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Infanzia e giovinezza

La mia trattazione rappresenta l’analisi della tematica “Infanzia e Giovinezza” attraverso le materie coinvolte che permettono di approfondire l’argomento da me propinato.

Inglese: comparative analysis of “Infant Joy” and “Infant Sorrow” by Blake

The theme of my map is “Childhood and Youth”.

I chose this theme because young are the future, but future is often compromised by the society.

For English I want to talk about Blake’s “Infant Joy” and “Infant Sorrow” because they express Blake's desire to have a child (Song of Innocence) and his pain at having to give up his desire (Song of Experience).

William Blake's “Infant Joy” from the Songs of Innocence and “Infant Sorrow” from the Songs of Experience are in direct contrast from one another. “Infant Joy” represents the celebration and joy felt at the arrival of an innocent babe, while “Infant Sorrow” is a poetry of the despair and rejection at the birth of an unwanted child.

The former poetry leaves one with the feeling of warmth and innocence; the latter leaves a feeling of suffering.

“Infant Joy” radiates happiness and love. The scene is one of tranquility—a mother gently cradling her child at her breast. The mother revels in the joy of her motherhood. The tone is hopeful for the future.

In writing “Infant Joy” and “Infant Sorrow”, William Blake has offered us a coin: one side gleaming golden, while the other is tarnished. The golden side of this coin creates an almost indescribable emotion—a pure and innocent emotion. The image of the mother and her babe is eternal. The tarnished side of the coin represents a child persecuted by the problems of life and by the knowledge of an adult. The colors brown and gray rule this scene. These are the colors of dirt and death. This place is a deep pit extending to the bowels of the earth. Not quite hell, for the devil does not possess souls. There are no souls here. He was born as Despair.

The words chosen by Blake in “Infant Joy”—joy, happy, pretty, sweet, sing, and smile—exude a sense of beauty. The words contribute to a feeling of radiance felt at the occasion of the infant's birth—a timeless situation.

While the words chosen by Blake in “Infant Sorrow”—groan, wept, dangerous, helpless—express a sense of fear and terror.

In “Infant Joy” the mother calls her child "joy." She revels in his innocent smile. One envisions this scene in the purity of white.

Storia dell’arte: Kandinskij (rifarsi ai disegni dei bambini)

Primo acquerello astratto

L'opera conosciuta come “Primo acquerello astratto”, è forse la prima vera opera astratta, che Kandinskij realizzò dopo una ricerca attenta che lo portò a partire dal 1910 (data in cui è stata realizzata questa opera) ad abolire ogni riferimento concreto alla realtà.

L'opera è stata realizzata, con la tecnica dell'acquerello e inchiostro su carta. Le dimensioni non sono molto grandi (50x60 cm), ed è collocata presso il Museo Nazionale di Arte Moderna di Parigi.

Kandinskij in questo dipinto, dispone segni e macchie colorate con assoluta libertà.

L'artista, scopre un nuovo linguaggio. Infatti gli elementi come le linee le macchie di colore, trovano una libera disposizione nello spazio. Iniziano a convivere tra di loro le linee curve con quelle rette, ed i toni luminosi trovano il posto insieme ai toni delicati.

Tutti gli elementi sono in sospensione, sembrano volare in uno spazio indefinito. Nella mente dell'artista, nasce un senso di armonia, che sfocia in un ordine assoluto. Il loro inserimento nel dipinto, non risponde più a quelle regole conformi all’arte tradizionale.

Per quanto riguardo i colori il giallo e il rosso trasmettono gioia e vitalità, mentre l’azzurro spinge alle meditazione.

Come definito nello “Spirituale nell’arte” “i colori squillanti si intensificano se sono posti entro forme acute (per esempio il giallo in un triangolo), mentre i colori che amando la profondità sono rafforzati da forme tonde (per esempio l’azzurro in un cerchio)”.

