Trasporti e mezzi di Comunicazione nel tempo - Tesina

Tesina di terza media Trasporti e mezzi di Comunicazione nel tempo, con collegamenti alle varie materie.

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Trasporti e mezzi di comunicazione nel tempo

L’uomo è sicuramente un animale dotato di un’intelligenza molto sviluppata. E’ un animale sociale: molto legato alla famiglia o comunque alle relazioni con altri esseri della sua specie. Ma … che cosa alimenta quest’intelligenza? cosa permette al sapere di divulgarsi? cosa ci rende uniti gli uni con gli altri? la risposta è semplice: I trasporti e le comunicazioni.
I trasporti e i mezzi di comunicazione hanno da sempre avuto un ruolo importante nella storia dell’uomo. Senza questi mezzi, oggi non potremmo divulgare notizie, trasmettere messaggi o comunicare con continenti anche molto lontani.
Fin da piccoli, sviluppiamo la prima forma di comunicazione, quella a voce, ma non esiste solo questa forma. Si comunica anche tramite vie indirette come il modo di vestirsi, di guardarsi o attraverso segni contradistinti. La necessità di comunicare e di relazionarsi con gli altri nasce fin dall’antichità: le tribù indigene dell’America utilizzavano segnali di fumo e di fuoco per trasmettere messaggi alle tribù vicine senza mandare un messaggero, successivamente i condottieri hanno iniziato a spedirsi lettere e messaggi per mezzo di un corriere, a cavallo o a piedi, soprattutto nei periodi di guerra, per tenere in comunicazione alleati e nemici con trattati di guerra o comunque patti a favore delle nazioni coinvolte. Più tardi, andando avanti nel tempo, quasi tutte le persone, soprattutto scienziati si spedivano lettere per tenersi aggiornati sulle nuove scoperte o per richiedere maggiori informazioni riguardanti un certo tema. Purtroppo i tempi di spedizione e ricezione erano lunghissimi, così, nel 1837, Samuel Morse brevettò il telegrafo elettrico, che spediva messaggi scritti usando un codice convenzionale, il codice Morse, formato da punti e trattini.
L’invenzione fù accolta con grande entusiasmo e verso la metà del secolo, chilometri di cavi ricoprivano le strade delle città più industrializzate. Sul finire dello stesso secolo, Antonio Meucci brevettò il primo telefono a manovella che però non ebbe molto successo in parte per l’enorme quantità di fili necessari ed in parte per l’invenzione di Morse che mise in ombra quasi tutte le invenzioni effettuate in quel periodo.
Un altro grande scienziato, Guglielmo Marconi, nello stesso secolo sfrutta l’invenzione di Herz, riuscendo a “domare” alcune onde elettromagnetiche inventa il primo telegrafo senza fili.
La scoperta di nuovi mezzi di comunicazione rende il mondo sempre più piccolo, ma a questo scopo contribuisce anche lo sviluppo dei mezzi di trasporto che andando avanti nel tempo diventano sempre più precisi, affidabili e sofisticati. Tuttavia lo sviluppo di queste nuove scienze non è sempre stato impiegato per scopi pacifici, infatti i primi coloni effettuavano una tratta chiamata “ Commercio Triangolare “: partivano dall’Europa verso l’Africa in cerca di schiavi, una volta caricati gli schiavi, si recavano in Sud America dove scarivacano gli schiavi e caricavano materie prime, le materie prime venivano riportate in Europa per lavorarle ed il giro ricominciava.
Come abbiamo detto, prima dell’invenzione di questi apparecchi, i corrieri dovevano portare di persona messaggi di importanza vitale quindi la puntualità era fondamentale. Tuttavia questi corrieri erano costretti a portare i messaggi a piedi o a cavallo, impiegandoci molto tempo. Fu proprio il bisogno di puntualità a determinare, fra il 1800 ed il 1900 lo sviluppo dei mezzi di trasporto.
Vengono inaugurate ferrovie trans-continentali come la Transiberiana nell’impero russo e la Transandina nell’America del Sud. Sul mare, flotte di navi a vapore garantivano regolari servizi di linea fra un continente e l’altro determinando l’inaugurazione di due nuovi canali: quello di Suez, che collegava il Mar Mediterraneo al Mar Rosso e quello di Panama che collegava il Mar dei Caraibi all’Oceano Pacifico. Nello stesso secolo, i fratelli Wright volano per la prima volta per pochi metri a bordo di un piccolo aereo determinando così la nascita dell’aviazione.
Tuttavia, l’uomo necessita di mezzi di trasporto più evoluti del cavallo, in grado di effettuare piccoli spostamenti in città o dove non fosse presente la ferrovia. Così i cavalli vennero pian piano impiegati per il traino di piccoli rimorchi, le carrozze, generalmente possedute da ricchi proprietari terrieri o da personalità importanti. Nel 1802, Isaac De Rivaz (Svizzero) mette a punto la prima vettura con motore a combustione interna, la vettura elettrica viene introdotta da Robert Anderson nel 1839, nel 1864 l’Italiano Innocenzo Monzetti introduce la prima autovettura a vapore moderna in grado di circolare lungo le strade. Basta pensare che nel 1828 Londra possedeva una rete di trasporti pubblici (Autobus) molto sviluppata, alimentati a vapore. Nel decennio 1880-1890 nascono in Europa le prime fabbriche di automobili.
Grazie a questi nuovi mezzi di trasporto, iniziò l’età dell’oro per la chimica e per la medicina che, potendo comunicare facilmente con ricercatori anche molto lontani, si sviluppa molto in fretta. Nasce una vera e propria rete di trasporti tra l’Europa ed il nuovo mondo.

