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Saggio breve Promessi Sposi


• Ambito: descrizione di personaggi del romanzo “I Promessi Sposi”.
• Collocazione: culturale.
• Destinatario: giornalino della scuola.
• Fonti: romanzo “I Promessi Sposi”.
• Titolo: Tre profili malvagi.

Alessandro Manzoni, scrittore italiano del 800’, il quale contribuisce a mantener illustre la cultura del nostro Paese, durante la sua vita scrisse un grande romanzo, “I Promessi Sposi”, che ancor oggi assilla e/o entusiasma noi studenti.
Mi sono voluta soffermare sulla descrizione di tre profili particolari del romanzo e ho notato che, nonostante passino il tempo e le epoche, il lupo perde il pelo ma non il vizio ovvero l’uomo non cambia i suoi atteggiamenti ed i suoi istinti, per quanto malvagi e disonesti, ma ne modifica l’attuazione.
Manzoni, nel pieno della sua carriera, scrisse il romanzo e ne introdusse tre personaggi secondari ma decisivi: il famoso Don Rodrigo con i suoi Bravi ed il Conte Attilio.

In un epoca Seicentesca a Lecco e in gran parte dell’ Italia vi era la dominazione spagnola, i soldati della quale non perdevano occasione di violentare o saccheggiare la gente comune e sottomessa. Nel romanzo lo scrittore ci pone di fronte a Don Rodrigo, il cui nome inganna l’origine spagnola, ma il comportamento è esattamente come tale: vive di rendita proveniente dal piccolo villaggio sotto la sua abitazione ed inoltre si sostiene grazie alle bricconerie e malvagità.
Egli è il nobilotto degenere di villaggio, l’antico feudatario che reputa tutto intorno, uomini e cose come roba sua, e cerca far valere il suo diritto con la forza, circondato di bravi. […]La sua vita non ha scopo; l’ozio rode in lui tutto ciò che di elevato v’avea posto natura e lo volge al male. Pesa su di lui l’atmosfera della sua classe. Ciò che lo spinge o lo frena è questa interrogazione: "Cosa diranno di me i miei pari?"
Così lo descrive Manzoni. Nonostante la sua perversione, Don Rodrigo alla fine del romanzo è salvato dalla misericordia divina, attraverso cui si pente e chiede un perdono, non negato, a Renzo. In realtà Don Rodrigo è tanto malvagio, quanto ingenuo ed influenzabile ma solo da quelli come lui.
Ed è qui che entra in gioco il conte Attilio. Come annuncia il titolo, il romanzo narra di un matrimonio felice che, ancor prima di celebrarsi, è ostacolato. Per quale motivo? Per una scommessa: ebbene il Conte Attilio provoca don Rodrigo riguardo Lucia e da quel momento avrà inizio tutta la storia e le peripezie dei giovani sposi. Le armi di Attilio sono la canzonatura e l'acre ironia con la quale riesce a mandare in bestia Don Rodrigo. Il suo modo di presentare le vicende sono un capolavoro di strategia e di menzogna, che alterna la tattica della lusinga e dello stravolgimento dei fatti con mezze verità e mezze bugie.
I due parenti, secondo alcune dicerie, nel loro quartiere sono considerati anche con la coscienza pulita; in questo non c’è falsità dal momento che a sporcarsi le mani sono i bravi, fedeli soci di Don Rodrigo facilmente individuabili dall’abbigliamento egocentrico e dall’atteggiamento senza timore né paura. Uno di questi è il Griso.
Seguendo la descrizione di Manzoni, si scopre come nella personalità del Griso si adunino le passioni più lontane dalla carità cristiana e come la sua anima dia adito all’irrompere del male, ma di un male allo stato puro, nel cerchio del quale è minacciata la libertà stessa dell’individuo. Egli vive di astuzia, di servilismo, di spavalderia, di avidità per il denaro e di delitti eseguiti con l’auto di chi non avverte più i richiami della propria coscienza. La strada del Griso è segnata diritta, senza sorprese d’imprevisti morali, senza possibilità di riscatti. Per il Griso, quindi, non è valido l’intervento della misericordia.

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