Valori espressivi

Kandinskij, ormai quarantenne, cercò di trovare una nuova strada artistica, un nuovo linguaggio capace di esprimere ciò che l'artista sente interiormente.

Non vuole però ripetere o seguire le esperienze cubiste o espressioniste; vuole partire da zero, da un segno libero ed elementare, come se fosse un bambino che traccia i suoi primi disegni molto stilizzati ed elementari. Kandinskij, intuisce che ogni bambino molto piccolo, prova una certa felicità quando traccia un semplice segno astratto su un foglio di carta, sentono la bellezza del colore steso. L'artista capisce che ogni segno ottenuto, ha un proprio valore per il semplice fatto che ha un rapporto con lo spazio, e più segni riescono a fare un “ritmo”, quindi possono diventare musica, della quale Kandinskij era un ottimo conoscitore, al punto che teorizzò un giorno che il colore è il tasto. L'occhio il martelletto, mentre l’anima è il pianoforte che ha molte corde (quindi molte sfumature). L'artista è la mano che toccando questo o quel tasto, riesce a mettere l’anima umana in vibrazione.

Per Kandinskij, infatti, la pittura astratta, deve poter essere paragonata alla musica, altra grande Arte, che ha bisogno soltanto di note e suoni invisibili, per poter evocare forti emozioni e sentimenti puri e veri. Quindi anche la pittura astratta, deve poter evocare queste emozioni e questi sentimenti in ognuno di Noi osservatori, senza dover raffigurare temi ed oggetti che esistono nella vita reale.

Filosofia: Freud (sessualità infantile)

Con la pubblicazione dei Tre saggi sulla teoria sessuale (1905), Freud abbandona, anche se non interamente, la sua teoria della seduzione.

Sulla base di tale teoria, egli aveva attribuito al ricordo di scene reali di seduzione avvenute nella prima infanzia, un ruolo determinante nell'eziologia della psiconevrosi. (Ricordate? Nella nevrosi ossessiva tali esperienze sono vissute attivamente, in quella isterica: passivamente).

Freud è indotto ad abbandonare tale teoria, quando scopre che le scene di seduzione raccontate dai suoi pazienti, sono spesso il risultato di fantasie.

La scoperta, però, gli rivela una realtà psichica assai più complessa e densa di fantasmi e dietro ad essi un intensa vita sessuale infantile.

Freud elabora quindi la teoria della libido, sostituendo adesso al modello basato sul desiderio, quello delle pulsioni.

La pulsione sessuale, la pulsione di autoconservazione

La pulsione, per Freud, è soprattutto la pulsione sessuale.

È suo il merito di aver demolito la concezione che vi era stata sino allora di una pulsione sessuale esclusivamente correlata all'apparato genitale.

Egli mostra, invece, come l'oggetto della sessualità sia scelto nella sua forma definitiva (genitale) solo in seguito al compimento di un intero percorso sessuale.

Ma la teoria freudiana rimane sempre dualista, e alla pulsione sessuale ne è subito opposta un'altra: la pulsione di autoconservazione (successivamente sostituite con la pulsione di vita e quella di morte).

Secondo Freud le pulsioni sessuali funzionano "appoggiandosi" sulle pulsioni di autoconservazione che rappresentano l'insieme dei bisogni legati alle funzioni somatiche, necessarie alla conservazione della vita (fame, sete ecc.), vedremo poi successivamente come.

Le pulsioni di autoconservazione sono le pulsioni dell'Io. La pulsione di autoconservazione si oppone alla pulsione sessuale quando questa contrasta con l'autoconservazione dell'individuo.

La nozione d'oggetto

L'oggetto rappresenta sia il fine che il mezzo attraverso il quale la pulsione raggiunge il suo soddisfacimento.

Può trattarsi di una persona, di un oggetto parziale, di un oggetto reale o fantomatico.

