I “COLORI” DELL’INFANZIA
Federica Dimarco
Tesina Esame di Stato – 2008
Filosofia:
- Sessualità infantile(Freud)
-Complesso di Edipo(Freud)
Letteratura inglese:
-Sfruttamento infantile in età Vittoriana
-“Oliver Twist” (Dickens)
Storia:
-Il Fascismo e la sua influenza sui giovani con l’uso delle associazioni
Latino:
-Quintiliano “Istitutio Oratoria”
Letteratura italiana:
-Pascoli “la poetica del fanciullino”
Storia dell’arte:
-Kandinskij “Primo acquarello astratto”
Introduzione:
L'infanzia è un periodo della vita di un individuo compreso tra la
nascita,che è il momento dell'entrata in vita di un essere,e la
pubertà,ovvero il periodo di cambiamenti fisici attraverso i quali il corpo di
un bambino diviene un corpo adulto capace di riprodurre.
Etimologicamente il termine "infanzia" deriva dal latino che significa
infans
e quindi per estensione assume il significato di
muto,che non può parlare
bambino che non può parlare.
Nel periodo dell'infanzia,purtroppo,esistono numerose fonti di
rischio per il corretto sviluppo del bambino. In questo
periodo,infatti,si generano la maggior parte delle condizioni
che determineranno la corretta formazione di un individuo
sano. A titolo di esempio,nel periodo dell'infanzia si può sviluppare
una serie di problematiche relative al non corretto sviluppo
psicosessuale,come illustrato dal padre della psicoanalisi Sigmund
Freud.
Tendenzialmente si afferma che la sessualità è un fatto che riguarda solo
gli adulti perché è legata solo agli organi genitali. Freud mette in
discussione questo e dice che può esserci sessualità anche senza
genitalità. Infatti la sessualità non coincide con la genitalità dicendo che
anche nel bambino vi è la sessualità legata ad altre parti erogene che
sono,per esempio,la bocca e gli sfinteri. Attraverso la bocca,infatti,si ha la
possibilità di soddisfare il bisogno di cibo. Nella fase anale,invece,vi è il
momento in cui si arriva al controllo degli sfinteri.Superata la fase
anale,poi,si arriva all’età della pubertà,in cui la sessualità è legata agli
organi genitali. Freud dice che c’è un momento della vita degli individui in
cui c’è interesse nei confronti del genitore del sesso opposto;Freud però
afferma che questo atteggiamento è ambiguo,perché da una parte c’è
ostilità,ma dall’altra l’individuo tende ad assimilare i comportamenti del
genitore dello stesso sesso. Interpreta tutto questo come il “complesso di
Edipo”,e dice che và superato perché,se ciò non accade,si alimentano
tensioni e conflitti che esploderanno in maniera diversa in età adulta.
L'infanzia è una fase della vita spesso denominata "età dell'oro" o "paradiso
perduto" per indicare la beatitudine, l'armonia e la pace che la
caratterizzano. I mass media, la televisione e la pubblicità costituiscono e
diffondono immagini di bambini sempre sani, belli e gioiosi. Ma l'età
infantile è davvero per tutti uno stato di felicità naturale? La visione di
un'infanzia come paradiso perduto è realistica oppure si tratta di
un'illusione? L'immagine dell'infanzia come età dell'oro può essere
mantenuta solo se si è volutamente ciechi verso tutte le crudeltà che molti
bambini di oggi e di ieri hanno dovuto subire: l’abbandono e lo sfruttamento
sono alcune di queste. Lo sfruttamento dei bambini si sviluppò soprattutto a
partire dalla rivoluzione industriale la quale permise agli imprenditori di
assumere minori pagandoli meno di quanto spettasse loro.