Il termine “ Nuovo Mondo “ si riferisce all’America, scoperta nel 1492 da Cristoforo Colombo che però in un primo momento non sapeva dell’importanza della sua scoperta.
Collegare il nuovo mondo all’Europa ha comportato moltissime morti e moltissimo tempo: migliaia di chilometri di cavi per il telegrafo furono stesi lungo l’Oceano Atlantico e nelle operazioni di collegamento molti di questi operai morivano sul lavoro. Tuttavia la scoperta dell’America non portò solamente alla morte di alcuni operai, bensì i popoli europei sterminarono intere tribù indigene. I massacri finirono solamente Nella seconda metà del XIX secolo quando gli europei riescono a conquistare il Far West.
Queste nuove scoperte contribuirono a migliorare la situazione economica di certi paesi (Vedi USA) ma contribuirono anche a peggiorare l’economia di altri stati prinicpalmente africani. Questi peggioramenti erano dovuti dalla tratta dei neri e dal colonialismo.


Storia Generale (Fascismo e Nazismo)

I mezzi di trasporto e di comunicazione sono stati molto importanti anche nei due regimi totalitari che hanno visto coinvolta l’Italia e la Germania. L’Italia fascista, la Germania nazista e la Russia staliniana fondano la loro sopravivenza su un rigido sistema in grado di tenere in mano, monitorare e persino CONTROLLARE l’opinione pubblica. Inoltre tutte i regimi hanno la caratteristica di voler mantenere in mano la situazione, di dominare in maniera “Totale” la propria patria. Si basavano anche su un efficace e molto potente sistema poliziesco che aveva alle fondamenta il principio dell’intimidazione. Tutto questo però non sarebbe stato possibile se non sarebbero esistiti i mezzi di trasporto e comunicazione: radio, giornali, televisioni, cinematografi, teatri e stampa erano completamente controllate dal governo il quale li usava a sua volta per “controllare” i cittadini e per pubblicare solamente le notizie che facevano comodo al regime. Basta pensare che grazie ad un intensa propaganda, Benito Mussolini (Fascismo-Italia) riuscì a cambiare l’opinione degli italiani su una nuova guerra in Africa per nuove colonie.

