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22/6/2011

I cassetti del Surrealismo

A “ ”

ESINA Analisi del Surrealismo in campo Moda | Sabrina Claire Maria Trickey

Indice

  • Salvador Dalì 2
  • Il simbolismo 3
  • La collaborazione di Dalì 4
  • Posizione politica e personalità 5
  • Opere 6
  • La bomba atomica 8
  • Elsa Schiapparelli 10
  • Sconvolgente Elsa
  • Shocking Elsa Schiaparelli 12
  • Her 12 Commandments for Women
  • Le Shocking 13
  • Her Fashion Innovations
  • La produzione industriale 15
  • Cosa c’è in fondo alla passerella?
  • I nuovi profili professionali 16
  • Le figure più richieste nella vendita
  • Figurini
  • Tuta Venere di Milo 17
  • Abito con fiocco 18
  • Abito Aragosta 19

I “cassetti” del Surrealismo Pag. 1

Salvador Dalì

Salvador Dalì nato a Figueras, Spagna, l' 11 maggio 1904, è stato pittore, scultore, cineasta e

designer sperimentando ogni ambito artistico e collaborando con artisti di ogni tipo.

Dalì è maggiormente conosciuto per le immagini suggestive e bizzarre delle sue opere surrealiste e

che, in alcuni casi, ha catturato l’attenzione del pubblico più

anche per il suo carattere stravagante

delle sue opere. La sua opera più famosa è “La persistenza della memoria” del 1931.

All'età di 5 anni la madre lo conduce sulla tomba del fratello e gli dice che lui è la sua

reincarnazione, affermazione di cui egli finisce per convincersi: crede infatti che il fratello sia la

prima versione di sé, ma concepito in termini assoluti.

Dalì frequenta una scuola d'arte e la sua prima vera esposizione si tiene nel 1919 al teatro

municipale di Figueras.

Nel 1922 va a vivere nella Residencia de Estudiantes di Madrid e studia all'Academia de San

Fernando (Accademia di belle arti). Attira già interesse su di sé con i suoi modi da eccentrico dandy,

porta i capelli e le basette lunghe, e si veste con giacche, calze lunghe e calzoni alla zuava come gli

esteti britannici della fine del XIX secolo.

Dalí si accosta anche al movimento dadaista, che continuerà ad influenzare il suo lavoro per tutta la

vita.

Nel 1926 viene espulso dall'accademia, poco prima di sostenere gli esami finali, poiché afferma che

nessuno in quell'istituto è abbastanza competente per sottoporre ad esame uno come lui. La sua

come si può vedere nel “Cesto di

maestria nella pittura è già evidente: notevole il suo realismo,

pane”, dipinto in quello stesso anno. Sempre in quell'anno visita per la prima volta Parigi, dove

incontra Pablo Picasso, che lui ammira profondamente. Picasso ha già sentito parlare molto bene di

Dalí da Joan Miró. Negli anni successivi, mentre sviluppa un proprio stile, Dalí realizza diverse

opere fortemente influenzate dall'arte di Picasso e di Miró.

Si serve sia di tecniche classiche che moderne, talvolta impiegandole in opere separate, altre volte

usandole tutte nello stesso dipinto. A Barcellona le esposizioni delle sue opere attraggono molta

attenzione e i critici si dividono tra quelli entusiasti e quelli che invece rimangono perplessi.

Dalí si fa crescere dei vistosi baffi, simili a quelli del grande maestro del Seicento spagnolo Diego

I “cassetti” del Surrealismo Pag. 2

Velázquez. I baffi finiranno per diventare un tratto inconfondibile e caratteristico del suo aspetto per

il resto della vita.

Dopo varie sperimentazioni di correnti artistiche si unisce ufficialmente al gruppo dei surrealisti del

quartiere parigino di Montparnasse. Sono già due anni che il suo lavoro è pesantemente influenzato

dal movimento surrealista i cui esponenti apprezzano molto quello che Dalí definisce il suo metodo

“paranoico-critico” per esplorare il subconscio e raggiungere un maggior livello di creatività

artistica.

Dalí viene presentato negli Stati Uniti nel 1934 dal mercante d'arte Julian Levy. La sua esposizione

di New York, che include “La persistenza della memoria”, crea subito scalpore e suscita interesse.

L’artista si

L'alta società lo accoglie organizzando uno speciale “Ballo in onore di Dalí”. presenta

portando sul petto una scatola di vetro che contiene un reggiseno.