As we can see in Victorian Age,where the childreen were
exploited in the workhouse where they worked. This can be seen
in a Dickens’s work: Oliver Twist. The protagonist of this novel is
a poor boy of unknown parents;he is brought up in a workhouse
where he worked. He is later sold and met a nasty gang of
young pickpoket that try to exploit him. His life changes in the last of novel
when he met a middle-class family which are affection and attention toward
him. Investigations are made about who the boy is and it discovered he has
noble origins. So,at the end,there is the retribution of good and the
punishment of male. The protagonist is a child because Dickens follows the
theory of workhouse: he thinks that laziness lend poor so the workhouse
had to give a relief to the poor because gives work but in the workhouse the
situation is the opposite,in fact the childreen were exploited,the family are
separated and there were unhuman conditions. So the workhouse didn’t
give relief to the poor but a further misery.
Anche il fascismo tende allo sfruttamento più sfrenato delle
masse,tra queste vi troviamo la classe giovanile. Infatti,dopo la
marcia su Roma, nel 1922, il nascente regime mussoliniano si
pose l’obiettivo di imporre il pensiero fascista sulla società, a
partire dai più giovani: nel 1926 Mussolini diede a Renato Ricci
(sottosegretario all'educazione) il compito di "riorganizzare la gioventù dal
punto di vista morale e fisico". Cosi per “forgiare” la gioventù italiana
secondo i comandamenti fascisti fu fondata l’ONB(Operazione Nazionale
Balilla): un’organizzazione che comprendeva i Balilla,cioè maschi dagli 8
agli 11 anni,i Balilla Moschettieri(dai 12 ai 13 anni),gli Avanguardisti(dai 14
ai 15 anni),gli Avanguardisti Moschettieri(dai 16 ai 17 anni). Le femmine
diventavano Piccole Italiane(dagli 8 ai 14 anni) e Giovani Italiane(dai 15 ai
17 anni). I bambini e le bambine dai 6 agli 8 anni invece denominati Figli
della Lupa. Per i giovani dai 18 ai 21 anni furono istituiti i Fasci Giovanili ke
dipendevano direttamente dal partito. Queste organizzazioni reclutavano
giovani per costituire dei gruppi combattenti, armati di manganelli, che
indossavano una “camicia nera” e avevano come distintivo il “fascio littorio”.
Il primo fine di tali squadre fu di disperdere le organizzazioni sindacali e di
mettere a tacere gli esponenti dei partiti di sinistra, nell’intento di creare nel
Paese una “propria disciplina” e di impedire qualsiasi legittima evoluzione
sociale. Tale disciplina veniva inculcata in questi giovani fin dalla tenera età
mediante un processo di inquadramento ad un determinato modus
operandi al fine di raggiungere una forma mentis adeguata al pensiero
politico che portavano avanti con fervore.
Anche il famoso autore latino Quintiliano sosteneva nella sua
opera la “istitutio oratoria”, un processo simile a quello dei
fasci,che prevedeva che sin dalla più giovane età venisse
propinata la suddetta “educazione dell’oratore”; non si parla,
infatti, di “istrutio oratoria”, ossia l’insegnamento che veniva
impartito nelle scuole superiori, periodo nel quale la prima formazione
culturale e didattica era già stata affrontata, ma di un insegnamento più
radicato nel giovane. L’opera è costituita da 12 libri: il libro I è dedicato
all’istruzione elementare e contiene un completo corso di grammatica; il
libro II è un’introduzione alla scuola di retorica,con particolare attenzione ai
doveri del maestro e al metodo d’insegnamento; nel libro III troviamo i tre
generi oratori: celebrativo(conferenza),deliberativo(comizio) e
giudiziario(l’arringa).Nei libri seguenti vengono trattate le cinque parti
canoniche della costruzione di un’orazione: l’inventio(libri IV-VI)cioè il
reperimento degli argomenti che servono a costruire un discorso
convincente; la dispositio(libro VII)cioè l’ordinamento degli argomenti e
l’elocutio(libri VIII-IX)vale a dire l’elaborazione stilistica del discorso tramite
l’ornatus,ossia l’abbellimento. Il futuro oratore dovrà formare il proprio stile
