Estratto del documento

Belinda Spina 5 A i.g.

“La moda è ciò che uno indossa. Ciò che è fuori moda è ciò che indossano gli altri.” O.W.

L’estetismo

1

L’estetismo è una tendenza artistica ed esistenziale sviluppatasi all’interno del clima decadente. Si tratta di una “religione della bellezza” che, come dice Théophile Gautier, vuole “l’arte per l’arte”. In altre parole, si compie un’esaltazione dell’arte come valore sommo e al di fuori da fini politici, spirituali e morali.

L’estetismo afferma la corrispondenza tra arte e vita: anche la biografia deve essere esteticamente rilevante e deve contrapporsi alla mediocrità borghese. L’esteta cerca la raffinatezza, l’eroismo, la gloria e un ideale supremo di bellezza (insolita, preziosa, perversa e sensuale). L’artista si pone quindi l’obiettivo di ricercare e conseguire il bello e il sublime in qualunque modo; e se, impegnato in questa missione edonistica, si trova a dover agire immoralmente, lo fa senza curarsene perché egli non conosce distinzione tra bene e male.

L’estetismo e la rottura con la società

2

L’estetismo comincia con l’esaltazione romantica dell’artista e si completa con la rottura che egli opera verso la società e la cultura, isolandosi dal contesto. Per i decadenti solo l’artista è capace di vera conoscenza e questo può avvenire non rispettando i valori della morale comune (ad esempio: bene o male, giusto o ingiusto), ma attraverso il culto del bello: cioè di tutto ciò che è bello e raffinato; pertanto, per i decadenti, gli esteti sanno, sono quei pochi privilegiati che fanno della propria vita un’opera d’arte.

Gli esteti manifestano “devozione alla bellezza e all’arte” e ritengono fondamentali e primari i valori estetici, svalutando tutti gli altri, soprattutto quelli morali. Una vita da esteta chiede di essere vissuta alla ricerca della bellezza, del sublime e del capolavoro e viene indirizzata verso ogni esperienza estrema, intellettuale, morale e fisica. Infatti, come scriveva Oscar Wilde nella prefazione al suo romanzo Il ritratto di Dorian Gray: “Il vizio e la virtù sono per l’artista materiali di un’arte”.

È per questo che l’artista si sente autorizzato a ricercare piaceri sempre più raffinati e rari facendo ricorso anche all’uso di alcool e droghe, e assecondando perfino tendenze sado-masochiste, considerate dalla società immorali.

La vita come piacere e come bellezza

3

Esistono due forme diverse di intendere l’estetismo: la vita come piacere e la vita come bellezza. L’esteta tende a circondarsi solo da arte e bellezza, e a distaccarsi dalla vita comune, dai ceti inferiori, e dalla volgarità di una società ormai principalmente materialista.

Il piacere, la giovinezza, la potenza, la nobiltà vengono riscoperte come valori assoluti, da ammirare nel loro aspetto transitorio ma intensissimo: il dramma dell’esteta sta nell’invecchiare. Per lui è una grande sconfitta esistenziale; infatti ha la triste consapevolezza che la bellezza e la gioventù sono delle virtù transitorie destinate ad avere una fine. Per questo motivo l’estetismo evidenzia un continuo invito a godere della giovinezza fuggente. Questo dramma lo troviamo nel capolavoro di Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray.

La figura dell’esteta

4

L’artista che incarna i canoni dell’estetismo, sentendosi sradicato dalla società in cui vive e dai valori che la reggono (profitto e guadagno) a causa di un diffuso senso di insoddisfazione, stanchezza e sfiducia nell’agire dell’uomo, è alla costante ricerca d’evasione dal mondo borghese, sentito come ristretto e mediocre.

Nasce così la fuga verso un mondo raffinato ed insolito, prezioso e un po’ malato (rispetto ai canoni borghesi). È l’atteggiamento che si definisce normalmente: estetismo (che vuol diventare un modello comportamentale oltre che artistico in cui arte e vita si fondono).

