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Un viaggio nel ricordo


Oggi è sabato e non ho compiti per lunedì. È una bella giornata con un sole molto caldo e per questo voglio andare a fare una passeggiata con la bici ai giardini pubblici. Ho già fatto quasi due giri del parco e ora mi sento un po’ stanco, ho sete e sono tutto sudato come mi succedeva spesso in Bangladesh nel pomeriggio, dopo una partita con gli amici. Dopo aver bevuto ci mettevamo a sedere all’ ombra di un albero. Quanti ricordi! Le chiacchiere, le battute, gli scherzi, lo scambio di figurine dei calciatori, le punture delle formiche nascoste nell’erba. Mi avvicino a una fontana, comincio a bere e poi mi sdraio sul prato. Chiudo gli occhi e mi sto per addormentare quando sento un rumore, guardo nel cielo tra le nuvole che passano e intravedo un aereo. Di nuovo chiudo gli occhi e mi trovo all’interno dell’aereo che ho preso quattro anni prima per arrivare in Italia. Ricordo la gioia di prendere un aeroplano per un viaggio cosi lungo ma anche tanta tristezza e preoccupazione. Quando avrei potuto rivedere i miei nonni, i miei amici, i miei compagni d classe? Come sarai stato accolto, come sarei riuscito a imparare l’ italiano, avrò dei nuovi amici, e la casa dove sarei andato ad abitare come sarebbe stata? E la gente? Mentre sto pensando a tutte queste cose che ormai sono solo dei ricordi, una grossa ape mi punge sul collo come tante volte mi era successo in Bangladesh. Sarà forse perché porto una maglietta di colore rosso? Allora mi alzo, mi siedo su una panchina e continuò a ricordare. Passa il gelataio, con il suo caratteristico carretto; compro un gelato e la sensazione di freddo che mi dà leccandolo, mi riporta indietro di quattro anni, a Fiumicino dove l’aereo era atterrato e dove per la prima volta ho visto ed ho toccato e mangiato la neve. La neve! Che meraviglia! Mi sembra di sognare! Sono fortunato rispetto ad altre persone che non la vedranno mai! Mentre sto pensando a tutte queste cose non faccio attenzione al gelato che si sta sciogliendo e non mi accorgo che mi ha già sporcato il braccio e un po’ anche la maglietta. Peccato di aver sprecato un gelato ma sono contento lo stesso per aver potuto viaggiare nel ricordo.
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