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Concetti Chiave

  • L'Italia ha vissuto un significativo cambiamento demografico passando da un alto tasso di emigrazione a diventare un paese di accoglienza per oltre 5 milioni di immigrati, principalmente dall'Est Europa e da paesi in crisi.
  • Il percorso di integrazione sociale per gli immigrati è ostacolato da difficoltà burocratiche, con una parte consistente che vive in clandestinità e subisce stigmatizzazione e accuse di criminalità.
  • I pregiudizi e il senso di superiorità nella società italiana portano a considerare gli immigrati come nemici e capri espiatori, distogliendo l'attenzione dai problemi economici e sociali reali.
  • Gli immigrati sono spesso relegati a lavori umili e faticosi, mentre la loro capacità di contribuire alla società viene limitata da pregiudizi e dall'influenza della criminalità organizzata.
  • L'atteggiamento europeo tende a considerare gli immigrati come estranei e minacce, rifiutando di riconoscere la diversità come un importante motore di progresso culturale e sociale.

Indice

  1. Il paradosso dell'emigrazione e immigrazione
  2. Quali sono le sfide dell'integrazione sociale?
  3. Pregiudizi e responsabilità sociali
  4. Il narcisismo delle civiltà

Il paradosso dell'emigrazione e immigrazione

L’Italia, si sa, è il paese dei paradossi. Per gran parte della sua storia, dall’unità in poi, è stata soggetta ad un tasso di emigrazione tale da vedere la sua popolazione ridotta di oltre la metà. È solo negli ultimi decenni che i bilanci si sono invertiti e che il Bel paese si è trasformato in una terra di “accoglienza” per quanti tentino di trovare fortuna fuori; e pare proprio siano in molti, stando al censimento dell’Istat del 1° gennaio 2015, quando il numero di immigrati ha superato i 5 milioni di individui. Provengono da regioni di tutti i continenti, anche se la presenza più massiccia è originaria dei paesi dell’Est Europa, in particolar modo Romania(23%) ed Albania( 9%), seguite a ruota dai paesi africani, mediorientali ed asiatici. Popoli dalle culture e gli stili di vita molto diversi, che trovano il loro comun denominatore nelle condizioni di miseria o guerra in cui versano i paesi da cui fuggono. È così che i più di loro, stipandosi in carri bestiame o imbarcazioni poco sicure,giungono in Italia dopo aver intrapreso i cosiddetti “viaggi della speranza”, la linfa vitale alla quale ricorrono per alimentare con rassicurazioni e rosee prospettive i loro corpi stremati.

Quali sono le sfide dell'integrazione sociale?

Una volta a destinazione, tuttavia, la fatica del viaggio si tramuta in un difficile percorso di integrazione sociale, il cui primo ostacolo è rappresentato dal rilascio del permesso di soggiorno. Una considerevole percentuale di migranti vive in clandestinità, e così, in attesa che vengano varate apposite leggi che regolino la loro permanenza, migliaia di uomini e donne senza nome popolano quartieri di periferia e vagabondano per le strade alla ricerca di espedienti con cui tirare avanti. Nel corso degli anni, questa cattiva gestione amministrativa e politica sulla messa in regola dei documenti ha leso in primo luogo gli stessi migranti, spesso additati come colpevoli di episodi di violenza e criminalità; il che risulta vero, se si guarda al numero dei casi di stranieri denunciati per furti, violenze sessuali ed omicidi. Un’altra accusa rivolta loro, inoltre, è l’essere in parte responsabili del declino economico del paese, visto il basso costo della manodopera straniera e le quote destinate al mantenimento dei profughi. Tutto ciò, chiaramente, libera le coscienze della popolazione da colpe e preoccupazioni; delega la responsabilità ad altri.

Pregiudizi e responsabilità sociali

In una società in crisi, che non riesce a risolvere i propri problemi economici e d’identità, lo straniero diventa un nemico e un capro espiatorio ideale.

Statistiche e numeri, infatti, non riportano quello che in realtà è il nocciolo del problema: il pregiudizio ed il senso di superiorità radicati nel pensiero comune, che spingono a guardare l’altro da una prospettiva sopraelevata. Porre i cittadini stranieri davanti alla legge dovrebbe comportare non solo che vengano puniti quando colpevoli, ma che sia concessa loro l’equiparazione di diritti e doveri, che sia offerta loro l’opportunità di contribuire alla vita economica e culturale esprimendo al massimo le proprie potenzialità. Il più delle volte, il loro ruolo all’interno della società viene stabilito da altri, che agendo tempestivamente ostacolano i meccanismi di integrazione e li destinano a compiere i lavori più umili e faticosi, rifiutati a gran voce dalla popolazione, la quale si mostra dimentica nel momento in cui occorre attribuire colpe per l’ingente disoccupazione che “attanaglia lo Stato”. In altri casi vengono irretiti dalla criminalità organizzata ed inseriti in un circolo vizioso che compromette ineluttabilmente la loro permanenza; per loro non è di certo contemplato un posto alla pari nelle dinamiche della nazione.

Il narcisismo delle civiltà

Questo perché tutte le civiltà tendono al narcisismo (…). Noi, abitanti dell’Europa, trattiamo l’altro soprattutto come un estraneo. E, soprattutto, lo trattiamo come una minaccia.

Una minaccia perché costringe a mettersi in gioco, ad essere aperti verso nuove realtà, a superare rigide convenzioni sociali a cui ci si aggrappa in assenza di saldi princìpi interiori. L’ipocrisia spinge ad inneggiare al cosmopolitismo solo quando se ne è diretti fruitori, e a celare sentimenti razzisti e discriminatori nel nome della salvaguardia dell’entità culturale del proprio paese, dimenticando che la diversità e lo scambio di vedute è il principale motore alla base del progresso.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il paradosso dell'emigrazione e immigrazione in Italia?
  2. L'Italia ha vissuto un tasso di emigrazione elevato, riducendo la sua popolazione di oltre la metà, ma negli ultimi decenni è diventata una terra di accoglienza per oltre 5 milioni di immigrati, provenienti da diverse regioni del mondo, in cerca di migliori condizioni di vita.

  3. Quali sono le principali sfide che affrontano gli immigrati in Italia?
  4. Gli immigrati affrontano difficoltà significative nell'integrazione sociale, in particolare a causa del rilascio del permesso di soggiorno, che spesso li costringe a vivere in clandestinità e a subire pregiudizi e accuse di criminalità.

  5. Come influiscono i pregiudizi sulla percezione degli immigrati nella società italiana?
  6. I pregiudizi e il senso di superiorità radicati nella società italiana portano a considerare gli immigrati come nemici e capri espiatori, ostacolando la loro integrazione e limitando le opportunità di contribuire alla vita economica e culturale del paese.

  7. In che modo la gestione amministrativa influisce sulla vita degli immigrati?
  8. La cattiva gestione amministrativa riguardo ai permessi di soggiorno ha portato molti immigrati a vivere in condizioni precarie, esponendoli a stigmatizzazione e a un ruolo marginale nella società, spesso relegati a lavori umili e faticosi.

  9. Qual è il ruolo del narcisismo delle civiltà nella relazione con gli immigrati?
  10. Il narcisismo delle civiltà porta a trattare gli immigrati come estranei e minacce, ostacolando l'apertura verso nuove realtà e il superamento di convenzioni sociali, mentre la diversità è vista come un'opportunità per il progresso.

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