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Il disboscamento

Quando gli Europei incominciarono a colonizzare gli Stati Uniti il 45 per cento della superficie del paese era coperto dalle foreste. Presentemente ne è coperto un 20 per cento, più o meno, e in parte lo è grazie all’intensiva opera di rimboschimento.
Eppure la distruzione delle foreste nordamericane, per quanto possa sgomentare, soprattutto se consideriamo il breve periodo di tempo in cui è stata perpetrata, è niente al confronto di quello che è accaduto in molte altre parti del mondo. In passato la Spagna era coperta di foreste, ma adesso soltanto un ottavo del suo territorio è boscoso. Durante i tempi storici il terri¬torio greco era coperto di foreste nella misura del 60 per cento; oggi la cifra percentuale si è ridotta a un quarto. La Nigeria, uno dei paesi africani più popolati, ha eliminato il 74 per cento del proprio patrimonio arboreo.
Un secolo fa nella Somalia settentrionale esistevano, nonostante la scarsità di precipitazioni atmosferiche, boschi che si allungavano ininterrotti dalla costa verso l’interno per una profondità di 175 chilometri e più, coprendo zone che oggi sono desertiche o semidesertiche. Completamente scomparse sono anche le foreste primigenie nelle grandi isole solitarie dell’Oceano Indiano, come quella della Riunione, o l’isola Maurizio, l’isola Rodriguez e le Seychelles. Quanto alla Cina, un tempo paese boscoso, oggi vede coperto da foreste soltanto il nove per cento della sua superficie. Per l’india la cifra corrispondente è il diciotto per cento. A Ceylon rimangono nient’altro che chiazze boscose, vestigia d’una foresta che centodieci anni or sono si estendeva su quasi tutta l'isola.
Nel corso degli ultimi cinquant’anni le Filippine hanno perduto la metà esatta del loro patrimonio forestale e l’80 per cento della metà scomparsa è stato abbattuto in quest’ultimo ventennio e per di più soltanto un sesto degli alberi è stato impiegato per ricavarne legname da costruzione. Il resto è servito come legna da ardere, oppure è stato abbandonato a marcire sul posto. Per effetto d’una così dissennata deforestazione un quinto della superficie dell’arcipelago oggi è completamente improduttivo
Nel 1955 si calcolava che il 40 per cento circa delle immense foreste brasiliane fosse già stato distrutto. Nel PuertoRico — per limitarci a un solo esempio dalle Indie Occidentali — sopravvive l’uno per cento della foresta vergine. Soltanto il due per cento del territorio australiano è boscoso. Agli inizi della colonizzazione europea, vale a dire circa un secolo fa, le foreste neozelandesi si estendevano su poco meno di 23 milioni e mezzo di ettari; adesso non arrivano a coprirne neppure sei e come se non bastasse consistono in gran parte di specie esotiche piantate dall’uomo.
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