Saggio breve: “Quale idea di scienza nello sviluppo tecnologico della società umana.”

Scienza e tecnologia: affinità e contraddizioni
“Non intendo certo sbrogliare l’intricatissimo rapporto tra scienza e tecnologia, ma solo rilevare che oggi, soprattutto grazie al’impiego delle tecnologie informatiche e della simulazione, la nostra capacità di agire ha superato di molto la nostra capacità di prevedere …”
Come dichiara G. O. Longo in “Uomo e tecnologia: una simbiosi problematica”, grazie alla scienza il mondo è profondamente cambiato. Il progresso scientifico e tecnologico ha raggiunto oggi un notevole sviluppo. Esso ha apportato da una parte miglioramenti considerevoli nella vita dell'uomo, ma dall’altra ha provocato un'alterazione dell'equilibrio naturale, i cui effetti potrebbero essere catastrofici in un prossimo futuro. Il progresso tecnologico con l'illusione di rendere la vita più semplice e più agiata, in diversi casi l'ha resa più difficile e complicata. Prima di esaminare questi aspetti è comunque necessario fare una distinzione tra scienza e tecnologia. La prima è legata all’indole dell’uomo. Per natura, infatti, egli ha sete di sapere, di dare spiegazione a qualsiasi tipo di fenomeno che gli ruota intorno. Lo stesso J. Gribbin afferma ne ”Economia all’idrogeno” che “… la scienza è una delle massime conquiste (la massima, si può sostenere) della mente umana, e il fatto che il progresso sia stato in effetti compiuto, in grandissima parte, da persone di intelligenza normale procedendo passo dopo passo a cominciare dall’opera dei predecessori, rende la vicenda ancora più straordinaria, e non meno.” Il compito dello scienziato è quello di portare le sue ricerche sino al massimo delle sue capacità, sfruttando totalmente la sua intelligenza, mettendosi così al servizio dell’umanità.

La tecnologia è invece l’applicazione delle scoperte scientifiche nei vari campi dell'attività umana. Scienza e tecnologia sono quindi strettamente legate fra loro. Ciò che le distingue è che la prima è intesa come arricchimento dell’uomo, e nel suo complesso è neutra. Va quindi a contrapporsi alla sua applicazione, la tecnologia, che viene invece condizionata da fattori di tipo economico, politico e sociale.
Si parla quindi di progresso, che tende a raggiungere livelli di evoluzione sempre più elevati: è un processo inarrestabile che assieme ai benefici, crea anche numerosi danni. Si possono trovare esempi plausibili in svariati campi. Partiamo da quello medico-scientifico, nel quale, con le svariate innovazioni tecnologiche, sono state rese curabili molte malattie, riuscendo a cancellarne addirittura alcune, ma in altri casi se ne sono create accidentalmente di nuove. Proseguiamo con l’esempio dell’energia atomica: se usata correttamente offre indiscutibili vantaggi, ma attorno a questa parola aleggia un istintivo timore, e ne sono esempi le terribili conseguenze delle catastrofi di Hiroshima, Nagasaki, Chernobyl e l’attuale allarme nel Giappone
Lo stesso Albert Einstein ne “Pensieri degli anni difficili”, afferma che: “… vi sono due modi secondo cui la scienza influisce sulla vita dell’uomo. Il primo è familiare a tutti: direttamente e ancora più indirettamente la scienza produce strumenti che hanno completamente trasformato l’esistenza umana. Il secondo è per sua natura educativo, agendo sullo spirito. Per quanto possa apparire meno evidente a un esame frettoloso, questa seconda modalità, non è meno efficiente della prima. L’effetto pratico più appariscente della scienza è il fatto che essa rende possibile l’invenzione di cose che arricchiscono la vita, anche se nel contempo la complicano.”
Si sta infatti creando una situazione sempre più complessa in cui le sofisticate tecnologie create dall’uomo prendono il sopravvento sulla scienza, determinando una condizione nella quale il progresso ottiene l’effetto contrario, causando quindi conseguenze talvolta ancora più gravi.
Uno dei più grandi ostacoli che si è presentato nel progredire della scienza è la fede religiosa. Sono infatti due cose totalmente contrapposte: la prima crede nell'intuizione, nella sperimentazione, nella dimostrazione tramite prove pratiche, nella possibilità di comprendere ogni cosa. La seconda si basa proprio sul credere senza comprendere o poter dimostrare quello in cui si crede, imponendo cioè dei dogmi, ma soprattutto giustifica il suo intervento attraverso l’etica. Quest’ultima suscita dubbi e polemiche rendendo quindi il cammino della scienza più difficoltoso, portando gli scienziati a porsi loro stessi del limiti. Ma è il caso di sottolineare quanto affermato da Lucrezio nel “De Rerum Natura”: “Quando la nostra vita umana giaceva per terra, turpemente schiacciata da una pesante religione … un Greco, osò contro di quella alzare lo sguardo … e andò lontano, solo, di là dalle fiammanti barriere dell’universo … e a noi vittorioso ritorna e ci svela il segreto dei corpi che nascono e come alle cose è fisso un termine e limitato il potere. Così la religione fu calpestata.” Infatti se l’uomo si fosse fermato di fronte ai dogmi posti dalla religione, non avrebbe raggiunto nemmeno una minima parte delle attuali conoscenze.
Non si può quindi arrestare il suo progredire, poiché non si può nemmeno affermare che i benefici della tecnica non siano notevoli.
La scienza dovrebbe però trovare al suo interno delle regole che oltre a confermare la veridicità del progresso tecnologico, pongano dei limiti da non varcare, in modo da evitare lo scontro con i principi morali dell’etica religiosa.

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