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La moda: mutamento periodico di stile sociale

Silvia Sala

Tesina di Maturità 2015

Liceo Classico G. Galilei

Tesina di maturità! 1

Introduzione

La parola moda conserva la sua radice latina "modus", cioè modo, foggia, ma anche giusta misura.

Proprio perché da una parte la moda riguarda lo stile, il modo di apparire, l'espressione simbolica, che si trasmette attraverso il proprio corpo e dall'altra si adegua alla società e a tutto ciò che è moderno, apparendo giusta e consona all'attualità. Ma il termine deriva precisamente dal francese mode, vocabolo comparso per la prima volta nel 1482, per indicare un tipo di abbigliamento.

In Italia il termine moda arriva nel '600 assumendo quel carattere di «fugacità, variabilità e novità», anche se riservata ancora esclusivamente alle classi alte, capaci di personalizzarla.

Però è nella metà dell'800 con l'avvento del ceto medio e l'ampliarsi della richiesta da parte della borghesia e dell'offerta attraverso la nascita dei grandi magazzini e delle riviste di moda, che il termine moda assume il significato di entusiasmo collettivo e passeggero per un tipo di abiti, di modello, di accessorio.

Forse come nessun altro ambiente o settore, in effetti, la moda nell'abbigliamento si evolve alla velocità della luce, come diceva infatti la mitica Coco Chanel «La moda passa ma lo stile resta».

Nello stesso tempo la moda continua ad essere oggetto di definizione e luoghi comuni che ne offrono un'immagine spesso stereotipata e distorta: per molti equivale al lusso ed è solo uno sfizio per ricche signore, per altri non è che un business o una gigantesca operazione di marketing, per altri ancora è la forma d'arte più compiuta nel mondo contemporaneo, e per i più, forse, è solamente un modo di abbigliarsi.

In verità moda non vuol dire semplicemente vestiti. O almeno, non solo quello. I vestiti sono abbigliamento: stracci senza vita. La moda è molto di più: vestimento e comportamento, modo e maniera, estetica e cultura, arte e commercio.

Fin dalla preistoria il vestito aveva un fine pratico di coprire e difendere il corpo e di assicurare pudore, ma successivamente con il progressivo cambiamento della società e l'emergere di nuovi ceti sociali, l'abito assume il ruolo anche di abbellimento e ornamento del corpo, segno di appartenenza, di messaggio e ruolo individuale.

Il fenomeno moda nella società*

Come sostiene il filosofo G. Simmel la società è caratterizzata da un dualismo:

la storia si svolge nella lotta, nel compromesso, nelle conciliazioni fra la fusione con il gruppo e il distinguersene individualmente.

Infatti il filosofo afferma che «La vita tende all'uguaglianza ma al contempo al cambiamento», proprio perché la società mira a formare una collettività in virtù dell'eguaglianza, ma nel medesimo tempo tende a individualizzare il singolo poiché questi ha bisogno di distinguersi, proponendogli un cambiamento.

Questi contrasti sono rappresentati, in parte, dalla tendenza di un individuo all'imitazione, che Simmel descrive come corrispondente «a una delle tendenze fondamentali della nostra natura, a quella che si esprime fondendo il singolo nell'universale, che accentua l'elemento stabile nel cambiamento».

Con l'imitazione l'individuo acquista più sicurezza, mostrandosi esonerato dalla scelta. La moda è imitazione di un dato modello, soddisfa sia il bisogno di un appoggio sociale, sia il bisogno di diversità, di distinzione dalla "massa".

Questo è possibile sia perché la moda cambia il contenuto in modo individuale, sia perché la moda «è un prodotto della divisione di classe», e la moda della classe elevata si distingue da quella inferiore.

Inoltre Simmel aggiunge che una volta creata una nuova moda questa appartiene alle classi sociali superiori. Ma poiché le classi inferiori aspirano ad appropriarsene, una volta rotta la differenza e raggiunta quella moda le classi superiori si volgono ad un'altra nuova moda. E così via.

Dunque ciò che permette alla moda di sopravvivere sono due tendenze sociali: una il bisogno di coesione (all'interno delle classi sociali), l'altra il bisogno di differenziazione (da una classe sociale all'altra).

Se una di queste viene meno, la moda cessa di vivere. Questo spiega il motivo per cui nelle società primitive la moda non esiste, così come anche nei ceti sociali inferiori perché più comunistiche ma anche perché rafforzano le differenze esistenti in modo più rigido e definitivo.

