che è la variabilità
intraspecifica delle specie da cui dipende la formazione di nuove specie.
La variabilità intraspecifica consiste nel fatto che gli organismi di una specie possono mostrare una variabilità di
tipo morfologico o di tipo molecolare; queste variabilità non sono distribuite in modo casuale e anzi hanno degli
andamenti regolari tra cui distribuzione geografica. Per cui all'interno di una specie possono esserci delle
sottospecie o delle popolazioni che possono presentare delle variazioni sul tema rispetto alla forma originale,
possono evolvere indipendentemente dagli organismi della stessa specie e le modificazioni possono attuare dei
meccanismi che possono rendere ancora più adattati all'ambiente perché questi popolazioni devono riuscirà a
sopravvivere nella competizione con i membri della stessa specie. Di questa variabilità interspecifica si era
accorto già anche Darwin che nel 1859 scrisse l'origine della specie e per selezione naturale e appunto lui
osservò che in una popolazione potevano esistere dei caratteri variabili e questi caratteri variabili potevano
diventare più vantaggiosi dei caratteri originali e quindi questi caratteri potevano fornire una maggior capacità
riproduttiva a chi li portava e quindi aumentare la fitness di coloro che avevano questo carattere varianti. I
portatori della variante vantaggiosa erano in grado di riprodursi più degli altri e quindi la frequenza variante
vantaggiosa aumenta rispetto alle altre già presenti nella popolazione, man mano la forma di una specie poteva
cambiare attraverso le varie generazioni. Se all'improvviso all'interno di una popolazione in cui sono presenti
queste varianti abbiano qualcosa che separa le popolazioni che presentano queste varianti a un certo punto
queste popolazioni possono separarsi anche a livello riproduttivo cioè può avvenire un'interruzione del flusso
genico tra le popolazioni e questo può andare a formare delle specie separate. Esistono essenzialmente quattro
meccanismi diversi attraverso cui può avvenire il processo della speciazione che può essere di tipo allopatrica
peripatrica, parapatrica e simpatrica; nei primi due casi è prevista una separazione di due popolazioni per
insorgenza di una barriera fisica; per quanto riguarda invece la parapatrica e la simpatrica la separazione delle
popolazioni è dovuta ad altri meccanismi.
La speciazione di tipo allopatrica avviene quando insorge una barriera fisica che divide l’areale geografico in due
parti separate o difficilmente in contatto fra di loro, questa interruzione interrompe anche il flusso genico tra due
popolazioni. Quindi a questo punto le popolazioni possono contenere delle varianti che isolano le popolazioni dal
punto di vista riproduttivo. Queste popolazioni possono essere sottoposte a pressioni selettive diverse che poi
vengono accumulate nelle generazioni, ad esempio possono cambiare delle preferenze per il cibo e queste
preferenze possono portare anche a differenze a livello del comportamento riproduttivo. Ad esempio la
drosophila è suddivisa in tre specie la specie comune l’originale era l’obscura da cui poi si sono originate altre
due specie che sono la dentissima e la melanogaster, un evento di speciazione potrebbe essere avvenuta a
causa di cambiamenti di preferenze alimentari insorta in seguito ad una separazione da un punto di vista
dell’areale geografico, una specie di drosophila si alimentava preferenzialmente di banane sulla terraferma, ad
un certo punto una popolazione comincia a colonizzare un'isola in cui non erano presenti banane ma erano
presenti solo papaye e quindi la popolazione dovette adattarsi ad alimentarsi con papaye e ovviamente non solo
si alimentava lì ma si riproduceva anche sulla papaya, quindi maschi e femmine si alimentavano su un papaya e
si incontravano che sono papaya per riprodursi. In un eventuale rientro poi di questa popolazione sulla terra
ferma dove erano presenti sia papaya che banane le due popolazioni comunque avevano interrotto il flusso
genico, questo perché ovviamente la preferenza alimentare portava ad un comportamento riproduttivo diverso.
Quelli che erano adattati a mangiare solo papaya potevano incontrarsi solo sulla papaya e quelli che mangiano
solo banane si incontravano solo sulle banane, quindi il flusso genico è stato interrotto e questo ha portato
proprio poi alla separazione netta delle due popolazioni che sono proprio diventate poi due specie ben distinte.