Fascismo

Il fascismo è un movimento politico e regime di carattere totalitario. Il fascismo, il cui nome deriva dal “fascio littorio”, simbolo del potere in Roma antica, nacque nel 1919 in Italia, dove conquistò il potere nel 1922 e lo conservò sino al 1943.
Il termine è comunemente utilizzato per definire analoghi movimenti e regimi politici nati in molti paesi prima, durante e, anche se in misura minore, dopo la seconda guerra mondiale.
Agli inizi, il fascismo fu un movimento privo di una vera e propria ideologia. La stessa parabola di Benito Mussolini, prima socialista, rivoluzionario, anticlericale, antimilitarista, poi interventista e da ultimo profondamente antisocialista, non ci dice molto dei fondamenti teorici e dottrinali del fascismo. Fondamentalmente anti-intellettuale, il fascismo utilizzò quanto tornava utile al suo progetto politico. Fu solo con il Manifesto degli intellettuali del fascismo (1925) di Giovanni Gentile che venne compiuta una prima sistematizzazione dell’ideologia e della dottrina fascista.
Benito Mussolini aderì al movimento socialista nel 1909. Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, passò su posizioni interventiste e fu per questo espulso dal Partito socialista. Nel 1919 fondò i Fasci di combattimento , un movimento che si caratterizzò per il suo antisocialismo e che non ottenne subito un grande seguito. In breve però, nel contesto italiano del dopoguerra afflitto da una grossa crisi politica e sociale, ampie parti della società italiana finirono per rivolgersi a Mussolini, in particolare i settori che più avvertivano la minaccia costituita dalle forti lotte operaie in atto tra il 1919 e il 1921.
Trasformatosi in Partito nazionale fascista nel 1921, l’anno seguente, dopo una campagna di violenze e la marcia su Roma , giunse al potere con l’appoggio dei ceti medi, degli agrari e di diversi settori della burocrazia e dell’esercito, nonchè di Vittorio Emanuele III, che diede a Mussolini l’incarico di formare un governo sostenuto anche da popolari e liberali. Dopo le elezioni del 1924, vennero sciolte le opposizioni elimitata la libertà di stampa, espulsi dalla Camera i deputati antifascisti, vietato lo sciopero, messi al bando i sindacati, introdotta la pena di morte e istituito il Tribunale speciale per la difesa dello stato, incaricato di reprimere ogni forma di dissenso; nel 1934 il regime adottò infine una forma corporativa.

Nazismo

I principi centrali della dottrina nazista, per alcuni aspetti affine al fascismo italiano, erano ispirati alle teorie che sostenevano una presunta superiorità biologica e culturale della razza ariana; ma il successo della formula politica in Germania fu dovuto anche alla sua relazione di continuità con la tradizione nazionalista, militarista ed espansionista prussiana.
L’ascesa del Partito nazionalsocialista trasse forte impulso dallo scontento diffuso fra i tedeschi alla fine della prima guerra mondiale. Ritenuta la principale responsabile del conflitto, la Germania dovette infatti accettare le pesantissime condizioni del trattato di Versailles, a causa delle quali entrò in un periodo di depressione economica , segnato da un’inarrestabile inflazione e da una vasta disoccupazione.
Finanziata dagli ambienti militari, la formazione politica guidata da Adolf Hitler nacque nel 1920 in un paese prostrato dalla guerra e attraversato da violenti conflitti politici e sociali.
Parte dei militanti furono organizzati in una sorta di braccio armato, le SA (“squadre d’assalto”); le SA avevano il compito di intimidire con la violenza gli avversari politici e i sindacalisti.
Hitler formulò un programma d’azione antidemocratico , imperniato sul nazionalismo e sull’ antisemitismo , e nel 1923 dotò il partito di un efficace strumento di propaganda, il quotidiano, e di un simbolo ufficiale, una croce uncinata nera, inscritta in un cerchio bianco su campo rosso: la svastica. Nello stesso anno intensificò la propaganda e le azioni dimostrative contro il Partito comunista tedesco, tentando infine un colpo di stato (il Putsch di Monaco ) per rovesciare il governo.
Il tentativo fallì e Hitler fu condannato a cinque anni di carcere. Durante la detenzione, che in realtà durò meno di un anno, scrisse la prima parte di “La mia battaglia”, l’opera in cui riassunse i capi saldi dell’ideologia nazista, tracciando il suo progetto di conquista dell’Europa. Le fonti intellettuali di Hitler erano alquanto eterogenee e il nazionalsocialismo si presentava così più come un aglomerato di idee dalle matrici più disparate che come un’ideologia organizzata e strutturata.
In “La mia battaglia”, le istanze nazionaliste e il progetto di una grande Germania che radunasse tutte le genti di lingua tedesca, trovavano una teorizzazione che si inseriva bene nel clima causato dalla disfatta della prima guerra mondiale. Una volta scarcerato, Hitler riorganizzò il partito, creò il corpo armato delle SS (“squadre di difesa”), e l’ufficio di propaganda, che fu affidato a Joseph Goebbels. Nel 1929, l’anno della grande crisi economica mondiale seguita al crollo di Wall Street, buona parte dei grandi imprenditori tedeschi cominciarono a guardare con favore a Hitler e al suo programma, e ingenti somme di denaro presero ad affluire nelle casse del partito nazista. Appoggiato anche dalle classi medie, dai piccoli proprietari e dai disoccupati colpiti dalla grave depressione economica, il Partito conquistò la maggioranza relativa nelle elezioni del 1932.
Nel 1933, allo scopo di eliminare i dissidenti, fu istituita la “Polizia segreta di stato”, nota come Gestapo , svincolata da ogni controllo legale e soggetta solo al proprio comandante.
Soppressi gli avversari politici e i diritti costituzionali e civili, il regime affrontò la crisi occupazionale, pianificando una ristrutturazione industriale e agricola dell’intero paese, eludendo le restrizioni del trattato di Versailles, abolendo le cooperative e ponendo le organizzazioni sindacali sotto il controllo dello stato. Grazie al “ nuovo ordine ”, la Germania hitleriana uscì dalla crisi: le sorti dell’alta finanza e della grande industria nazionale furono risollevate e gradualmente fu assorbita la disoccupazione; ma ciò fu dovuto anche e soprattutto al lavoro creato per la preparazione di una possente macchina da guerra, mentre veniva inaugurata una politica estera estremamente aggressiva e brutale.
Infine, l’ invasione della Polonia (1° settembre 1939) fu la scintilla che fece scoppiare la seconda guerra mondiale.
Nella prima fase del conflitto la Germania sembrò avere la meglio; Hitler e i suoi uomini diedero allora il via alla cosiddetta “ soluzione finale ”, organizzando la deportazione in campi di concentramento e di sterminio e l’eliminazione di milioni di ebrei, zingari, omosessuali, malati mentali, oppositori politici ecc. ( Shoah ).

