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Un viaggio immaginario


Nell’anno 2130, vi era un bambino, un semplice terrestre che fu adottato da delle persone economicamente non agiate che risedevano nella capitale italiana, Roma. Al momento dell’adozione i genitori si affrettarono a dare un nome a quello che da poco era loro figlio. Decisero di chiamarlo tom. Già dai primi anni, videro che il piccoletto aveva una forte intelligenza e una forza che un bimbo della sua stessa età poteva solo immaginarla.
Al suo quindicesimo anno di età Tom si incamminò in una parte sperduta della città dove vi era una tecnologia fuori dal naturale.
Tom incontrò una persona che gli fece scoprire tutte le sue abilità. Successivamente gli diede una scatolina contenente un oggetto ed una lettera. Scartò prima la lettera, la quale firmata dalla sua vera madre e nella quale attestava che quell’oggetto gli sarebbe stato utile.
Tom un giorno, decise di partire per affrontare un’avventura che gli cambiò totalmente stile di vita.

L’oggetto che la madre gli donò, era un marchingegno posizionato dietro l’orecchio che - se lo premeva- lo faceva diventare più potente fino a quintuplicare la sua forza. Ma non sempre sapeva gestirla e quasi sempre aveva delle controindicazioni dopo l’attivazione. Era però certo che il suo potere era utile a molte persone indifese, come già gli aveva detto la madre in passato.
Decise per questo motivo di spostarsi nel pianeta di Marville, poiché vi era un cattivo che minacciava la gente indifesa e prive di capacità per contrastarlo. Si trattava di Marcus: apparteneva a una razza geneticamente modificata. Ciò lo rendeva estremamente forte: era blu dotato di una massa muscolare spropositata e ancora ignota agli abitanti terrestri.
Nella mano destra impugnava un imponente scettro con cui sedeva sula sua poltrona fatta di vibranio, il materiale più resistente che si conosca.
Marcus minacciava la sua gente e la condannava a un supplizio infernale; Tom, sapeva di tutto questo e quando partì era intenzionato a sconfiggerlo, poiché aveva sentito delle voci su di lui. Nella galassia dove si trovavano, il malvagio Marcus era più forte e quindi sapeva che doveva chiedere aiuto ai migliori combattenti di tutti i pianeti.
La cattiveria di Marcus era conosciuta in tutta la galassia, quindi Tom non ebbe difficoltà a radunare un gruppo di cinque guerrieri provenienti da pianeti vicini.
Così tutti e sei raggiunsero il pianeta di Marville, ma le spie di Marcus lo avevano già avvertito del loro arrivo e lui era pronto a dargli battaglia. Essendo in minoranza, Tom e la sua squadra vennero catturati non appena atterrarono sul pianeta e Tom fu costretto a escogitare un piano per uscire dalla prigione sotterranea dove furono intrappolati.
Fu in quel momento che Tom capì che aveva bisogno della sua arma segreta, quindi tranquillizzò la sua squadra e ebbe il coraggio di premere il pulsante che aveva dietro l’orecchio, diventando così, incredibilmente forte da liberare tutti e andare a cercare il suo nemico nella sua navicella spaziale. Dopo aver ucciso tutte le sue sentinelle con l’aiuto dei suoi cinque amici.
Si trovò davanti alla sagoma gigantesca di Marcus e i due si scontrarono in un duello all’ultimo sangue, ma essendo in difficoltà Tom cercò di prendere la famosa gemma della forza che i suoi genitori gli avevano dato prima di lasciarlo andare via. “Solo un vero eroe spinto dalle più nobili intenzioni avrebbe potuto far funzionare la gemma.” Tom, fiducioso, tirò fuori la gemma dal suo taschino e la portò al petto; in quel momento la gemma sprigionò una luce
viola che accecò il grande Marcus, il quale preso da un forte sbandamento si chinò e cadde a terra. Tom sfruttò quell’attimo per colpire il suo nemico con una mossa letale. Thor venne inalmente sconfitto e Tom venne acclamato da tutto il popolo di Marville come il sovrano di una nuova era di pace e di libertà.
Tom dopo questo viaggio si accorse di quanto fosse bello aiutare chi veramente ne aveva bisogno, ma decise di levarsi quel marchingegno per proseguire la sua vita nel mondo terrestre, senza dover far affidamento alla sua dote extraterrena.
A cura di Daniele.
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