Una gita a Carsulae.
L' acqua,un bene prezioso anche per i romani.

Il tema della settimana scientifica di quest'anno, tenuta nel sito archeologico di Carsulae, è stato l'acqua. In questa occasione ci hanno spiegato molto accuratamente come la usavano i romani.
Se pensiamo all'acqua, ci vengono in mente tante cose, da un bicchiere mezzo pieno, alle cascate del Niagara. Se si fa salto nel passato, qualora a un cittadino romano fosse stato chiesto di affermare che cosa immaginasse pensando all'acqua, sicuramente lui avrebbe risposto: le terme. Esse erano un edificio ampio, formato da tante sale, stanze e giardini sia al chiuso sia all'aperto. Le terme erano un luogo calmo, dove i romani passavano interi pomeriggi di relax.
Ma come facevano i romani a portare l'acqua alle terme e alle città?
I romani non avevano tutte le tecnologie che abbiamo oggi, ma erano bravi ingegneri e inventarono gli acquedotti. Il primo acquedotto fu costruito nel 312 a.C ed era fatto in piombo. Per la maggior parte del tragitto l'acqua scorreva sotto terra in canali appositi e solo in pochi casi usciva allo scoperto, per esempio per superare i dislivelli di un fiume o di un terreno.

Questo acquedotto, che saliva in superficie, si chiamava acquedotto sifone, ed era una specie di ponte che collegava la cisterna di partenza a quella di arrivo in modo tale che l'acqua mantenesse la giusta pendenza.
Le condutture si inclinavano di circa un metro ogni chilometro e facevano percorsi lunghi, pieni di curve e non andavano mai in linea retta.
L'acqua portata dagli acquedotti sgorgava nella fontana principale della città, dove la popolazione poteva usufruirne, quella inutilizzata veniva rispedita alle domus, alle terme e alle fontane cittadine. Prima di essere mandata ai diversi edifici però veniva filtrata con delle saracinesche in una cisterna apposita.
Finalmente pronta per essere utilizzata veniva spedita alle terme in tre grandi vasche: il calidarium (vasca d'acqua calda), il tepidarium (vasca di acqua tiepida) e il frigidarium (vasca d'acqua fredda), terminando così il suo turbolento ciclo.
Oggi a Carsulae possiamo visitare molti resti di quella che era un'importante polis romana. Nata sulla via Flaminia, raggiunse il suo massimo splendore con Romolo Augusto, nel I secolo a.C e forse subì numerose catastrofi naturali che mano a mano rovinarono la città fino a farla sparire.

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