Geografia - USA (I benefici del nuovo mondo)

Gli Stati Uniti d’America grazie ai collegamenti con l’Europa oggi sono una delle forze più potenti del mondo, secondi solo alla Cina.
Gli USA sono una Repubblica Federale dell’America Settentrionale. Confina a nord con il Canada a est con l’Oceano Atlantico, a sud con il golfo del Messico e a ovest con l’Oceano Pacifico. E’ costituita da 48 stati più due stati periferici: l’Alaska e le isole Hawaii.
Il territorio Americano è molto vasto e variopinto: si alternano paesaggi montuosi a colline e ampie pianure. Sulla costa del Pacifico abbiamo la Catena Costiera, più a est abbiamo le Montagne Rocciose ed i Monti Appalachi .
Negli Stati Uniti il clima è ovunque temperato, escluso l’Alaska che presenta climi molto rigidi ed estati completamente assenti. La regione interna degli Stati Uniti è esposta ai venti freddi provenienti dal nord che, scontrandosi con i venti caldi provenienti dai tropici, danno origine a violenti tornado ed uragani.
La popolazione è di circa 255 milioni di abitanti ma la sua distribuzione non è omogenea su tutto il territorio. La composizione etnica è molto diversificata: il gruppo maggiore è quello dei bianchi (80%), i neri sono in minoranza (12%) ed il restante 8% è caraterizzato da abitanto di etnia espanica provenienti sopratutto dal Messico. La lingua ufficiale è l’inglese parlato da gran parte della popolazione ma si trovano tuttavia minoranze linguistiche come lo spagnolo. Gran parte della popolazione ha un orientamento religioso cristiano-protestante, ma c’è anche una (picolissima) parte di residenti ebraici.
La capitale degli Stati Uniti è Washington D.C. è situata sulle rive del Potmac ed è caraterizzata da due edifici principali: la Casa Bianca, sede del presidente, ed il Campidoglio, sede del congresso. Accanto a questi edifici sorgono altre costruzioni di notevole importanza come la Biblioteca del Congresso e la sede del ministero della difesa, il Pentagono.
La seconda città più importante è New York, essendo anche simbolo mondiale della finanza e del commercio, nonchè sede dell’ONU. Chiamata dagli americani la “ Big Apple “, essa è principalmente divisa in cinque distretti: Manhattan, Bronx, Brooklyn, Queens e Richmond. Tra le costruzioni più famose ricordiamo la Columbia University e la famosa Statua della Libertà.
L’economia Statunitense è la seconda più sviluppata, essa produce da sola l’80% del ricavato agricolo ed è una delle principali fornitrici di materie prime ed energie. Diverse sono le ragioni di questo sviluppo: la vastità del territorio, le enormi risorse umane, la varietà dei climi, le ricchezze minerarie e le abbondanti forme di energia espresse sotto ogni forma, sistema economico capitalista e lo sfruttamento di enormi spazi territoriali.

