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saggio breve che tratta dell'amor cortese

L’amor cortese


L’amor cortese è il sentimento protagonista del Dolce Stil Novo. Questa nuova esperienza letteraria (di cui tra i maggiori esponenti troviamo Guido Guinizelli, Guido Cavalcanti e Dante) propone una lettura completamente diversa di Amore, scritto con la “A” maiuscola perché inteso come personificazione del sentimento. L’amore cortese è un’emozione nobile legata appunto alle corti del XII che mette in evidenza la figura femminile rendendola angelica, e promuove la nobiltà d’animo sulla nobiltà di stirpe. L’amore viene inteso come sorgente di perfezione morale capace di elevare l’amante a Dio attraverso la donna angelo. Esso si basa infatti sul culto della donna, che viene considerata un essere celestiale capace di elevare l’amante. Quest’ultimo vede la figura femminile come un essere sublime e irraggiungibile. Non a caso la maggior parte delle poesie stilnovistiche trattano i tormenti di amanti rifiutati o addirittura ignorati dalle proprie amate. La donna non è più la signora, severa, distante ed a volte crudele, simile ad un signore feudale al quale obbedire ciecamente. La donna è un angelo, cioè un messaggero di Dio. Essa ha poteri sovrannaturali, è capace di procurare la salvezza con il solo saluto e viene descritta di solito come una creatura di rara bellezza e gentilezza d’animo. È proprio la gentilezza d’animo il centro intorno al quale ruota l’amore cortese. Proprio come diceva Guido Guinizelli nella poesia omonima, secondo gli stilnovisti: “Al cor gentile rempaira sempre amore” ovvero l’amore ritorna sempre in un cuore gentile. Non basta quindi appartenere ad una famiglia "di sangue nobile", perché la vera nobiltà è nel cuore.

A cura di Federica

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