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Saggio breve: 25 aprile, festa della liberazione


Da oltre mezzo secolo, ormai, il venticinque aprile è una delle festività politico-sociali più rilevanti e sentite. Giornata di memoria per antonomasia, questo dì celebra la liberazione dalla schiavitù e dalle angustie del nazifascismo, avvenuta in concomitanza con la fine del più penoso conflitto mondiale: il secondo.
Ma il venticinque aprile è anche la festa della democrazia, che forma un tutt’uno con la libertà e l’indipendenza. Principio, quest’ultimo, che è stato ribadito anche dal Capo dello Stato, proprio in merito alle celebrazioni del venticinque aprile, festeggiate nelle varie contrade della nostra bella Penisola.
Dal Nord al Sud, il fascismo con i suoi ideali di morte e distruzione e con i suoi barbari eccidi, è stato esecrato e condannato all’unanimità. Cortei e manifestazioni, discorsi e applausi, ricordi e speranze si sono fusi nelle maggiori città italiane.
Il corteo più gremito si è avuto a Milano, con cinquantamila persone, un’enorme massa silente e attenta, composta da esponenti politici e non, tutti a testimoniare come e quanto in realtà “la libertà non abbia casa”.
Festa in piazza anche a Torino, dove il Presidente del Consiglio ha aperto il discorso sottolineando quanto date storiche quali il venticinque aprile, il primo maggio e il due giugno siano strettamente correlate, legate da un filo che non può essere scisso, ma solo corroborato di anno in anno dal ricordo e dalla memoria.
“Giorno dell’impegno a difesa dei diritti fondamentali dell’uomo”, ha detto, invece, il Presidente della Camera, parlando alla folla che occupava per intero piazza Sabotino, sempre a Torino.
Dall’importanza della libertà e della democrazia, valori che appartengono pienamente al destino umano, ha parlato anche il Presidente del Senato a Genova, dove un corpo d’armata tedesco, nell’aprile 1945, si arrese dinanzi ai partigiani.
A Firenze, Sindaco e cittadini hanno invece formato un corteo d’indubbia originalità. Pedalando in bicicletta hanno attraversato il centro storico, intonando i versi della celeberrima “Bella Ciao”. Anche a Napoli le manifestazioni sono state sentite, soprattutto in piazza Salvo D’Acquisto, dove il monumento dell’omonimo carabiniere che fu trucidato dai nazisti, durante la Seconda guerra mondiale, è stato inondato di fiori e omaggi. Rispetto e considerazione anche ai novemila uomini della Divisione Acqui Cefalonia, trucidati nell’isola greca dai nazisti; così Palermo ha voluto ricordare la fine di una guerra da incubo e l’inizio della libertà.
Ma uno dei gesti più commoventi e significativi in assoluto è stato quello del Capo dello Stato, che a Roma si è recato all’Altare della Patria a portare fiori sulla tomba del milite ignoto, in onore di tutti coloro che durante il più sanguinoso conflitto mondiale hanno dato eroicamente le loro vite.
Una festa nella festa, quindi, questa del venticinque aprile. Una festa di vittoria, di esultanza, di pace.
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