Altro aspetto caratteristico della moda è che non appena si è completamente diffusa, cioè quando tutti fanno ciò che in origine facevano solo alcuni, come avviene per alcuni elementi dell'abbigliamento, non la si definisce più moda.

«Ogni crescita la conduce alla morte perché elimina le diversità». Questa caratteristica della moda contribuisce a far aumentare il suo fascino: confini di inizio e fine sono contemporanei, così come novità e caducità.

È contemporaneamente essere e non essere, è uno spartiacque tra passato e futuro, e voce del presente. Infatti la moda è accentuazione del presente e conseguentemente accentuazione del cambiamento.

Come abbiamo detto precedentemente, la moda è il campo in cui l'individuo ha un sostegno, ma nel contempo lo stesso individuo vuole ottenere una distinzione e attenzione.

Ripetere le stesse cose dà ad ognuno una sensazione di elevazione sulla massa, poiché la moda è anche individualizzazione.

Simmel qui fornisce due esempi esplicativi: il maniaco della moda che segue ciò che "va di moda" fino ad andare oltre misura: «se sono di moda le scarpe a punta, le sue hanno punte da lancia», presenta così una caratteristica individuale nella totalità e unità della moda.

Il secondo esempio invece è l'anticonformista, ossia chi non vuole volutamente seguire la moda, facendo ciò raggiunge l'individualizzazione non mediante una propria qualità individuale, come il maniaco della moda, ma con la negazione dell'esempio sociale:

Infatti non essere alla moda intenzionalmente significa la stessa imitazione ma con segno opposto, quindi ognuno di noi è dipendente dalle tendenze sociali in senso positivo o negativo.

Tesina di maturità! 3

Vestirsi fuori moda può diventare di moda in intere cerchie di una società estesa: la rottura delle convenzioni operata dal mutare delle mode del resto non è mai profonda e radicale, non possiede la pericolosità potenziale propria di rotture culturali violente in altri settori.

Spesso, anzi, gli stili espressivi che contengono una forma esplicita di opposizione e di protesta vengono neutralizzati e privati di ogni forza di ribellione attraverso la loro pronta trasformazione in mode, in stili da sfruttare commercialmente.

Così lo stile punk, partito per essere trasgressivo, provocatorio e violentemente anticonvenzionale, diventa moda fatta di capi di pelle nera, borchie, piercing e scarponi ‘cattivi’ (anfibi).

La moda e le donne

In generale le donne dipendono particolarmente dalla moda. Nel corso della storia le donne hanno sempre avuto una posizione debole nella società.

Per le donne, escluse da molti settori della vita sociale e prive di possibilità di autorealizzazione, la moda avrebbe una funzione di compensazione per tale esclusione.

Nel corso del XIV e del XV secolo, per esempio, in Germania si crearono condizioni che favorirono l'iniziativa imprenditoriale, riservata però solo al sesso maschile.

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Sintesi

Introduzione Moda, mutamento periodico - Tesina

La seguente tesina di maturità affronta il tema della Moda.

La parola 'moda' conserva la sua radice latina "modus", cioè modo, foggia, ma anche giusta misura.

Proprio perché da una parte la Moda riguarda lo stile, il modo di apparire, l'espressione simbolica, che si trasmette attraverso il proprio corpo e dall'altra si adegua alla società e a tutto ciò che è moderno, apparendo giusta e consona all'attualità. Ma il termine deriva precisamente dal francese mode, vocabolo comparso per la prima volta nel 1482, per indicare un tipo di abbigliamento. In Italia il termine Moda arriva nel '600 assumendo quel carattere di «fugacità, variabilità e novità», anche se riservata ancora esclusivamente alle classi alte, capaci di personalizzarla. Però è nella metà dell'800 con l'avvento del ceto medio e l'ampliarsi della richiesta da parte della borghesia e dell'offerta attraverso la nascita dei grandi magazzini e delle riviste di moda, che il termine moda assume il significato di entusiasmo collettivo e passeggero per un tipo di abiti, di modello, di accessorio.

Collegamenti

Moda, mutamento periodico - Tesina

  • Filosofia - La Moda di G Simmel e moda come eterno ritorno di Laver
  • Italiano - Encyclopédie di Diderot e d'Alambert
  • Scienze - fibre tessili (Cellulosa)
  • Storia - antico regime, rivoluzione francese età imperiale, Restaurazione, Belle Epoque, Fascismo, industrializzazione
  • Storia dell'arte - raffigurazioni di abiti dal '700 al '900
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