Italiano - Ermetismo


La comunicazione era ed è tuttora molto importante per l’uomo, tuttavia, negli anni 1930 e 1940 si afferma sempre più in Italia una corrente letteraria particolare: l’Ermetismo. Col termine Ermetismo viene indicata la scuola di un gruppo di poeti, attivi a Firenze, la cui caratteristica principale è quella di utilizzare un linguaggio oscuro e difficile. La poesia ermetica f così chiamata nel 1936 dal critico F. Flora per sottolineare le difficoltà di comprensione di questo tipo di poesia.
I poeti ermetici intendono la poesia come momento di folgorazione, come intuizione improvvisa del mistero della vita. LE loro composizioni sono quindi molto brevi. Gli ermetici semplificano la sintassi, abolendo talora la punteggiatura ed utilizzando il verso libero. Il poeta ermetico più rappresentativo è Giuseppe Ungaretti. Anche la poesia di Salvatore Quasimodo e di Eugenio Montale in un primo momento può colelgarsi a questo movimento.
Gli ermetici si ispiravano ai poeti francesi del Decadentismo ed in essa possiamo notare: la ricerca del significato della vita attraverso l’indagine interiore e la visione pessimista della vita, caraterizzata molto dal “ Mal di vivere “ che quindi decreta una poesia quasi filosofica.
Salvatore Quasimodo (Modica, Ragusa 1901 - Napoli 1968) trascorre l’infanzia in Sicilia. Fin da giovane si appassiona alla scrittura, fondando il mensile “ Nuovo Giornale Letterario “ dove pubblica le sue prime poesie. La sua vocazione nella poesia si riafferma più tardi il 1929 quando grazie al cognato Elio Vittorini entra a contatto con l’ambiente intelettuale della rivista “Solaria”. Nel 1941 viene nominato professore di Letteratura italiana presso il conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Infine nel 1960 riceve il premio Nobel per la Letteratura.

Alle fronde dei salici
E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

- Salvatore Quasimodo

In questa poesia, l’autore riflette sull’opposizione del regime fascista e l’orrore della guerra. L’autore accusa la malvagità dell’uomo paragonandola alla ferocia degli animali. Inoltre ribadisce che la figura umana non è cambiata affatto dalla preistoria fino ad oggi nonostante il grande sviluppo delle scienze e delle capacità intellettive.
Possiamo notare le parole scelte molto scrupolosamente, le parole sono brevi ma scelte con cura che danno nel lettore l’immagine orribile delle salme distese a terra, sul suolo arido e ghiacciato delle piazze dei paesi colpiti.

Arte (Futurismo)


