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Saggio breve: viaggio della vita

Argomento: il viaggio: esperienza dell'altro, formazione interiore, divertimento e divagazione, in una parola, metafora della vita

Nel mondo globalizzato viaggiare è ormai necessario per chiunque voglia affermarsi; se si osserva la società contemporanea si può notare come l’economia e la politica siano non più fenomeni su scala nazionale, ma mondiale. Davanti a fenomeni di questo tipo l’individuo deve essere pronto.
Il viaggiare, incontrando realtà diverse da quella di origine, aiutano sicuramente ad avere l'apertura mentale e la flessibilità richiesta dalle grandi imprese; C. Magris nel testo "Tra i cinesi che sognano Ulisse" chiarisce questo aspetto: << ..la condizione spirituale dell'uomo come viaggiatore, di cui parla la teologia, è anche una situazione concreta per masse sempre più vaste di persone. Sempre più incerto..appare il ritorno -materiale e sentimentale- a se stessi.. >>. Quest'ultima frase afferma che viaggiare comporta un sicuro cambiamento interiore dell'individuo e può essere visto un po' come la metafora della vita umana, << un passaggio dalla nascita alla morte >> (T. Todorov, "Le morali della storia"). Il viaggio rappresenta il percorso che ogni singolo individuo compie dal momento in cui viene alla luce fino all'ultima tappa, la morte. L'Odissea di Omero racchiude tutti i significati legati al tema del viaggio: Ulisse, protagonista, compie un viaggio di ritorno dalla guerra di Troia alla sua patria, ma prima di arrivarci si trova a superare prove di vita che lo portano ad una maggiore conoscenza del mondo; il viaggio lo porta a sentire il bisogno di cambiare in diversi aspetti, a partire dalla concezione di se stesso, dell'altro e dei rapporti umani e nell'acquisire esperienza. Un altro esempio di viaggio in termini di vita e cambiamento è sicuramente la Divina Commedia, il racconto di un viaggio fantastico nell'al di là, compiuto nel corso della settimana santa dell'anno 1300 da Dante Alighieri, il quale si era perso in una foresta oscura, simbolo del peccato e poi salvato da Virgilio, simbolo della ragione umana, che lo accompagnerà nel suo viaggio di pellegrinaggio nell'altro mondo nell'Inferno e Purgatorio, in Paradiso da Beatrice e infine da San Bernardo. Questo viaggio ha un significato allegorico: rappresenta il cammino che l'uomo deve percorrere per sfuggire alle passioni terrene e materiali ed arrivare alla fede; un cammino che va dall'istinto e dall'ignoranza verso la coscienza della verità e della salvezza, una mutazione radicale. << L'Ulisse odierno non assomiglia a quello omerico o joyciano, che alla fine ritorna a casa, bensì piuttosto a quello dantesco che si perde nell'illimitato >> (C.Magris, "Tra i cinesi che sognano Ulisse"). Un altro aspetto molto rilevante sul viaggio viene spiegato da T. Todorov in "Noi e gli altri", affermando: << Il viaggiatore aveva un pregiudizio favorevole nei confronti di popoli di contrade lontane e cercava di descriverli ai suoi compatrioti;...ora l'uomo moderno è incalzato. Il turista farà quindi, un'altra scelta: le cose, e non più gli esseri umani, saranno oggetto della sua predilezione.. >>. L'autore vuole sottolineare la profonda differenza tra l'atteggiamento dell'uomo che si comporta da viaggiatore e di quello che, al contrario, prende la parte del turista: il primo è disposto ad incontrare e relazionarsi con altri popoli aventi usi e costumi differenti, consapevole del fatto che un viaggio comporti non solo piacere e divertimento, ma anche impegno e fatica e che questo tipo di esperienza potrebbe essere utile per arricchire se stesso e gli altri; il turista, al contrario, quando viaggia si sofferma unicamente su oggetti e paesaggi senza preoccuparsi di dialogare con persone diverse, gusta la vita come se fosse una vacanza, non si accorge di avere conoscenze superficiali e non è interessato a guardare in profondità. Vive quindi il suo viaggio senza lasciare traccia significativa di sé. L'esperienza porta dunque benefici in termini di cultura e realizzazione professionale ma anche degli svantaggi: innanzitutto, ci si distacca dal proprio ambito familiare ed affettivo creando talvolta veri e propri traumi, impossibilità di crearsi una famiglia, rapporti sociali come amicizie, perdita di identità nazionale, valori costumi e cultura locale. Il viaggio è un’opportunità che non va persa, ma che porta degli evidenti svantaggi che non vanno sottovalutati. È corretto viaggiare per adattarsi alle esigenze dell’economia e per arricchirsi culturalmente, il bello del viaggio sta nell’incontro con le differenze. Per questo l’individuo quando gira il mondo alla scoperta del diverso deve essere anche consapevole delle sue origini e conoscitore della sua cultura in modo che esse si preservino non rendendo in futuro il mondo uniforme e il viaggio inutile.

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