Tempo nel tempo - tra pensiero e realtà tesina

Tesina di maturità per liceo scientifico sul tema del tempo. Argomenti tesina:

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  • 26-06-2015
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Introduzione Tempo nel tempo - tra pensiero e realtà tesina


Il lavoro svolto per la presente tesina di maturità parte dalle sensazioni. Sensazioni intese tuttavia non prettamente dal punto di vista fisiologico, ovvero come modificazioni del sistema neurologico causate dal contatto con l'ambiente tramite organi di senso, ma in un’accezione più impressionistica e romantica, legata alle emozioni, modificazioni psicofisiologiche causate da stimoli interni o esterni, naturali o appresi. Il porre particolare attenzione a questo tipo di “emozioni sensibili” è proprio della mia personalità, ed è per questo che ho scelto di basare il lavoro della mia tesina partendo da un elemento capace di scaturire in me, e in chiunque voglia visionare l’elaborato, una tale intensità di sensazioni; non importa poi se esse siano concordi o meno, ciò dipende dall’indole soggettiva, ma mi gratificherebbe sapere che attraverso semplici mezzi sono riuscito a suscitare qualcosa.
Perché dico che sono io a smuovere l’indole di chi prende visione del lavoro? Semplicemente perché, poiché ritengo che la tesina debba essere qualcosa di personale, ho deciso di far partire l’intero progetto da un elemento realizzato da me stesso in un’occasione completamente scollegata dall’esame di maturità e dal mio percorso scolastico. Proprio per lo stampo personale che ho sempre ritenuto dovesse essere proprio della tesina, all’inizio della sua progettazione, ho da subito pensato ad alcuni temi che potessero identificare direttamente me stesso in essa, l’autore nel lavoro. Avrei potuto affrontare tematiche ovvie, come l’acqua, ma così facendo sarebbe venuta a mancare la componente originale del lavoro (chi non si aspetterebbe una tesina sull’acqua da parte di un nuotatore?), oppure il romanticismo europeo, ma ciò non avrebbe avuto il carattere personale su cui credo debba essere basato questa tesina. L’occasione veramente determinante nella mia scelta finale è stata una visita alla mostra della National Geographic intitolata “Women of Vision”. Da quel momento ho iniziato a riflettere su come la potenza espressiva della fotografia potesse far scaturire un discorso complesso ed articolato. Ma quale delle foto della mostra avrei scelto? Tutte avevano ottimi potenziali (considerato anche il fatto che la National Geographic si occupa di divulgazione di temi caldi sia dal punto di vista scientifico e geografico che da quello socio-culturale), ma quale tra le “spose bambine” di Stephanie Sinclair, i “tetti verdi” di Diane Cook o le altre innumerevoli immagini che avevano un’immensa forza espressiva? Nessuna. La scelta finale non è ricaduta su nessuna di quelle fotografie, perfette tecnicamente, impressionanti visivamente. La scelta è stata una mia fotografia, uno scatto realizzato nell’estate del 2013, durante un viaggio turistico con la famiglia. Un fotografo alle prime armi, per quanto appassionato, non può competere con i fotografi professionisti della National Geographic, ma il rendermi conto che uno scatto amatoriale, in larga parte azzardato e sperimentale, sia -4- riuscito tale da destare una serie di emozioni mi ha confortato, e mi ha convinto a proporre questo scatto ad altri occhi.
Ed ecco dunque Piccadilly Circus in una notte estiva, intravista tra i passanti abituali ed i turisti occasionali. Una foto realizzata con tempi di esposizione lunghi, che hanno reso possibile renderla tale. Ciò che mi colpisce ogni volta che riguardo l’immagine sono i due turisti in piedi sul lato sinistro; essi non sono usciti mossi, sfuocati, non sono “scie” come tutti gli altri, perché durante i molti secondi necessari per lo scatto hanno deciso di rimanere fermi, fermi a guardare una cartina, fermi a leggere le informazioni storiche della famosa piazza londinese; hanno deciso di fermarsi un momento piuttosto che seguire la tormentata frenesia che caratterizza la società umana del terzo millennio, hanno deciso di far trascorrere il loro tempo senza essere loro a dover correre dietro ad un orologio. Il “tempo” pertanto. Ecco su cosa verterà la mia tesina di maturità. Un qualcosa di astratto e soggettivo, qualcosa di cui si è soliti dire che “ne abbiamo poco, e ne sprechiamo troppo”, qualcosa che passa e non ritorna. A detta dei fisici, la scansione del tempo in passato, presente e futuro, è imprecisa: il tempo non trascorre, semplicemente il tempo è. Eppure sono sicuro che tutti vivono il tempo come un flusso, non come una stasi. Non ho la pretesa di porre fine ad una discussione iniziata con i paradossi di Zenone nell’antica Grecia, e forse anche prima, e non ancora conclusa definitivamente; ma ho l’intenzione di analizzare questo tema avvincente.

Collegamenti

Tempo nel tempo - tra pensiero e realtà tesina


Filosofia -

Il tempo della vita di Bergson e la disputa con Einstein

Fisica -

La relatività ristretta einsteiniana

Storia dell'arte -

"La persistenza della memoria" di Dalì

Inglese -

Il flusso di coscienza in Joyce

Latino -

L'uso della vita in Seneca

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