Cile Accanto a olivi secolari importati in epoca coloniale, dal 1995 si è assistito a una
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rapida espansione di impianti ad alta intensità. Il settore è caratterizzato da un approccio di
"agribusiness", con aziende di vastissime dimensioni (100-800 ha) che puntano al mercato
americano. Un vantaggio fitosanitario cruciale è l'assenza della mosca dell'olivo. Le cultivar
più usate sono Arbequina, Piqual, Leccino e Frantoio.
Brasile È un paese pioniere con circa 1.500 ettari negli stati meridionali. Le principali
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difficoltà sono legate al clima, con lunghe stagioni vegetative e alta umidità che favoriscono un
eccessivo sviluppo della pianta a scapito della produzione.
Stati Uniti La produzione è quasi interamente concentrata in California (95% dei 20.000 ha
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totali), con modelli di tipo intensivo e superintensivo ad alta meccanizzazione.
Australia Con 35.000 ettari, presenta un modello di sviluppo simile a quello argentino, con
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impianti specializzati e cultivar internazionali come Arbequina, Coratina e Frantoio.
Sudafrica La coltivazione è concentrata in alcune aree specifiche, con un modello a media
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intensità e forma di allevamento a vaso. Le varietà più diffuse sono quelle di origine italiana
(Frantoio, Coratina, Leccino) affiancate da selezioni locali (FS17).
Progetti emergenti: Paesi come il Pakistan
• stanno avviando progetti per introdurre la
coltivazione dell'olivo utilizzando cultivar
italiane e internazionali, esplorando nuovi
areali potenzialmente vocati.
Le Cultivar
Criteri di Riconoscimento delle Varietà
L'identificazione certa di una cultivar di olivo si basa principalmente sulla caratterizzazione
molecolare (analisi del DNA), che rappresenta il sistema più sicuro e inequivocabile. Tuttavia, è
possibile distinguere le varietà anche attraverso l'osservazione di specifici caratteri morfologici,
fenologici e agronomici.
I principali descrittori includono:
Aspetti Vegetativi:
• Portamento (Habitus): La forma complessiva della pianta, che può essere eretta
o (rami che crescono verso l'alto), assurgente, espansa o piangente (rami penduli).
Densità della Chioma: Può variare da rada a molto fitta.
o Foglia: Si analizzano la forma (ellittica, lanceolata), la curvatura longitudinale (es. la
o tipica curvatura elicoidale dell'Ascolana Tenera), e l'angolo dell'apice.
Aspetti Riproduttivi:
• Infiorescenza: Morfologia del grappolo fiorale (mignola).
o Epoca di Fioritura: Precoce, intermedia o tardiva.
o Frutto (Drupa): È un elemento chiave per l'identificazione. Si valutano:
o Forma e Simmetria: Ovoidale, sferica, allungata.
▪ Peso Medio.
▪ Invaiatura: La modalità di cambio colore, che può iniziare dall'apice o dalla
▪ base del frutto.
Colore a Maturazione: Dal rosso violaceo al nero.
▪ Lenticelle: Numero e dimensione dei puntini sulla buccia.
▪ Umbone: Presenza o assenza di una piccola protuberanza all'apice (tipica, ad
▪ esempio, del Piantone di Mogliano).
Nocciolo: Anche il nocciolo fornisce indicazioni preziose, quali peso, forma, rugosità
o della superficie e distribuzione dei fasci vascolari.
Caratteristiche Agronomiche e Produttive:
• Autofertilità o necessità di impollinatori.
o Epoca di Maturazione e periodo ottimale di raccolta.
o Alternanza di Produzione: La tendenza a produrre molto un anno e poco il successivo.
o Resa in Olio e contenuto in polifenoli.
o Profilo Sensoriale dell'olio (fruttato, amaro, piccante).
o Suscettibilità a patogeni (es. occhio di pavone, rogna) e parassiti (es. mosca).
o Capacità di Radicazione (per la propagazione per talea).
o
Panorama Varietale
Cultivar Internazionali e Spagnole
A livello globale, alcune cultivar hanno raggiunto una diffusione internazionale grazie alla loro
adattabilità ai sistemi intensivi. Tra queste spiccano Arbequina, Arbosana e Koroneiki (spesso usate
nei superintensivi), affiancate dalle italiane Leccino, Frantoio e Coratina.
La Spagna conta 272 varietà autoctone, ma la produzione è dominata da poche cultivar. La più
importante è la Picual, che da sola copre circa 900.000 ettari, seguita da Cornicabra, Hojiblanca e la
già citata Arbequina.
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