Lo
Istituto Tecnico Commerciale
A. Gentili
Sfruttamento non è un diritto dei bambini
di
Marika Repupilli
Classe 5° E – Mercurio
Anno scolastico 2010/2011
Sommario
1. Presentazione
2. Economia
- Le imprese multinazionali
3. Diritto pubblico
- I diritti dell’infanzia
4. Scienze delle finanze
- L’UNICEF
5. Matematica
- Statistica
6. Storia
- La seconda rivoluzione industriale
7. Letteratura
- Il Verismo
- Giovanni Verga
- Rosso Malpelo
8. Inglese
- Twist
- Oliver
- Charles Dickens
Considerazioni finali
Presentazione
L’argomento che ho scelto, lo sfruttamento minorile, è uno dei problemi che ha da sempre toccato la mia sensibilità.
Ho avuto in mente di trattare questo argomento perché a mio parere la tesina è un lavoro prima di tutto personale e quindi, nel farlo, bisogna amare il tema trattato.
Oggi parlare di sfruttamento minorile non significa solo discutere di bambini sfruttati sul lavoro, ma anche di bambini dimenticati, abbandonati e costretti a crescere da soli come se fossero già adulti.
Le fasce deboli della società sono da sempre oggetto di sfruttamento e non è improprio parlarne in termini di schiavitù.
Lo sfruttamento minorile non è un fenomeno recente. Esiste da sempre ed è presente ovunque, in paesi sottosviluppati (cause sociali) e in paesi sviluppati (cause economiche): Africa, America Latina, India, Cina, Corea, ma anche Europa (Italia, Portogallo, Inghilterra) e Stati Uniti: 250 milioni di bambini nel mondo subiscono in ambito familiare o sociale violenze fisiche, psicologiche e sessuali.
Le violenze fisiche sono quelle più evidenti: lividi, bruciature, fratture; gli sfruttatori appartengono per lo più all’ambito familiare e usano i bambini per lavori a discapito della loro educazione.
I bambini vengono utilizzati anche in ambito militare, reclutati come soldati che rischiano ogni giorno la vita per combattere nelle guerre, imparano a torturare ed essere torturati, uccidere, veder morire.
Le violenze psicologiche sono quelle meno evidenti, ma non meno significative: il bambino a causa di aggressioni verbali si sentirà inferiore al suo reale valore, sia fisicamente che caratterialmente.
Le violenze sessuali sono considerate le più traumatizzanti, attuate in ambito familiare o sociale, spesso per traffico di video pornografici per fini commerciali.
Essi rischiano pericolosamente problemi di salute a causa di malattie sessualmente trasmissibili o gravidanze indesiderate.
Con lo sviluppo delle tecnologie, soprattutto con internet, questo tipo di violenza tende a crescere in modo smisurato.
Il motivo principale dello sfruttamento minorile resta comunque la povertà: i bambini sono costretti a lavorare nei campi, nelle miniere, in una condizione di schiavitù o criminalità, spesso sono abbandonati.
Questo fattore si ripercuote sull’educazione: 100 milioni di bambini al mondo non frequentano la scuola, facendo aumentare il tasso di analfabetismo e violando i loro diritti. HOME
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Economia
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Le multinazionali
Una multinazionale è un'impresa che organizza la sua produzione in almeno due paesi diversi.
Le unità produttive sono legate tra loro dal vincolo della partecipazione azionaria a un solo gruppo centrale che detiene la totalità o la maggioranza delle quote, e dall'attività di produzione, in quanto l'impresa centrale coordina e controlla l'organizzazione, le tecnologie ed i metodi di lavoro utilizzati.
In pratica, il capitale dell'impresa filiale, grazie ad una struttura gerarchica e piramidale, risulta essere di proprietà di un'altra impresa affiliata che si aggancia alla casa madre.
Le multinazionali hanno la capacità di operare in tutto il mondo: le sedi centrali sono dislocate nei paesi più ricchi del mondo ed in quelli emergenti, mentre negli altri paesi sono installati centri di produzione e filiali commerciali.
Nelle multinazionali vi è una forte concentrazione della direzione del sistema; infatti, nelle principali metropoli viene localizzato il massimo livello decisionale, nelle capitali regionali viene localizzato il livello intermedio di gestione e nelle aree periferiche e nei paesi in via di sviluppo vengono localizzate le funzioni produttive.
Tra la società madre e le filiali vi sono flussi di direzione opposta, in quanto dal centro alla periferia si indirizzano investimenti e informazioni sulle strategie mentre in senso contrario si sviluppa il flusso dei profitti.
La ricerca di maggiori profitti spinge ad aumentare il grado di multinazionalizzazione, attraverso investimenti in nuovi paesi.
Le prime multinazionali (petrolifere, minerarie, alimentari) si costituirono attorno al 1880, ma la massima espansione si è avuta nel decennio tra il 1970 ed il 1980; si sono formate per agire liberamente all’interno di altre nazioni e le società che esse controllano hanno la veste legale del paese in cui operano, quindi godono dei vantaggi accordati alle società locali e magari negati alle società straniere.
Sono particolarmente interessate ai Paesi del Sud per tre motivi:
- Produzione e commercializzazione delle loro materie prime;
- Utilizzo della loro manodopera a buon mercato e godimento di altre facilitazioni che riducono i costi di produzione;
- Invasione dei loro mercati dal punto di vista commerciale e finanziario.
Le multinazionali pagano prezzi molto bassi alle imprese appaltate che sono spinte a farsi una grande concorrenza tra di loro; ciò obbliga i fornitori a sforzarsi di contenere i costi di produzione, in maniera particolare quello del lavoro, in modo di poter rimanere sul mercato.
Ricorrendo al sub-appalto si trovano una miriade di piccoli produttori che si vedono imporre prezzi di produzione così bassi da non poter sopravvivere se non sfruttando al massimo la manodopera più malleabile e più a buon mercato che comprende quella dei bambini, molti dei quali vengono abusati sul lavoro da grandi imprenditori per produrre articoli utilizzati giornalmente:
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Materie e argomenti
Italiano: Giovanni Verga (Rosso Malpelo)
Matematica: la statistica
Economia: le multinazionali
Diritto: i diritti dell'infanzia
Finanze: l'Unicef
Storia: la seconda rivoluzione industriale
Inglese: Oliver Twist (Charles Dickens)