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Viaggio come crescita morale


Quando si parla di viaggio non bisogna solamente intenderlo come semplice svago ma anche, e soprattutto, ad un'occasione di crescita morale.
Infatti l'uomo ha da sempre avuto l'istinto naturale di muoversi e di cambiare, anche per breve tempo, il suo stile di vita.
Questa necessità di cambiamento nasce dall'abitudine della propria esistenza, che diventa monotona in quanto ordinaria e quotidiana.
Una vita di routilante non aiuta un'eventuale crescita mentale, costretti sempre a vivere le stesse cose, analizzeremo e ragioneremo sulle stesse problematiche.
Per questo motivo l'uomo, molte volte, non si sente partecipe di un certo stile di vita, anzi è totalmente estraneo a quest'ultimo e ciò ridimensiona la volontà di pensare fuori dagli schemi che vengono sostenuti, invece, dalla grande maggioranza dei cittadini.
Queste persone per risolvere il problema scelgono spesso di viaggiare, in quanto convinte che il cambiamento interiore possa dipendere da uno spostamento, tesi appoggiata da Todorov ne "Le morali della storia".
Il cambiamento, però, non è distruttivo, bensì costruttivo, perché il contatto con nuove culture e nuove società aiuta l'essere umano a sviluppare la sua visione del mondo.
Nuove esperienze sono basilari per una formazione morale degna di nota.
L'uomo amante dei viaggi ricorda !molto il personaggio omerico di Ulisse, perché è disposto a lasciare ogni cosa per inseguire una meta, che non ha valore materiale, bensì spirituale.
L'uomo però deve fare tesoro dell'esperienza del viaggio ed usare questo tesoro nella propria vita quotidiana, poiché il viaggio non è un cambiamento eterno come testimonia J.Saramago.
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