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Il problema dei migranti – testo argomentativo


Scaletta


Presentazione del problema:
• migrazione ieri e oggi
• perché si emigra?
• verso quali paesi sui emigra

Oggetto del dibattito


• Chiusura delle frontiere per difendere il proprio paese da un’invasione
• Accettare tutti, in nome della solidarietà umana

Tesi


• Il migrante deve essere aiutato
• Il problema è da risolvere alla fonte
• Il problema dell’inserimento
• Calo demografico e migranti
• Rimessa fondi
• Sfruttamento

Antitesi


• Migrazione come soluzione al calo demografico
• Migrazione come finanziamento future pensioni agli Italiani
• Migrazione come arricchimento dell’economia

Sintesi e conclusione


• Conciliare il diritto all’emigrazione con il diritto a restare nel proprio paese
◦ Priorità ai richiedenti asilo politico
◦ Investimenti nei paesi di origine
◦ Collocazione dei migranti programmata

Presentazione del problema


Da parecchio tempo, tutti media riportano regolarmente notizie sui migranti che sbarcano sulle coste italiane e alla televisione il problema è spesso oggetto di dibattito.
Lo spostamento di persone da una zona geografica all’altra è sempre esistito; basti pensare ai numerosi italiani che nei primi anni del XX secolo lasciavano il loro paese per andare in cerca di fortune nell’America del nord, nell’America latina o in alcuni paesi europei. Tuttavia, se un tempo dall’Italia si emigrava, oggi in Italia si immigra come clandestini, cioè senza documenti. Esistono coloro che hanno diritto all’asilo politico perché nel paese di origine i diritti personali non sono rispettati, a causa di una guerra o di un governo dittatoriale. La maggior parte, proveniente dall’Africa o dall’Asia meridionale è costituita da migranti economici cioè alla ricerca di condizioni migliori di vita. Si parla anche di migranti climatici, cioè coloro che, in patria, sono messi continuamente in ginocchio dalle avverse e frequenti calamità naturali (siccità, monsoni, alluvioni). I paesi di destinazione sono quelli più ricchi economicamente, che offrono opportunità di lavoro e in cui le libertà personali sono garantite.

Oggetto del dibattito


Il problema ha una portata talmente vasta che l’opinione pubblica è divisa fra coloro che, in nome della solidarietà umana vorrebbero accettare sempre e comunque i migranti e coloro che, invece, vorrebbero che le frontiere fossero chiuse per difendere l’Italia da una presunta “invasione”. Nessuna delle due soluzioni è valida ed è necessario pensare ad una soluzione intermedia che garantisca non solo il diritto ad emigrare, ma anche il diritto di non abbandonare il proprio paese

Tesi e antitesi


È innegabile che di fronte ad un individuo che chiede aiuto, non possiamo girare la testa dall’altra parte e nemmeno abbandonare a se stesso un migrante che ha fatto naufragio. Il problema deve essere risolto all’origine e non attendere di essere messi di fronte al fatto compiuto.
Non sono molto convinto del fatto che le enormi cifre che ogni anno l’ UE spende per l’accoglienza, possano effettivamente risolvere il problema: spesso succede che non tutti i migranti intendono inserirsi effettivamente nella nuova società; conservano le loro abitudini, le loro tradizioni, il loro modo vita, la loro lingua e frequentemente non hanno nemmeno un forte interesse ad ottenere la cittadinanza del paese che li ospita, poiché il legame con la patria resta molto, troppo forte.
È provato da statistiche autorevoli che in Italia è presente un calo demografico impressionante ma non è certamente con la presenza di giovani immigrati che il problema trova una soluzione perché il tasso di natalità può tornare a crescere solo a condizione che lo Stato approvi misure a favore della famiglia.
Si sostiene anche che la presenza di migranti, ovviamente in regola con il permesso di lavoro, contribuisce ad arricchire l’economia; non si tiene conto, però, delle rimesse che regolarmente essi trasferiscono nei loro paesi di origine, qualche volta anche in modo illegale o comunque non tracciabile.
Da aggiungere che frequentemente i migranti sono oggetto di sfruttamento, come ad esempio nel caso del caporalato nell’Italia del sud che possiamo assimilare allo sfruttamento delle colonie di un tempo.

Sintesi e conclusione


Sono del tutto favorevole ad accogliere incondizionatamente i profughi politici, provenienti da regioni in guerra o da stati in cui la popolazione è privata di ogni più elementare diritto. Anzi, in questi casi si dovrebbero creare degli appositi corridoi umanitari. A mio parere, il problema si potrebbe risolvere lungo due direttrici:
1) investire capitali nei paesi di origine con lo scopo di sviluppare alcune industrie di modernizzare l’agricoltura e diffondere l’istruzione e di conseguenza creando dei posti di lavoro.
2) accogliere in Europa i migranti, secondo una rigida programmazione legata alle esigenze lavorative del paese di arrivo, ovviamente dando la precedenza a coloro che hanno diritto allo status di rifugiati politici.
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