Habilis 1358 punti

Violenza, ultimo rifugio degli incapaci

Violenza.
Una parola sulla bocca di tutti.
Una parola che viene scritta ogni giorno su ogni telegiornale o quotidiano. Ne sentiamo parlare in continuazione e nonostante questo, spesso ne rimaniamo indifferenti.
Il 23 Maggio 1992 era una giornata normale, come tutte le altre, ma che poi, come tutte le altre, non era. Morirono 5 persone uccise dall’esplosione di 500kg di tritolo: Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e tre agenti della scorta: Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. L’obiettivo era Giovanni Falcone, magistrato antimafia per eccellenza, “colpevole” di aver svolto un maxi processo contro la Mafia. La Sicilia a quei tempi era dilaniata da continue stragi e brutalità: bambini sciolti nell’acido, persone uccise perché non pagavano il pizzo o senza neanche un motivo. Gente come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Peppino Impastato si sono ribellati all’idea che non possa esistere un mondo migliore, libero, perché la violenza è solo l’ultimo rifugio degli incapaci. “Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!” scrisse Peppino Impastato, che non rimase indifferente ed ebbe il coraggio di denunciare Cosa Nostra.

Molte persone negli ultimi anni sono state vittime di attentati terroristici portati dall’odio insensato verso persone semplici che vivono in libertà, senza essere sottomesse a niente e nessuno. Nella notte del 13 novembre 2015 un attacco terroristico senza precedenti assediò Parigi, a meno di un anno dalla strage di Charlie Hebdo. La brutale furia omicida dell’ISIS uccise 90 persone che erano andate ad ascoltare un concerto al Bataclan. “Non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa”, scrisse il marito di una delle 90 vittime innocenti.
L’articolo 13 della nostra Costituzione recita: “La libertà personale è inviolabile (…). E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”.
La violenza di un uomo che uccide una donna per gelosia, la violenza di chi bullizza un ragazzo indifeso, la violenza di chi offende nascosto dietro ad uno schermo è una cosa orribile, che fa rabbrividire. Per questo, diciamo basta! Basta alla paura di poter andare tranquillamente ad un concerto del proprio cantante preferito. Basta all’odio nello sport. Perchè rovinare la felicità che mette guardare una partita di calcio? A Bruxelles nell’85 morirono 39 tifosi che volevano solamente supportare la propria squadra nella finale della Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. Giocare rende felici e supportare la propria squadra del cuore deve portare solo allegria, sia che si vinca, sia che si perda.
Noi tutti, infatti, possiamo dire basta alla violenza con il sorriso sulle labbra e ricordando sempre che “we are the world - noi siamo il mondo, noi siamo i bambini, noi siamo quelli che un giorno renderanno il giorno più luminoso”
Hai bisogno di aiuto in Temi di Italiano Svolti?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email