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Guerre di conquista o conquista della libertà? Saggio breve


Esplosioni. Disordine. Confusione. Sangue. Morti. Panico. Terrore: queste sono le immagini che vengono in mente pensando all’11 settembre 2001, una data che non verrà dimenticata molto facilmente perché ciò che accadde quel giorno sconvolse non solo l’America, ma anche il resto del mondo. L’attentato fu organizzato da alcuni terroristi islamici che attaccarono gli Stati Uniti per le ingiustizie che essi avevano perpetrato nei confronti degli stati del medio oriente. Infatti gli USA, insieme ad altri Paesi occidentali, avevano bombardato diversi territori islamici. Dunque, i terroristi che avevano organizzato l’attacco dell’11 settembre erano guidati dalla rabbia e dal desiderio di vendetta, ma a morire quel giorno non furono solamente gli occidentali perché, proprio come afferma Dacia Maraini, NewYork è la città più multietnica che esista al mondo, infatti nei grattacieli si trovavano anche molti musulmani che furono soffocati, schiacciati e bruciati vivi come tutte le altre persone che si trovavano lì.
Sono convinto che sia del tutto insensato combattere la violenza con altra violenza. Ciò che secondo me non dovrebbe mai essere dimenticato è che chiunque, prima di essere un occidentale, orientale, credente, infedele ecc. è un essere umano. Quel giorno i terroristi attaccarono l’America perché volevano avere giustizia, ma i primi a farne le spese furono loro stessi, dunque qual è il risultato? Ad andarci di mezzo non sono ugualmente persone innocenti?
Infatti, dopo l’11 settembre 2001, si sono svolti numerosi conflitti che hanno sempre avuto come esito la morte di migliaia di persone. Questi scontri, avvenuti tra i Paesi orientali e quelli occidentali, hanno utilizzato come giustificazione le cause religiose e la differenza di cultura tra le popolazioni interessate. Tali guerre però, come afferma Oriana Fallaci, non hanno come scopo le conquiste territoriali, mirano invece a privare ognuno di noi del suo modo di pensare e di vivere e della propria libertà.
Questa secondo me è la cosa peggiore perché a nessuno dovrebbe essere vietato di essere se stesso: chiunque ha il diritto di pensare, credere o vivere la propria vita liberamente e qualsiasi essere umano ha il diritto di esprimere la propria opinione senza la paura di essere giudicato per questo.
Come scrive Dacia Maraini a fare le spese del fanatismo religioso sono le stesse persone che lo attuano: è inammissibile che nei Paesi orientali molte ragazze vengano sgozzate per il semplice fatto che frequentano una scuola, o che parecchie donne siano uccise solo perché indossano un burqa non abbastanza lungo.
Dietro il modo di essere di ogni persona vi è una cultura ben precisa, quindi, rifiutarsi di accettare uno stile di vita diverso dal nostro vuol dire rifiutare chi è diverso da noi.
Alla base delle atrocità che si verificano quotidianamente nei Paesi mediorientali e dei numerosi conflitti tra le popolazioni occidentali e quelle di religione islamica vi è la mancanza di tolleranza nei confronti di un modo di vivere e di pensare diversi dal proprio. Infatti le guerre non sono determinate dalla differenza di opinioni, ma dal rifiuto di accettare coloro che hanno opinioni differenti. Se le guerre e il terrorismo nascono dal rifiuto di accettare coloro che sono ritenuti “diversi”, secondo me per cercare di risolvere questo problema, è necessario che ognuno nel suo piccolo si impegni per accogliere le diverse culture e si abitui all’idea che modi di vivere differenti possano coesistere. In questo modo si potrà sviluppare una mentalità meno rigida e più aperta che non consideri la diversità come motivo di scontro fra le popolazioni.
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