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Saggio breve – Ambito tecnico-scientifico - Argomento: La responsabilità della scienza e della tecnologia


Le due facce della scienza e della tecnologia


Il continuo progresso della scienza e della tecnologia ha portato grandi vantaggi nella vita dell’uomo, come anche, purtroppo, degli svantaggi. Le nuove scoperte hanno migliorato le nostre condizioni di vita, i metodi di comunicazione, i mezzi di trasporto, ma hanno anche portato a conflitti tra popoli e al peggioramento delle condizioni climatiche del nostro pianeta. Andando avanti con il progresso, bisogna preservare e migliorare il più possibile la nostra vita, senza andare a discapito degli animali e delle piante sulla Terra.

Come disse l’astrofisica italiana Margherita Hack in un’intervista per Roma Tre New, la scienza deve essere libera da qualsiasi vincolo religioso o politico e deve avere come scopo principale quello di andare a migliorare la vita sul nostro pianeta. Ad esempio, le medicine dovrebbero servire per curare tutti, indifferentemente dalla loro condizione sociale e provenienza. Ricchi, poveri, bianchi, neri, dovrebbero tutti ricevere le stesse cure. Non devono essere le multinazionali farmaceutiche a scegliere chi curare, solo per una questione di interessi economici. Un esempio è la questione dei farmaci anti-Aids tra il governo del Sud Africa e le multinazionali all’inizio del ventunesimo secolo, come descritto da Pietro Greco – Sua maestà la tecnologia. Chi ha paura della scienza? su “L’Unità” nel 2001. Per una questione di guadagno, queste medicine non vennero distribuite nel paese perchè troppo care.

Pur non conoscendo da subito l’esito che alcune scoperte avranno sulla vita dell’uomo, qualora si capisca che esse potrebbero andare a danno del nostro pianeta o della comunità, bisognerebbe fermarsi e cambiare strada. La scoperta del nucleare non voleva certo portare alla distruzione con la bomba atomica delle città di Hiroshima e Nagasaki o al disastro nucleare della centrale di Cernobyl. Ogni nostra azione ha una conseguenza, bisogna quindi usare le nostre conoscenze senza abusarne, soprattutto se queste potrebbero andare a danneggiare permanentemente l’ambiente che ci circonda.

Primo Levi, nel suo passo “Covare il cobra” dell’11 settembre del 1986, dice infatti questo: lo scienziato, nel suo lavoro, dovrà fare delle scelte. Queste ultime dovranno essere fatte con coscienza, pensando a tutte le conseguenze, positive o negative, che ne deriveranno e pensando alle generazioni che abiteranno questo pianeta dopo di noi. Sin dalla Rivoluzione industriale lo sviluppo economico e tecnologico sono stati strettamente collegati, in quanto, con l’invenzione di nuovi macchinari e la nascita delle industrie il lavoro è nettamente cambiato. Questo ha portato a una diminuzione della manodopera perché le macchine hanno sempre di più sostituito il lavoro degli uomini.

In un futuro i robot ci avranno del tutto rimpiazzati e questo è l’effetto negativo che deriva da queste grandi invenzioni che sono servite a migliorare la vita moderna dell’uomo. Non dobbiamo, però, sottovalutare questo aspetto, perché potrebbe rivelarsi molto grave per il futuro dell’umanità. Se non riusciamo a controllare il progresso, sarà lui un giorno a dominare su di noi.

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