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Tema Letterario: Novella Libertà

La Novella Libertà si ispira a un fatto realmente accaduto a Bronte nell’estate del 1860. In occasione della Spedizione dei Mille di Garibaldi, i contadini iniziarono una rivolta impetuosa contro i ricchi proprietari terrieri della cittadina. I contadini (chiamati berretti all’interno della Novella, in quanto tradizionalmente era il copricapo dei poveri, mentre i galantuomini indossavano il cappello) mal informati, confusi, ignoranti e fuori dal mondo si convinsero che la libertà in arrivo equivalesse all’assenza di limiti assoluti. I contadini, poveri e sottomessi, hanno come primo istinto ribellarsi contro i loro padroni. Tutto ciò si trasforma in un’isteria e in una carneficina di massa. Lo scenario che Verga descrive è grottesco e raccapricciante, vi è una rabbia immotivata e primitiva. I contadini non si accorgono neppure di quello che stanno facendo ma presi dell’euforia uccidono tutti coloro che indossano un cappello, indistintamente. Accade pure che massacrino un contadino che indossava accidentalmente il cappello regalato dalla moglie. Benché la motivazione iniziale della strage fosse conquistare le terre possedute dai galantuomini e distribuirle fra i poveri vengono uccisi tutti coloro che svolgono una mansione più altolocata rispetto a quella di un contadino. Si vede l’assassinio del prete, dello speziale, del notaio e tutta la sua famiglia. Si vede addirittura l’uccisione della baronessa e dei suoi figli, di cui uno appena nato. Sparsa la voce di questa carneficina, Nino Bixio al seguito di una moltitudine di garibaldini si presenta a Bronte. Per evitare una seconda insurrezione, fa fucilare alcuni fra gli insorti. Senza l’intervento della giustizia o di un processo, totalmente a caso. Questo evidenzia una contraddizione tra ciò che la repubblica predicava e ciò che effettivamente applicava. Una delle tematiche presenti è la confusa aspirazione e rovesciare le classe sociali diverse. I contadini ignoranti fraintendono il concetto libertà perché mal informati ed esclusi dalla storia, si sottolinea un evidente ingenuità di essi. L’aggressività primitiva che può scatenarsi nell’uomo è la tematica principale della prima parte. Un altro tema è l’associazione del termine libertà al termine egoismo, infatti è visibile come tutti pensino a un loro tornaconto. Addirittura Nino Bixio fa fucilare degli insorti a casaccio pur di non allarmare i borghesi del Nord dopo la recente unificazione. E’ presente ancora prepotentemente la tematica dei Vinti, tanto che la Novella si conclude con il ritorno alla vita di sempre, come se la strage non fosse mai avvenuta; i galantuomini, unici possessori della roba, dettano legge sui contadini. E’ visibile questa tematica anche nel ciclo dei Vinti con I Malavoglia e Mastro Don Gesualdo. Nella novella Cos’è il Re è evidente, come in Libertà, quanto i poveri fossero addirittura all’oscuro dell’istaurazione di una repubblica (quindi emarginati dalla storia) e di cosa comportasse questo cambiamento. Inoltre Verga si occupa, come di comune, della lotta fra classi sociali e dell’ideale dell’ostrica. Questa novella corale è stata scritta seguendo i criteri della poetica del Verismo. Verga è, come sempre, impersonale e si astiene dal giudizio, i registri linguistici variano a seconda del livello culturale degli interlocutori, i personaggi sono delineati dai loro gesti e dalle loro parole. I periodi sono brevi e vi sono tanti soprannomi (Pippo, il nano, Pizzanello, Neli Pirru) e dei non detti (Un bel pezzo di giovinetta si perdette nella città e non si seppe più nulla), inoltre la novella inizia in medias res.
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