La speciazione peripatrica viene anche chiamata effetto del fondatore e avviene per motivi di insorgenza di
barriere fisiche che possono separare nuclei gli individui da una popolazione originale, questa separazione è
netta e immediata e porta per esempio un nucleo di drosofile partendo dalla terraferma si avventuri verso un'isola
vicina, nel viaggio pochi sopravvivono e i pochi sopravvissuti si riproducono fra di loro ciò porta a far diventare i
geni che prima erano rari nella popolazione originaria, diventano sempre più frequenti e vanno a fissarsi
all'interno della popolazione. Si dice che si ha una fissazione di alleli all'interno di questa popolazione e si ha un
processo che viene detta deriva genetica. All'interno di una nuova popolazione che si è separata appariranno
dei caratteri che prima non potevano comparire nella popolazione d'origine perché erano caratteri piuttosto rari
ma diventano sempre più frequenti invece in questa popolazione isolata. Questa fissazione di geni dei nuovi alleli
porta ad una cascata di cambiamenti che porta sempre di più ad un isolamento riproduttivo di questa nuova di
questa popolazione dalla popolazione di origine e man mano quindi si avrà una speciazione quindi la
separazione di due specie, la specie che vive sulla terraferma adesso sarà diversa da quella che invece si è
isolata.
La speciazione parapatrica invece è tipica di popolazioni che sono distribuite su un vasto areale geografico in
questo caso un nucleo di individui che si trovano ai margini dell'areale possono isolarsi dalla popolazione
principale, anche se in realtà non sono proprio separati da una barriera fisica e questo può portare ad un
isolamento riproduttivo e alla comparsa di due specie diverse.
La simpatrica è tipica di popolazioni che occupano e sfruttano la stessa nicchia ecologica e quindi che vivono
anche vicine tra di loro, però può accadere che, per non entrare in competizione per il cibo, alcune femmine
depongono le uova solo su le mele rosse, mentre altre preferivano deporre le uova solo su mele verdi quindi le
femmine che nascevano da alle mele rosse continuano ad alimentarsi di questo tipo di cibo e a deporre le uova
sulla mela rossa e così valeva per le mele verdi. Anche gli stessi maschi preferiscono accoppiarsi nel tipo di
frutto dove sono cresciuti quindi man mano hanno cominciato a insorgere delle preferenze di cibo ma anche
attività riproduttiva e questo poi man mano ha portato la separazione delle due specie. Le cause principali che
portano alla formazione di una nuova specie sono l'isolamento geografico con una vera e propria barriera ma
può avvenire anche in assenza di barriere ma solo per occupazione di nicchie ecologiche differenti. Questo
isolamento porta sicuramente una riduzione del flusso genico e quindi la comparsa di nuove varianti che possono
portare anche a un isolamento di tipo riproduttivo che può essere causato da diversi comportamenti per cui
differenti rituali di accoppiamento oppure periodi di accoppiamento oppure ad esempio parliamo degli uccelli
diversi tipi di nido vengono costruiti e quindi la femmina che è quella che poi riconosce il nido costruito dal
maschio riconoscerà solo un nido specifico oppure possono arrivare a possono modificarsi anche gli apparati
riproduttivi quindi non sono più compatibili per la fecondazione della femmine di una popolazione ma saranno
compatibili solo per la fecondazione di femmine appartenenti alla propria popolazione questo porterà sempre di
più chiaramente ha un isolamento del flusso genico e alla divisione di popolazioni che diventeranno poi due
specie diverse. Gli scopi principali della sistematica è quello di ricostruire le relazioni evolutive tra i diversi taxa e
questo viene fatto studiando le caratteristiche morfologiche, le somiglianze a livello di sviluppo embrionale
oppure somiglianza a livello di sequenze di acidi nucleici o di proteine. Se due organismi hanno caratteristiche
simili è probabile che le abbiamo ereditate da antenati comuni e questa similarità viene detta omologia
(omologia molecolare se c’è una somiglianza nella sequenza di acidi nucleici) per esempio gli arti dei vertebrati si
dice che siano omologhi perché derivano da un antenato comune. Questa somiglianza non è indice di parentela,
infatti possono comparire tra gruppi anche distanti delle somiglianze di una caratteristica, in questo caso allora si
parla di analogia per esempio l'occhio della seppia e l'occhio dell'uomo sono molto simili sia da un punto di vista
strutturale ma anche funzionale però non derivano da un antenato comune.