Freud distingue due tipologie di relazione con l'oggetto:

Le relazioni pre-genitali

  • Autoerotiche e con oggetti parziali (seno, feci ecc)

Le relazioni genitali

  • Con oggetti interi (la persona totale)

Le prime sono caratteristiche della prima infanzia, secondo Freud in questa fase il bambino è capace di stabilire solo una relazione autoerotica o al massimo si rapporta ad oggetti parziali.

Le seconde si sviluppano dalla pubertà e solo ora, secondo Freud è possibile una vera scelta.

La sessualità infantile

Nei Tre saggi sulla teoria sessuale, Freud descrive lo sviluppo genetico della sessualità infantile. Egli individua le fasi di questo sviluppo e ne descrive tre:

Fase orale

  • Fino a un anno e 1/2

Fase anale

  • Fino a tre anni

Fase fallica

  • Dai tre ai cinque anni

Ogni fase libidica si organizza sotto il primato di una specifica zona erogena.

Per esempio: il piacere provato nel succhiare il seno è inizialmente associato al soddisfacimento del bisogno di cibo. Presto il bisogno di ripetere l'esperienza di piacere si separerà dalla componente nutrizionale.

Per questo, secondo Freud, la pulsione sessuale si sviluppa "appoggiandosi" alla pulsione auto conservativa e diviene autonoma solo in un secondo momento funzionando, comunque, in modo autoerotico.

La prima fase della sessualità infantile è dunque quella orale. Il piacere che prova il bambino è quello dovuto alla suzione; il bambino non si limita solo a nutrirsi ma soddisfa anche l’eccitazione delle mucose della bocca.

La seconda fase è quella anale. Essa è legata all’attività sfinterica del bambino che può controllare a suo piacimento l’espulsione di feci e urina.

L’ultima fase è quella fallica ed è legata alla scoperta della differenza sessuale tra maschio e femmina e alla consapevolezza del piacere ottenibile con la manipolazione dei genitali.

La fase fallica è caratterizzata dal noto complesso di Edipo.

Esso manifesta attraverso una propensione affettiva più accentuata verso l'uno, anziché l'altro, dei genitori, con certe impennate, disubbidienze, apparenti incoerenze nel comportamento.

Inoltre, la rivalità col padre, almeno in parte, è attribuibile al bisogno di affetto e di protezione materna del bambino e alla sua riluttanza a dividere le attenzioni della madre col padre.

Il complesso di Edipo, si sviluppa quindi durante la fase fallica, dirigendo i propri impulsi verso l'adulto di sesso opposto con cui ha più stretti legami, cioè nel caso del maschio verso la madre.

Le perversioni: fissazione e regressione

Freud affronta infine il tema delle perversioni sessuali, che egli definisce, ora, regressioni o fissazioni a fasi pre-genitali della libido. Cosa significa?

Lo sviluppo psicosessuale, è un processo complesso e delicato il cui esito è la maggior parte delle volte incerto.

Infatti se le fasi della sessualità infantile non si compiono in maniera congrua, si può verificare una fissazione allo stadio in cui si trovò il pieno soddisfacimento, o una regressione a uno stadio nel quale il soggetto non ha avuto piena soddisfazione.

La fissazione e la regressione servirono a Freud per spiegare le perversioni.

La perversione è insieme alla nevrosi una difesa contro l’angoscia di castrazione: la perversione si difende regredendo a forme infantili mentre l’angoscia si difende mediante una rimozione delle tendenze libidiche.

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Sintesi
  • Inglese: comparative analysis of "infant joy" and "infant sorrow"
  • Storia dell'arte: Vasilij Kandinskij (rifarsi ai disegni dei bambini)
  • Filosofia: Sigmund Freud (la sessualità infantile)
  • Latino: Quintiliano (l'educazione dei giovani)
  • Storia: la gioventù hitleriana
  • Italiano: Eugenio Montale (Ossi di seppia)
  • Scienze: la stella (nascita, sviluppo e morte)
  • Fisica: la fusione fredda
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