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Cambiamenti climatici e altri danni


Negli ultimi anni, stiamo vivendo più o meno consapevolmente un dramma il cui tema sono i cambiamenti climatici, mentre l’umanità e l’ambiente ne sono i protagonisti.

Si sono svolte numerose conferenze e riunioni (Protocollo di Kyoto, Accordo di Parigi, Accordo di Kigali) tra le nazioni per trattare questo urgente tema e cercare di trovare accordi per mettere in atto i provvedimenti necessari, ma in un modo o nell’altro si è sempre presa maggiormente in considerazione la questione economica rispetto a quella ambientale.

Infatti le lobby dei combustibili fossili e tutti gli ambienti economici e politici legati ad esse sono i principali oppositori alle proposte per salvare il pianeta.
Le pericolose conseguenze di questa negligenza sono sempre più evidenti e tangibili.

I cambiamenti cimatici non sono altro che la manifestazione concreta della “sofferenza” che l’uomo infligge all’ambiente da tempo.
È però necessario riconoscere che non tutti i paesi sono ugualmente colpevoli di questo crimine, mentre è il mondo intero, anche i paesi poveri, a soffrire degli sbagli dei “potenti”.
Un esempio concreto di ciò è l’estrema quantità di CO2 che Stati Uniti, Europa, Giappone e Cina, dunque i paesi più evoluti, producono.
Queste emissioni si riversano negativamente a livello mondiale, contribuendo al rischio dell’aumento della temperatura, dell’aumento dell’acidità degli oceani che distrugge le barriere coralline, dell’aumento dei mari e quello dei fenomeni meteorologici estremi.
La CO2 è un gas naturale necessario a mantenere un equilibrio di temperature nel pianeta. La sua presenza sul pianeta insieme a quella degli altri gas serra viene però alterata dall’eccessivo utilizzo da parte dell’uomo dei combustibili fossili, come petrolio, carbone o metano, per produrre energia.

L’uso sfrenato dei combustibili fossili, inoltre nuoce in maniera ancora più diretta alla salute dell’uomo. Infatti insieme a queste risorse sono sempre presenti sostanze e prodotti altamente dannosi, come il particolato atmosferico, identificato generalmente nelle polveri sottili.
Vi sono prove concrete di come queste polveri, essendo di dimensioni particolarmente ridotte, abbiano la capacità di introdursi negli alveoli polmonari e nel sangue, andando dunque a colpire l’apparato respiratorio e quello cardiocircolatorio.
Tra queste sostanze è presente anche l’ozono, altamente dannoso per animali e piante.

Altro pericolo presente da decenni è quello delle piogge acide, generate principalmente da acidi forti come quello nitrico e solforico.
I danni che esse provocano sono principalmente quelli di alterare le proprietà chimiche delle acque e del suolo e di conseguenza causare deforestazioni o scomparsa di vita nei laghi.

È per tutte queste ragioni necessaria una transizione energetica, ovvero l’abbandono graduale dei combustibili fossili come fonti energetiche e dunque l’utilizzo di energie rinnovabili, come quella solare.
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