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Diventa vegetariano: fai la scelta migliore per te e per quello che ti circonda (?)

Il vegetarismo designa un insieme di diverse pratiche alimentari accomunate dalla rigorosa esclusione del consumo delle carni di qualsiasi animale. Quella di essere vegetariani è una scelta che si compie per i motivi più disparati, dai problemi di salute alle motivazioni etiche, passando anche per questioni economiche e ambientali. Analizziamole più in profondità.
Uno dei motivi più forti e anche uno di quelli che incontra di più il favore dell'opinione pubblica, è l'idea, assai diffusa, che evitare il consumo di carne curi i tumori e diminuisca il rischio di malattie e problemi cardiaci. In realtà spesso avviene l'esatto opposto. Una dieta priva di carne infatti, ha come primo evidente risultato una disastrosa mancanza di vitaminaB12, che blocca i processi di metilazione necessari a stabilizzare dna, rna, proteine, produrre neurotrasmettitori e disintossicare l'organismo; causando inoltre anemia megaloblastica e, in casi estremi, danni al sistema nervoso e a quello cardiovascolare. A seguito poi di uno studio clinico dell’Università di Graz su 1320 soggetti si è concluso che i vegetariani si ammalano più spesso e hanno una qualità della vita inferiore rispetto ai carnivori. In totale gli scienziati hanno esaminato 18 diverse malattie croniche e rispetto ai forti consumatori di carne, i vegetariani sono stati colpiti più duramente da 14 malattie su 18, che includono: asma, diabete, emicranie e osteoporosi. Questo studio conferma le risultanze di un analogo studio dell’Università di Hildesheim: i vegetariani sono colpiti più frequentemente da disturbi psicologici, con il doppio delle probabilità di soffrire di ansia o depressione rispetto ai forti consumatori di carne (9,4% contro 4,5%). Ciò non va inteso nel senso che i 'mangiatori di carne' sono esenti da malattie, ma indica semplicemente il fatto che scegliere un alimentazione vegetariana o vegana non allunga la vita.

E' inoltre poi da considerare l’enorme disastro ambientale causato dalla produzione della carne che si porta in tavola ogni giorno. Essa contribuisce, infatti, in maniera pesante alla deforestazione, all'inquinamento dell'atmosfera – grazie alla produzione di anidride carbonica, metano e ossido di azoto -, all’erosione del suolo e alla desertificazione, per non parlare del gioco che ella occupa nel prosciugamento delle risorse d'acqua e dell'enorme quantità di bestiame che ogni anno viene inutilmente buttato. Tutto ciò è dovuto ai cosiddetti allevamenti intensivi, che ogni settimana mandano al macero circa un miliardo di animali, tra ovini, bovini, suini e avicoli. Il problema, impossibile da eliminare, sarebbe facilmente diminuibile grazie all'introduzione di allevamenti biologici, che ridurrebbero il costo sull'ambiente, al prezzo di ridurre però anche la quantità di carne prodotta: non vi è infatti sul pianeta abbastanza erba da rendere una così grande quantità di animali idonei per la macellazione dopo appena pochi mesi di vita.
Per quanto riguarda invece la questione che tutti ci poniamo, essere vegetariani ha davvero un impatto così forte sul nostro portafogli? Beh, dipende. Sicuramente, soprattutto con la crisi in atto, frutta e verdura costano meno di carne e pesce. Bisogna qui però fare le giuste considerazioni e separare il cibo prodotto da allevamenti o colture intensive, da quello biologico. Il cibo 'intensivo' costa in media il 30% in meno di quello biologico, di quello che cioè mangia il vegetariano; il quale inoltre, come già detto prima, ha più probabilità di soffrire di cardiopatie e disturbi psichici e, di conseguenza, rappresenta un onere maggiore per il sistema sanitario. E' facilmente intuibile, quindi, che una dieta vegetariana non rappresenta un così grande guadagno dal punto di vista economico, ma al contempo nemmeno una così grande spesa.
Prima di concludere, è opportuno inoltre sfatare la diceria comune che crede l'uomo non predisposto 'per natura' all'utilizzo di carne. L'essere umano NON è erbivoro. La cellulosa e l' emicellulosa presenti negli alimenti ricchi di fibre non riesce ad idrolizzarsi nel corpo umano causando quindi quei disturbi ( flatulenza, stipsi, dolore e gonfiore addominale ) legati all' assunzione degli stessi alimenti contenenti queste sostanze ( frutti, verdure e cereali ). Inoltre, l' uomo possiede diversi tipi di denti, tra i quali i 12 molari, che triturano il cibo esercitando una pressione di circa 85 kg/cmq. Come si può facilmente comprendere, una pressione del genere è indispensabile per mangiare cibi duri, solidi, come la carne, ma inutile per frutta e verdura. E' pur vero che l'essere umano NON è nemmeno carnivoro. Infatti l' organismo umano non riesce a digerire una grande quantità di proteine animali che stanziano troppo tempo nell'intestino.
Tutto ciò per dire che - escludendo per ovvi motivi le questioni etiche, sulle quali nessuno può permettersi alcuna critica – essere vegetariani non è affatto la scelta migliore che si possa compiere. Così come non lo è nemmeno l'essere carnivori. Nessuna delle due scelte allungherà la nostra vita o ci assicurerà un avvenire splendido, senza medici e malattie. L'ideale sarebbe, infatti, seguire una dieta variegata, ricca di verdure e con un consumo limitato di carni, come la dieta Mediterranea.

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