Molte opere di Dalì si basano su illusioni ottiche ed egli è tra i primi artisti a servirsi dell'olografia,

una tecnica ottica che fa risultare l'immagine tridimensionale. Nei suoi ultimi anni, giovani artisti

come Andy Warhol definiscono Dalí una delle più importanti figure che hanno influenzato la Pop

art.

Il simbolismo

Nel suo lavoro Dalí si è ampiamente servito del simbolismo. Ad esempio, il simbolo caratteristico

degli “orologi flosci” apparso per la prima volta in “La persistenza della memoria” si riferisce alla

teoria di Einstein che il tempo è relativo e non qualcosa di fisso. L'idea di servirsi degli orologi in

questo modo venne a Dalí mentre in una calda giornata d'agosto osservò un pezzo di formaggio che

si scioglieva e gocciolava. “Sogno causato dal volo di un'ape intorno a una

“Elefante della minerva” di Gian Lorenzo Bernini melagrana un attimo prima del risveglio” di

Salvador Dalì

I “cassetti” del Surrealismo Pag. 3

Quella dell'elefante è un'altra delle immagini ricorrenti nelle opere di Dalí. Comparve per la prima

volta nell'opera del 1944 “Sogno causato dal volo di un'ape intorno a una melagrana un attimo prima

del risveglio”. L'elefante, ispirato al piedistallo di una scultura di Gian Lorenzo Bernini che si trova

a Roma e rappresenta un elefante che trasporta un antico obelisco, viene ritratto con le “lunghe

gambe del desiderio, con molte giunture e quasi invisibili e con un obelisco sulla schiena.

Grazie all'incongrua associazione con le zampe sottili e fragili, questi goffi animali, noti anche per

essere un tipico simbolo fallico, creano un senso di irrealtà. “L'elefante rappresenta la distorsione

dello spazio” ha spiegato una volta Dalí, “le zampe lunghe ed esili contrastano l'idea dell'assenza di

peso con la struttura”. L'uovo è un'altra delle immagini tipiche di cui si serviva Dalí. All'uovo egli

associa il periodo prenatale e lo usa per simboleggiare la speranza e l'amore; l'uovo compare ad

esempio ne “Il grande masturbatore” 1929 e ne “La metamorfosi di Narciso” 1936-1937. Nelle sue

opere compaiono inoltre varie specie animali: le formiche rappresentano la morte, la decadenza e

uno smisurato desiderio sessuale; la chiocciola è in stretta connessione con la testa umana, mentre le

locuste sono per lui un simbolo di distruzione e paura.

Le collaborazioni di Dalì

Dalí fu attivo anche nel mondo della moda, è nota la sua collaborazione con la stilista italiana Elsa

Schiaparelli che lo ingaggiò per realizzare un abito bianco sul quale era raffigurata a stampa

un'aragosta. Tra gli altri modelli che Dalí fece su sua commissione si ricordano un cappello a forma

di scarpa ed una cintura rosa con la fibbia a forma di labbra. Egli curò anche il design di alcuni

tessuti e bottiglie di profumo.

“Abito Aragosta” “Cappello a scarpa” “Telefono aragosta”

di Elsa Schiaparelli di Elsa Schiaparelli Salvador Dalì.

in collaborazione Dalì. in collaborazione Dalì.

I “cassetti” del Surrealismo Pag. 4

Posizione politica e personalità

La posizione politica di Salvador Dalí ha ricoperto un ruolo significativo nella sua affermazione

come artista. È stato identificato come un sostenitore ideologico del regime autoritario di Francisco

Franco. In ogni caso è certo che Dalí non fu mai un antisemita e fu amico del celebre architetto e

designer Paul László, che era di origine ebrea. Manifestò anche una profonda ammirazione nei

confronti di Freud (quando ebbe modo di incontrarlo) e di Einstein, entrambi ebrei, e tutto questo

può essere verificato nei suoi scritti.

Dopo il ritorno in Catalogna alla fine della guerra, Dalí si avvicinò al regime di Franco. Fece alcune

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Sintesi

Materie e argomenti

  • Storia dell'arte: Salvador Dalì
  • Storia: la bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki
  • Storia del costume: Elsa Schiaparelli
  • Inglese: i dodici comandamenti di Elsa Schiaparelli
  • Modellistica: la produzione industriale
  • Disegno: la mini collezione ispirata al surrealismo
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