Daniele Grassucci
Autore
Studentessa pensierosa vestita da medico

Non tutti gli studenti che hanno superato uno o più esami del semestre aperto riescono a entrare a Medicina. Dopo la graduatoria nazionale e i primi scorrimenti, i posti disponibili nelle università pubbliche sono quasi esauriti e una parte dei candidati non ottiene alcuna sede, pur avendo risultati validi nel semestre filtro.

Il sistema prevede scorrimenti, è vero, ma anche questi hanno un limite. Quando i posti si esauriscono, la graduatoria di Medicina non assorbe più nuovi studenti. A quel punto, capire cosa succede davvero a chi resta fuori è fondamentale per non perdere tempo, occasioni e – soprattutto – l’anno universitario.

Indice

  1. Medicina: i posti non sono infiniti (e quasi tutti sono già assegnati)
  2. Cosa succede se, dopo gli scorrimenti, non trovi comunque posto
  3. Opzione 1: la graduatoria dei corsi affini
  4. Opzione 2: università private
  5. Opzione 3: riprovare il semestre filtro

Medicina: i posti non sono infiniti (e quasi tutti sono già assegnati)

Dopo la prima tornata di immatricolazioni, i 17.278 posti inizialmente disponibili nelle università pubbliche risultano quasi completamente assegnati. Le rinunce e le mancate conferme hanno lasciato liberi circa 707 posti per Medicina, a cui si aggiungono 171 per Odontoiatria e 106 per Veterinaria.

Questi posti vengono redistribuiti attraverso gli scorrimenti, che permettono agli studenti rimasti senza sede di indicare nuove preferenze tra le università con disponibilità residue. Le possibilità, però, non sono omogenee sul territorio: alcune sedi risultano già sature, mentre altre concentrano la maggior parte dei posti ancora liberi.

Tra le sedi con maggiori disponibilità figurano soprattutto Sapienza Università di Roma, Università Roma Tre e la sede estera collegata a Università di Roma Tor Vergata.

Cosa succede se, dopo gli scorrimenti, non trovi comunque posto

Se dopo la fase di scorrimento ottieni una sede, dovrai procedere con iscrizione o immatricolazione entro il 24 gennaio.

Una volta conclusi anche gli scorrimenti, chi non ottiene una sede non entra a Medicina per l’anno in corso. Non esistono ulteriori ripescaggi automatici né una lista d’attesa permanente.

Questo non significa però che il percorso universitario si interrompa. Il sistema del semestre aperto è stato progettato proprio per evitare l’anno “perso” e prevede strade alternative strutturate.

Opzione 1: la graduatoria dei corsi affini

La principale alternativa per chi resta fuori da Medicina è rappresentata dai corsi affini, che hanno una graduatoria autonoma e una finestra di immatricolazione dedicata.

I corsi affini comprendono ambiti:

  • biomedici
  • farmaceutici
  • sanitari
  • veterinari

L’accesso può avvenire anche in sovrannumero, di norma fino al 20% dei posti disponibili, seguendo l’ordine della graduatoria. Chi ha superato più esami nel semestre filtro parte, in genere, con un vantaggio competitivo.

Le classi di laurea coinvolte includono:

  • Biotecnologie (L-2)
  • Scienze biologiche (L-13)
  • Farmacia e Farmacia industriale (LM-13)
  • Scienze zootecniche (L-38)
  • Professioni sanitarie (Infermieristica, Fisioterapia, Ostetricia, Tecniche di laboratorio e altre)

Opzione 2: università private

Per alcuni studenti, l’alternativa può essere l’iscrizione a università private che offrono corsi di Medicina o affini. È una scelta che comporta costi elevati e valutazioni attente, ma che consente di non interrompere il percorso e, in alcuni casi, di tentare successivi trasferimenti.

Opzione 3: riprovare il semestre filtro

Il nuovo sistema consente di ripetere il semestre filtro fino a tre volte, anche non consecutive. Chi non entra può:

  • iscriversi a un corso affine e prepararsi per ritentare
  • studiare autonomamente le tre materie
  • frequentare corsi preparatori specifici
  • iscriversi a un’università privata e valutare un eventuale trasferimento

I CFU ottenuti nei corsi affini non vengono automaticamente riconosciuti se si ritenta il semestre filtro, che va rifatto integralmente. Tuttavia, completare un anno in un corso affine consente di proseguire regolarmente quel percorso, senza perdere quanto già fatto.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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