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I danni dell’uomo sugli ambienti

La molteplice azione dell’uomo sull’ambiente naturale, conseguenza della necessità di far fronte ai bisogni di una popolazione crescente (oggi gli abitanti della Terra sono più di 7 miliardi), è un fatto irreversibile ed inevitabile.
E’ necessario tuttavia che questo intervento divenga sempre più consapevole e cauto, perché le conseguenze negative talvolta sono tali da distruggere le sorgenti stesse della produzione.
Le bonifiche, i bacini idroelettrici, le arginature dei fiumi, i canali artificiali e i manufatti di ogni genere alterano l’equilibrio primitivo della complessa rete delle acque superficiali e sotterranee, provocando l’inaridimento di alcune regioni o l’eccesso di umidità in altre.
Il disboscamento inconsulto trasforma i pendii in superfici franose e sterili, che minacciano con la loro instabilità le pianure sottostanti. La lavorazione del suolo modifica la consistenza e la natura del terreno e lo espone maggiormente all'attività erosiva dell’acqua e del vento. Il sovraccarico di bestiame nei pascoli o le colture di rapina insteriliscono il terreno. L’inquinamento delle acque e dell’atmosfera provoca la scomparsa di varie specie di animali e vegetali e insidia la stessa salute dell’omo.
Le varie e compresse modificazioni provocate nei bacini collinari e montani possono accentuare l'azione erosiva delle acque correnti, che trasportano a valle una maggiore quantità di detriti. Questo porta a una più intensa azione di deposito e provoca un rapido aumento dell’altezza degli alvei fluviali, aggravando il pericolo delle alluvioni per le pianure circostanti. Inoltre la pioggia, sempre meno assorbita dal suolo degradato da disboscamento o da uno sfruttamento irrazionale, defluisce rapidamente negli alvei fluviali e può dare luogo a gravi inondazioni a valle.
Nei numerosi interventi sulla natura l’uomo non deve pensare solo al vantaggio immediato, ma deve prevedere anche le conseguenze indirette dei propri atti. Infatti la natura tende a ristabilire un nuovo equilibrio al posto di quello preesistente.
E’ necessario quindi che si diffonda la coscienza che l’ambiente nel quale si opera è il risultato di una serie di rapporti fra molteplici elementi fisici, biologici ed umani.
Ogni colta che questi rapporti vengano alterati si deve provvedere opportunamente, perché il nuovo equilibrio si ristabilisca con il minor danno generale possibile.
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