L’esteta, sia come uomo che come letterato, è una figura molto complessa e molto intrigante. Lo scrittore esteta cerca con ogni mezzo di suscitare nel lettore emozioni rare, forti e sconvolgenti. La letteratura si distingue soprattutto in base alla forma: nella poesia, la parola ha la funzione di eccitare l’animo del lettore, di accarezzare l’orecchio con la sua musicalità e di comunicare immagini attraverso il suono.

Il poeta non scrive per la massa ma si rivolge a pochi eletti (aristocratici colti e raffinati) capaci di decodificare il messaggio. Il linguaggio dell’esteta è complesso e spesso difficile da capire; ricorrono nei testi diverse figure retoriche come l’analogia, la metafora o la sinestesia.

Il piacere estetico e sensuale

5

L’artista che vuole raggiungere e identificarsi con il bello deve essere brillante e fuori dal comune; è convinto che il senso della vita non stia nella realtà, ma nell’immaginarla: per lui il sogno è più bello di qualsiasi realtà mediocre e banale.

Da questa convinzione nasce la continua ricerca del piacere e la convinzione dell’esteta che la sua salvezza risieda proprio nei vizi. Per questo motivo non disdegna l’uso di stupefacenti e alcoolici ed è convinto che, pur essendo dei vizi, l’alcool e l’oppio esistano per ragioni estetiche.

Per l’esteta il piacere estetico e quello sensuale sono la realizzazione dell’uomo, ma pochi individui privilegiati sono capaci di realizzarsi in questo senso. La realizzazione di per sé, per l’esteta, è essere sublime sempre.

L’esteta non è colui che gode semplicemente delle situazioni della vita, ma chi è alla continua ricerca di sensazioni ed esperienze nuove. Egli s’innamora di tutto ciò che passa e non dura nel tempo (ad esempio la sua bellezza e la sua giovinezza).

Esistono due forme diverse di intendere l’estetismo: la vita come piacere e la vita come bellezza. Alla bellezza, per essere tale, è necessario il vizio, il ripugnante, l’orrido. Amare la vita significa renderla unica, perfetta, sovrumana, fino all’esasperazione delle perversioni sadiche che procurano l’estremo e crudele piacere.

La donna è spesso presente nei pensieri dell’esteta, ma essa il più delle volte non è altro che una cavia per degli esperimenti, una fonte di piacere e di sensazioni straordinarie. Una volta che la sua bellezza è sfiorita, o ha perduto qualcosa, verrà sostituita da un’altra donna più giovane, più bella e che possa offrire sensazioni e piaceri nuovi e diversi.

Un esteta non parla mai di matrimonio e non lo accetta perché è antiestetico ed è un impegno che uccide la bellezza e il piacere. All’esteta interessa il preambolo del rapporto: la seduzione. Egli ama vedersi in azione: è un libertino freddo e calcolatore che sacrifica la sua vita alla bellezza.

Anteprima
Vedrai una selezione di 11 pagine su 48
Moda di tutti, lo stile di tanti, la classe di pochi Pag. 1 Moda di tutti, lo stile di tanti, la classe di pochi Pag. 2
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Moda di tutti, lo stile di tanti, la classe di pochi Pag. 6
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Moda di tutti, lo stile di tanti, la classe di pochi Pag. 11
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Moda di tutti, lo stile di tanti, la classe di pochi Pag. 16
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Moda di tutti, lo stile di tanti, la classe di pochi Pag. 21
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Moda di tutti, lo stile di tanti, la classe di pochi Pag. 26
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Moda di tutti, lo stile di tanti, la classe di pochi Pag. 31
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Moda di tutti, lo stile di tanti, la classe di pochi Pag. 36
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Moda di tutti, lo stile di tanti, la classe di pochi Pag. 41
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Moda di tutti, lo stile di tanti, la classe di pochi Pag. 46
1 su 48
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi