Concetti Chiave
- La clonazione consiste nella creazione di un individuo geneticamente identico a un modello, con implicazioni sia positive che negative.
- Critiche alla clonazione evidenziano come essa possa minacciare la biodiversità e negare l'unicità dell'individuo, influenzando la personalità delle copie.
- La Chiesa si oppone alla clonazione, sostenendo che essa compromette la dignità umana e strumentalizza il ruolo della donna nella procreazione.
- Le conseguenze della clonazione potrebbero portare a una "immortalità" del nome, con una società popolata da individui ricreati, alterando il ciclo vitale naturale.
- La clonazione terapeutica offre opportunità per curare malattie attraverso la riparazione di organi, ma richiede prudenza a causa delle incertezze scientifiche.
Indice
Definizione e implicazioni della clonazione
Il termine clonare significa creare un individuo geneticamente identico ad un modello.
Questo può essere visto in entrambi i modi: sia positivamente, se per esempio questa tecnica venisse utilizzata per far nascere organismi non malati ed in grado di resistere a gravi malattie in determinate zone del mondo come l’Africa, ma anche negativamente.
Quali sono le opinioni e critiche sulla clonazione?
Come afferma Renato Dulbecco in un’intervista di Giovanni Maria Pace, la clonazione è un attacco alla biodiversità, perché ognuno è unico, pregi e difetti che abbia.
Nel momento in cui un bambino muore in un incidente, è possibile che i genitori desiderino sostituirlo, ma è anche vero che il nuovo individuo, dice Hans Jonas, non avrebbe una sua personalità, perché sarebbe condizionato da ciò che tutti sanno di lui, non diventerebbe ‘se stesso’, ma un ‘lui stesso’.
Aspetti etici e religiosi
Per questo la Chiesa è sempre stata contraria alla clonazione: infatti sostiene che con l’utilizzo di strumenti di questo tipo, embrioni umani e cellule staminali, si arriverebbe alla negazione della dignità dell’individuo–copia e la procreazione umana non sarebbe più l’unione naturale di persone, poiché si avrebbe una strumentalizzazione della donna, ridotta a diventare solamente una prestatrice di ovuli e di utero.
Conseguenze della clonazione
Inoltre ogni essere vivente ha un proprio ciclo vitale e questo termina con la morte, perciò se con la clonazione la persona venisse ricreata si avrebbe l’immortalità dell’individuo, o meglio del suo nome, cosicchè anche dopo cento anni il mondo sarebbe formato per la maggior parte sempre dagli ‘stessi soggetti’.
Questo perché molte volte vengono compiuti abusi in ambito scientifico, vi sono difficoltà enormi a prevedere ed a controllare le conseguenze a lungo termine e per evitare che ciò accada bisognerebbe limitare la scienza, anche se questo probabilmente significherebbe l’inizio di una regressione antropologica.
Clonazione terapeutica e prudenza
Ma oltre all’utilizzo della clonazione come strumento per creare delle copie, questo metodo può essere anche usato per scopi terapeutici, poiché cellule opportunamente programmate con specifici stimoli potranno rivoluzionare il modo di curare una certa malattia, non più con farmaci, ma con la ‘riparazione’ dell’organo/tessuto difettoso o danneggiato.
Grazie a ciò l’avvio della clonazione terapeutica può essere considerato una notizia positiva, un settore della scienza ‘promettente’, anche se rimane tutto da esplorare, dato che esistono ancora molte incognite.
Ed in questi casi occorre solo una cosa: prudenza.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di clonazione e quali sono le sue implicazioni positive e negative?
- Quali sono le critiche principali alla clonazione secondo esperti come Renato Dulbecco e Hans Jonas?
- Qual è la posizione della Chiesa riguardo alla clonazione e quali sono le sue preoccupazioni etiche?
- In che modo la clonazione terapeutica potrebbe rivoluzionare il trattamento delle malattie e quali precauzioni sono necessarie?
La clonazione è il processo di creare un individuo geneticamente identico a un modello. Può avere implicazioni positive, come la creazione di organismi sani in aree colpite da malattie, ma anche negative, poiché solleva preoccupazioni sulla biodiversità e sull'unicità degli individui.
Renato Dulbecco critica la clonazione come un attacco alla biodiversità, mentre Hans Jonas sottolinea che un individuo clonato non svilupperebbe una personalità unica, essendo condizionato dalle aspettative legate alla sua origine.
La Chiesa si oppone alla clonazione, ritenendo che essa neghi la dignità dell'individuo e strumentalizzi la donna, riducendola a un mero fornitore di ovuli e utero, compromettendo così la natura della procreazione umana.
La clonazione terapeutica potrebbe permettere la riparazione di organi o tessuti danneggiati, rappresentando un progresso significativo nella medicina. Tuttavia, è fondamentale procedere con prudenza, poiché ci sono ancora molte incognite da esplorare.