Filippo Tommaso Marinetti scrittore e teorico, dà vita al movimento futurista, al quale aderiscono tra gli altri i pittori Boccioni, Carrà, Severini, Balla, ecc ….
Marinetti parte da istanze di rinnovamento di tipo letterario, pubblicando nel 1909 il Manifesto del Futurismo su "Le Figaro": "... fondiamo oggi il Futurismo, perchè vogliamo liberare questo paese dalla fetida cancrena di professori, d’archeologi, di ciceroni e
d’antiquari ; i tempi evolvendosi impongono nuove realtà e rinnovati mezzi tematici, formali e linguistici in grado di rappresentarne la quintessenza."
L'ideologia del movimento coinvolge tutti i piani dell'esperienza: dall'arte alla politica, dal costume alla morale, basata su una fede nel primato della vita, della creatività e dell' azione, oltre la ragione e i passati sistemi di pensiero, infatti il movimento nasce come violenta polemica contro il tradizionalismo culturale, borghese e benpensante.
I manifesti vengono considerati i fondamentali mezzi di comunicazione privilegiati per la diffusione di nuovi valori estetici e comportamentali al punto che dal 1909 al 1916 ne vengono resi pubblici oltre cinquanta sui più disparati argomenti.
Il Manifesto Tecnico della Pittura Futurista enuncia: "... Il gesto, per noi, non sarà più un momento fermato dal dinamismo universale: sarà, decisamente, la sensazione dinamica esternata come tale. Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido. Una figura non è mai stabile davanti a noi, ma appare e scompare incessantemente... I pittori ci hanno sempre mostrato cose e persone poste davanti a noi. Noi vorremmo lo spettatore nel centro del quadro ".
Accanto alla poesia e alla pittura sono presenti opere di scultura (Boccioni e Balla), il rinnovamento della nozione musicale con i Manifesti (1913-14) e la scrittura sonora di Pratella e Russolo e una intensa attività teatrale improntata all’improvvisa invenzione scenica e al teatro dell’immagine.
Lo scoppio della prima guerra mondiale vede la poetica futurista impegnata nell'esaltazione della lotta e nell'ideologia interventista, legate ad una precisa volontà di "rigenerare" il mondo secondo i nuovi ritmi dettati dalla produzione industriale e i miti della macchina. Successivamente, del movimento, fecero parte artisti coinvolti in prima persona nella politica culturale fascista come Sironi o altri massimi rappresentanti del ritorno all'ordine propugnato da quel regime.


Cenni di primo soccorso

Il primo soccorso è l'insieme delle azioni che permettono di aiutare una o più persone in difficoltà, nell'attesa dell'arrivo dei soccorsi qualificati. Si intende per primo soccorso anche l'assistenza che viene data in strutture provvisorie in presenza di situazioni critiche, nell'attesa di trasportare il paziente in centri sanitari più adeguatamente attrezzati.

l simbolo internazionale associato al primo soccorso è costituito da una croce bianca su sfondo verde, assegnato dalla International Organization for Standardization (ISO). Questo simbolo si trova sulle cassette di pronto soccorso.


l simbolo che identifica i mezzi e il personale di soccorso, invece, è chiamato Stella della vita ed è formato da una croce azzurra a sei braccia, all'interno della quale è raffigurato il cosiddetto bastone di Asclepio: un bastone attorno al quale è attorcigliato un serpente. Questo simbolo si trova su tutti i mezzi di soccorso: ad esempio, è il simbolo visibile sulle ambulanze.


Gli obiettivi del primo soccorso possono essere racchiusi in tre semplici punti
mantenere in vita l'infortunato; in realtà, questo è lo scopo di ogni tipo di cura medica;
prevenire ulteriori danni a carico del malcapitato; questo significa sia proteggerlo da fattori esterni (ad esempio allontanandolo da fonti di pericolo), sia applicare determinate tecniche di soccorso che limitano la possibilità che le sue stesse condizioni peggiorino (ad esempio, premere su una ferita per rallentare il sanguinamento);
favorire la riabilitazione, la quale comincia già mentre si sta attuando il soccorso.

L'addestramento al primo soccorso comprende anche l'insegnamento delle regole che permettono di prevenire le situazioni di pericolo fin dall'inizio e insegna le diverse fasi del soccorso.
Nell’occuparsi di un infortunato, la sua responsabilità comprende:
Valutare la situazione
Identificare il danno subito dall’infortunato e le sue lesioni
Prestare un immediato, appropriato e adeguato soccorso
Avvertire il soccorso qualificato e in ogni caso assicurare il trasporto dell’infortunato presso un ospedale, presso un medico o anche a casa sua, secondo la gravità delle sue condizioni.

Valutare rapidamente la situazione:
numero delle persone coinvolte (ricordare che alcune potrebbero essere incoscienti e quindi incapaci di attirare l’attenzione su di sé.
presenza d’eventuali / ulteriori pericoli e quindi necessità o meno di attivare altri soccorsi.
Protezione e salvataggio del ferito:
Provvedere alla sicurezza sul luogo dell’incidente.
Allontanare i curiosi o chi crea solo confusione.
Disporre in modo opportuno i veicoli, sistemare il triangolo e regolare il traffico.
Se il paziente è ancora in pericolo imminente e reale porlo in salvo, altrimenti attendere il soccorso professionale

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