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Moda

Abbigliamento femminile dalla fine del 1800 fino ai giorni nostri

  • Introduzione
  • Inglese Blue-Jeans
  • Francese Coco Chanel
  • Spagnolo Fashion Week Milano + Marquez
  • Arte Futurismo
  • Italiano D’Annunzio

Introduzione

La moda è un fenomeno sociale che consiste nell’affermarsi in un determinato momento storico e in una data area geografica e culturale di modelli, di gusto, di stile. In particolare è una tendenza nel campo dell’abbigliamento.

Il termine deriva dal latino modum, foggia, maniera; ha finito col disegnare, oltre al cambiamento dei costumi, anche l’industria tessile, in particolare la produzione elegante e costosa. Se si considera la mutabilità dell’abbigliamento si può notare un avvicinamento del vestito femminile con quello maschile.

Gli ultimi anni dell’Ottocento e i primi del Novecento sono un periodo di pace fra le varie potenze europee, in cui si cercano degli equilibri politici nuovi.

Prosegue il progresso scientifico, il quale porterà soluzioni a ogni problema umano; però questo progresso tecnico tende a “meccanizzare” gli uomini, soprattutto quelli delle classi subalterne, i quali erano costretti a lavorare duramente per poter uscire dalla loro condizione sociale.

Questo clima detto “decadente” si diffonde in tante nazioni europee: Art Nouveau in Francia, Modern Style in Inghilterra, Modernismo in Spagna, Jugendstil in Germania, Sezessionstil in Austria, Liberty o Floreale in Italia.

Questo movimento aveva delle caratteristiche molto importanti: voleva rendere esteticamente validi quegli oggetti di uso comune che erano diffusi grazie allo sviluppo delle industrie; nasce anche la produzione in serie, ogni prodotto, dalla carta da parati alla stoffa, dall’orologio al vaso, dalla lampada alla spazzola per capelli…, era disponibile su vasta scala in stile Art Nouveau.

Quindi nel campo tessile abbiamo la produzione di nuovi indumenti di stile floreale e si può notare il grande cambiamento dell’abbigliamento femminile tra la fine del XIX secolo e l’inizio del successivo.

Nel periodo umbertino (1879-1900) gli indumenti cominciarono a prendere nuove forme; nel campo femminile in particolare vengono creati abiti diversi a seconda dell’occasione: da cerimonia, spesso molto accollati e con lunghi strascichi, da ballo, che potevano avere delle scollature fino sopra alle spalle e parte del petto che per la prima volta mettono in risalto il corpo femminile, per il pomeriggio, in cui erano molto utilizzati il cappello e il foulard, per la campagna, da viaggio, dove il nuovo elemento è il colletto alla “marinara”, per lo sport o da spiaggia.

Proprio il tailleur trionferà alla fine del secolo introducendo nell’eleganza femminile un qualcosa di severo ma semplice del vestito maschile. Il termine significa proprio “abito fatto da un sarto”, quindi si esige una confezione maschile per poter realizzare questo tipo di abbigliamento; inoltre indicava anche una maggiore emancipazione della donna, la quale cominciava a conquistarsi un ruolo un po’ più importante nella società.

Nei primi del ’900 quindi spariscono i bustini e nascono dei vestiti che mettono in risalto il corpo della donna, quindi anche l’anatomia femminile. Questa tipologia di abbigliamento prende spunto dai korai greci, vestiti eleganti lunghi a pieghe che mettevano bene in risalto le curve della perfetta donna greca.

Blue-jeans

Nel 1500 a Genova nasce la storia del tessuto che ha accompagnato l’evoluzione dei jeans. Infatti proprio questo nome arriva da “blue de Genes”, da qui poi blue-jeans, che indicava un particolare tessuto utilizzato dai marinai di Genova per coprire delle merci sulle navi a vele. Era adatto ai lunghi viaggi perché era molto resistente alle intemperie.

Questo tessuto veniva fabbricato in una città francese, Nimes, da qui poi la parola denim (de Nimes). Secondo altre versioni i pratici e resistenti “calzoni da lavoro” erano fatti, in tempi remoti, proprio con questa tela di Nimes di color indaco ed erano indossati dai marinai genovesi.

Dal 1850 i jeans sono utilizzati, non più come tessuto in sé, ma come pantaloni per i lavoratori.

Infatti a San Francisco Levi Strauss, un giovane commerciante emigrato dalla Baviera, lancia un modello di pantaloni, resistenti, con cinque tasche, per i cercatori d’oro.

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Sintesi
tesina di maturità che descrive la moda

Sintesi tesina sulla moda

La seguente tesina sulla moda ha come obiettivo quello di analizzare il tema della moda, seguendo un percorso multidisciplinare. La moda si afferma in un dato momento storico e in un dato luogo geografico; essa si afferma con il gusto e con lo stile in particolare nel campo dell'abbigliamento. Un capo d'abbigliamento conosciuto è senza ombra di dubbio il blue-jeans, nato a Genova nel 1500 e realizzato con un tessuto che veniva usato in particolare modo dai marinai di Genova. Per la copertura delle merci sulle navi a vela. I lavoratori utilizzavano i jeans per svolgere il loro mestiere, poi iniziarono a diventare una moda, diventando uno dei capi d'abbigliamento dello stilista americano Levi Strauss. Il vero emblema della moda era rappresentato da Coco Chanel, una giovane donna che dopo aver perso entrambi i genitori iniziò la sua carriera, cucendo cappelli e riuscendo ad aprire due negozi a Parigi e a Deauville. La celebre stilista creò anche una sua linea che comprendeva la creazione di borse, accessori, scarpe, cinture, sciarpe e bigiotterie che riprendevano il modello dei gioielli costosi. La sua per l'epoca fu una moda rivoluzionaria e che dava maggiore importanza alla donna che riscopriva la sua femminilità.

La tesina mostra come nel 2009 invece si tenne il "Fashion Week di Milano" durante il quale vari stilisti iniziarono a dialogare con dodici intellettuali spagnoli; quindi durante questo evento la moda incontra la letteratura. Infatti, nel corso di questo evento è come se le parole prendessero vita attraverso gli abiti, percependo quindi la moda come se fosse una "seconda pelle". Tra gli intellettuali che parteciparono a questa sfilata di moda vi fu anche Gabriel Garcia Marquez, con l'intento di dialogare con gli stilisti lì presenti. Sul piano artistico si affermò invece il futurismo, che intendeva rompere con il passato, credendo nel futuro. Il connubio tra arte e moda è ben delineato attraverso il “Manifesto della moda femminile futurista”, che affermava che gli abiti dovessero essere accessibili a tutti e realizzati con stoffe meno costose, le quali soffocassero meno il corpo e che permettessero una certa libertà di movimento. I colori per i futuristi sarebbero dovuti essere vivaci e non più scuri.

Infine anche l'artista Gabriele D'Annunzio, nelle sue opere letterarie, si fece interprete della moda dell'epoca vestendo le donne con toelette dell'epoca. I vestiti dell'epoca erano eleganti ed erano utilizzati sia in occasione di eventi, come quelli teatrali sia in occasioni di vita quotidiana.

Collegamenti

Tesina sulla moda

  • Inglese: I Blue-Jeans.
  • Francese: Coco Chanel.
  • Spagnolo: Fashion Week Milano e Marquez.
  • Storia dell'arte: Il futurismo.
  • Italiano: D’Annunzio.

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