Video appunto: Tema: violenza nello sport


Ecco come si svolge un tema sulla violenza nello sport.

La violenza nello sport



La violenza sportiva può essere definita come un comportamento che causa danni e si verifica al di fuori delle regole e degli obiettivi dello sport.
Si è notato un aumento sia della frequenza che della gravità degli atti di violenza.
La “violenza” è più diffusa negli sport di squadra da contatto, come l'hockey sul ghiaccio, il calcio e il rugby. Ma la maggior parte degli episodi di violenza provengono da giocatori, genitori, tifosi e media.
Notevoli ricerche sono state fatte sulla violenza degli spettatori. Si pensa proprio che se i fan incitano alla violenza, i giocatori sono più propensi ad esercitarla. Anche i mass media contribuiscono all'accettabilità dello sport. Si sostiene che i media occupano una posizione molto importante. Da una parte, andando a riportare ciò che succede tramite televisione, riviste, giornali e radio, forniscono così numerosi esempi ai bambini che possono successivamente imitare. D'altra parte, l'esposizione alla violenza sportiva dai media ha stimolato maggiori sforzi per controllare e prevenire tali comportamenti.
Ci sono tre teorie principali che cercano di spiegare l'aggressione violenta nello sport.
1. La teoria biologica, proposta da Konrad Lorenz che vede l'aggressività come una caratteristica umana fondamentale. In questo contesto, lo sport è visto come un modo socialmente accettabile per scaricare l'aggressività accumulata, una valvola di sfogo.
2. La teoria psicologica afferma che l'aggressività è causata dalla frustrazione. La frustrazione si verifica quando i propri sforzi per raggiungere un particolare obiettivo vengono bloccati. Nello sport, la frustrazione può essere causata da chiamate discutibili da parte degli arbitri, incapacità di eseguire una giocata, infortuni che interferiscono con le prestazioni ottimali, lamentele degli spettatori o insulti da parte di allenatori o giocatori.
3. La teoria dell'apprendimento sociale sostiene che il comportamento aggressivo viene appreso tramite ricompense e punizioni. I giovani atleti prendono gli eroi dello sport come modelli.
Per porre rimedio a questi atti di violenza, gli educatori fisici e gli allenatori sono le personalità giuste per porre le basi per l’introduzione di atteggiamenti positivi nello sport.

tema di italiano sul tifo negli stadi

Linee guida per comportamenti non violenti



Tra le linee guida per insegnare fin da bambini a evitare comportamenti violenti nello sport ritroviamo:
• Mettere lo sport in prospettiva, ovvero gli allenatori non dovrebbero enfatizzare la vittoria a tutti i costi. L'obiettivo dovrebbe essere il divertimento e lo sviluppo delle capacità individuali. Gli allenatori dovrebbero essere attenti e promuovere il miglioramento. I giocatori non dovrebbero essere incoraggiati o autorizzati a giocare quando sono infortunati o malati perché questo renderebbe l’infortunato in difetto rispetto ai suoi compagni ed aumenterebbe il livello di invidia nei confronti dell’altro.
• Presentare modelli di ruolo positivi. Gli allenatori scolastici dovrebbero implementare strategie per promuovere il senso di appartenenza alla squadra tra i giocatori, sostituendo la gerarchia tradizionale che governa la relazione allenatore-giocatore negli sport professionistici. I sentimenti di proprietà della squadra favoriscono la coesione del team, che a sua volta porta a prestazioni migliori.
• Coinvolgere i genitori, essendo i primi e potenzialmente i più influenti all’interno delle famiglie.

A cura di Anny.