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Concetti Chiave

  • Gli italiani adulti leggono meno rispetto ad altri paesi europei, con oltre la metà che non legge nemmeno un libro all'anno.
  • La categoria dei lettori forti, che legge almeno 12 libri all'anno, rappresenta solo il 15% della popolazione, con una diminuzione dal 2011.
  • Essere scolarizzati non garantisce di diventare lettori abituali, poiché anche molti insegnanti non leggono nel tempo libero.
  • Fattori come la mancanza di motivazione, carenze nelle competenze di lettura e la vita frenetica influenzano negativamente l'interesse per la lettura.
  • I bambini italiani mostrano un amore per la lettura, apprezzando i momenti in cui qualcuno legge per loro, superando l'interesse degli adulti.

Qual è la situazione della lettura in Italia?

Secondo i dati statistici gli italiani adulti si trovano in una posizione arretrata rispetto agli adulti di altri paesi europei per quanto riguarda la lettura. L’ISTAT, in Italia, dichiara lettore colui che legge almeno un libro all'anno. In Francia, per esempio, si considera lettore colui che legge almeno due o tre libri all'anno.
Più della metà degli italiani non legge neppure un libro annualmente durante il tempo libero, mentre è alta la percentuale dei lettori deboli o occasionali.

La percentuale di lettori forti corrisponde al 15% e si tratta di coloro che leggono almeno 12 libri all'anno. Anche se dal 2011 la percentuale dei lettori forti è andata diminuendo; la causa (ottimistica) è forse che molti di essi siano passati all'e-book.

Educazione e lettura

Non è sufficiente essere scolarizzati, cioè saper leggere ed aver conseguito un titolo di studio, per diventare lettori abituali e appassionati. Anche un gran numero di insegnanti non legge nel tempo libero e quindi ci si chiede com'è possibile che i docenti, i quali non amano leggere, possano creare il piacere e la motivazione nei bambini e nei giovani.

È divenuto consistente, però, il numero di lettori morbidi, una categoria che comprende coloro i quali leggono manuali (libri di cucina, hobby, medicina, salute, ecc.).

È pur vero che sono molti i lettori forti e abituali che non sempre risultano visibili alle statistiche di mercato.

Un dato positivo è che i bambini italiani amano sentir leggere e leggono con piacere più degli adulti.

Fattori che influenzano la lettura

Ci sono diversi fattori che incidono sulla scarsa voglia di leggere:

1)Di tipo motivazionale. Soprattutto i giovani non provano il desiderio di leggere. Questa scarsa o inesistente motivazione è generata da moltissime cause, come ad esempio l’uso strumentale del libro di narrativa, le eccessive analisi testuali, la mancanza della libertà interpretativa, l’imposizione di letture che non affascinano o coinvolgono.

2)Carenza di competenze consolidate. Accade quando sono fragili le abilità (fluidità di lettura e comprensione) e anche il libro più interessante può stancare e demotivare. Queste lacune non interessano soltanto i lettori della scuola primaria e secondaria di primo grado, ma anche quelli di età superiore. Siamo di fronte a nuove forme di analfabetismo culturale che hanno colpito le società occidentali, trasformando i giovani diplomati e spesso anche i laureati, in lettori fragili e poco abili. Le indagini OCSE-Pisa indicano che gli studenti italiani sono piuttosto deboli, rispetto ai colleghi europei, nel capire anche semplici testi di uso quotidiano.

3)Dimensione temporale. Viviamo in una società frenetica e così come in famiglia si hanno spesso mille impegni anche a scuola si svolgono troppe attività in modo superficiale e rapido, rendendo predominante la quantità sulla qualità. È dunque difficile trovare dei momenti durante i quali esprimersi, pensare, riflettere.

4)Nuove competenze. I bambini e i ragazzi di oggi sono immersi in un mondo digitale e per loro il libro è sempre più un oggetto estraneo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la situazione della lettura in Italia rispetto ad altri paesi europei?
  2. Gli italiani adulti si trovano in una posizione arretrata rispetto ad altri paesi europei, con più della metà che non legge neppure un libro all'anno. Solo il 15% degli italiani è considerato lettore forte, leggendo almeno 12 libri all'anno, e questa percentuale è in diminuzione (Fonte: ISTAT).

  3. Qual è il ruolo dell'educazione nella promozione della lettura?
  4. Non basta avere un titolo di studio per diventare lettori abituali; molti insegnanti non leggono nel tempo libero, il che solleva dubbi sulla loro capacità di trasmettere il piacere della lettura ai giovani. Tuttavia, i bambini italiani mostrano un interesse maggiore per la lettura rispetto agli adulti (Fonte: Educazione e lettura).

  5. Quali sono i principali fattori che influenzano la scarsa voglia di leggere?
  6. I fattori includono la mancanza di motivazione, carenze nelle competenze di lettura, la frenesia della vita moderna che limita il tempo per la lettura e l'immersione dei giovani in un mondo digitale che rende il libro un oggetto estraneo (Fonte: Fattori che influenzano la lettura).

  7. Come si definisce un lettore morbido e quale impatto ha sulla lettura in Italia?
  8. Un lettore morbido è colui che legge manuali e testi pratici, come libri di cucina o salute. Questa categoria è in crescita, ma non sostituisce i lettori forti e abituali, che rimangono una parte importante della lettura in Italia (Fonte: Educazione e lettura).

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