Per illustrare le discendenze, i rapporti tra organismi, la sistematica utilizza delle rappresentazioni ad albero che
vengono chiamati alberi filogenetici. La filogenesi è la storia dello sviluppo degli organismi viventi dall'epoca
della loro scoperta, è la scienza che studia la storia evolutiva di un gruppo di una specie. L'albero filogenetico
invece è un diagramma che mostra le relazioni di discendenza comune dei vari gruppi tassonomici e lo fa anche
in chiave evoluzionistica. Viene quindi costruito in base a dati anatomici, biochimici, genetici, paleontologici
embrionali a seconda del parametro che si vuole scegliere. Alla base dell'albero vi è o sempre l'antenato comune
che ha dato origine alle varie vie evolutive mentre ad ogni biforcazione è presente l'antenato più recente da cui
hanno poi preso le altre linee evolutive. La lunghezza dei rami può indicare la distanza di tempo tra una linea
evolutiva e l'altra. Nella maggior parte dei casi gli alberi si presentano nella forma radicata cioè abbiamo una
radice da cui partono dei rami e sono presenti dei nodi che connettono i rami. I nodi e i rami possono essere
basali quindi più vicino alla radice oppure possono essere terminali in questo caso sono più lontani dalla radice. I
gruppi più vicini alla radice sono i più antichi mentre i gruppi più lontani sono quelli sono apparsi più
albero tiene sempre conto dell’aspetto temporale. Il numero
recentemente. Quindi anche se non è esplicitato un
di rami presenti in albero ci può anche dire di quanto un albero è stato risolto, cioè quanto sono state veramente
discriminate correttamente le relazioni esistenti tra organismi o specie. Viene detto albero stellato quindi non
risolto, quando abbiamo dei nodi politomici, ovvero sono presenti più nodi su un ramo, in questo caso un in
albero non sono state discriminate correttamente tutte le relazioni tra gli organismi. Poi abbiamo invece gli alberi
risolti in cui invece tutti i nodi presentano una dicotomia quindi sono presenti almeno due rami. Allora si parla di
dicotomia e tutte le relazioni sono state discriminate correttamente. Poi abbiamo una situazione intermedia
chiamato albero parzialmente risolto e in questo caso sono presenti sia nodi di tipo politomico sia nodi dicotomici.
Gli alberi possono essere classificate in tre categorie: cladogramma, albero additivo o filogramma, albero
ultrametrico o dendrogramma. Nel caso del cladogramma tutti i nodi terminali sono allineati e rappresentano
solo le relazioni tra le identità considerata, nell'albero additivo invece i nodi terminali non sono allineati e è
presente una scala per dare l'idea della quantità di tempo che intercorre tra la comparsa di una linea evolutiva
rispetto all'altra, quindi tra una divergenza e l'altra. In questo caso vengono esplicitati non sono le relazioni tra gli
organismi ma anche le distanze tra di loro. Nell’albero ultrametrico i nodi terminali sono allineati ed equidistanti
dalla radice. I rami interni sono di lunghezza differente e proporzionali anche in questo caso al tempo di
divergenza, calcolato usando un orologio molecolare. Il primo passo per ricostruire la filogenesi di un gruppo è
carattere, quale variante fosse presente già nell’antenato comune più recente del
quello di stabilire per ciascun
gruppo. Questa forma del carattere è lo stato ancestrale che viene anche chiamato stato plesiomorfo o stato
primitivo. Le altre varianti che sono comparse successivamente durante l'evoluzione sono invece degli stati
derivati e vengono chiamati a apomorfi. Individui o gruppi che condividono caratteri ancestrali vengono definiti
simplesiomorfici e si parla di simplesiomorfia mentre si parlerà di sinapomorfia quando invece vengono condivisi
dei caratteri derivati. Per meglio capire quando è comparso un carattere derivato e quindi meglio comprendere lo
stato del carattere all'interno di un gruppo
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