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Il lavoro come soddisfazione morale


Fin dai tempi antichi il lavoro è stato di basilare importanza per il prosieguo della vita umana, l'uomo ha sempre provato a sfruttare le sue capacità mentali e fisiche per migliorare la sua esistenza.
Il lavoro, strettamente legato alla volontà, ha permesso al genere umano di svilupparsi,nel corso dei secoli, dal punto di vista intellettuale e di arricchirsi.
L'importanza sociale del lavoro è evidenziata nel primo articolo della costituzione italiana che recita "L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro" dunque solo una grande volontà e una brande voglia di fare portano alla formazione di uno stato efficiente.
Un paese è fondato sul lavoro affinché quest'ultimo sia protagonista del progresso, per questo motivo lo stato ha il compito di favorire lo svolgimento di un'attività da parte dei cittadini, come cita il quarto capitolo della costituzione.
Negli ultimi anni di crisi si è visto il lavoro solamente come un'azione che viene retribuita, infatti lo scopo primario per il quale un uomo affronta un mestiere è quello di sfamare se stesso e un'eventuale famiglia.
Non bisogna dimenticare che il lavoro soddisfa un individuo moralmente rendendo l'insicuro di sé stesso e consapevole delle sue capacit, infatti la maggior parte degli esseri umani per natura tende a compiere attività costruttive indipendentemente dall'aspetto economico e sociale.
Questo concetto viene espresso da Voltaire, nella celebre frase "il lavoro allontana tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno".
L'importanza del lavoro viene evidenziata anche da John Lennon che nel testo di una sua canzone dice "lavoro è vita, lo sai, e senza quello esiste solo paura ed insicurezza".
Si può dunque affermare che per l'uomo possedere un lavoro puó risolvere molte problematiche e portare gioia in un'esistenza colma di paura e tristezza.
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