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Turismo negli anni '80



Negli anni 80 si inizia a trasformare il modo di vedere il turismo in Italia e ci si concentra sul turismo di massa. Sono gli anni dell'esplosione del turismo di massa anche in Italia. Mentre negli Stati Uniti il turismo di massa nasce negli anni 60, in Italia si afferma negli anni 80.
Perchè questo flusso così corposo? Perchè per gli operai era l'unico momento di svago per vivere un'esperienza diversa da quella lavorativa. Il turismo di svago diventa fondamentalmente quello di massa, per cui tutti gli operai possono andare in vacanza proprio in quel periodo.

Nello stesso periodo si afferma un altro tipo di turismo, che è il turismo distintivo: Un sociologo italiano, Gerardo Ragone si è occupato del legame tra turismo ed elite. Ragone ha focalizzato il suo lavoro su questo aspetto del turismo distintivo, che oggi chiameremo turismo esperienziale, cioè c'era un ceto che era quello più abbiente che con l'avvento delle prime tecnologie (i primi computer, usati nelle agenzie di viaggio), con l'incalzare della tecnologia (i primi treni rapidi, i primi aerei, che costavano un bel po' e già questo creava una divisione fra turista distintivo che poteva permetterselo rispetto all'operaio che prendeva l'automobile). Si crea anche nel turismo una frattura di classe: mentre gli operai contribuiscono a rovinare in nostro paesaggio attraverso una concentrazione di flussi verso alcune parti del nostro paese (soprattutto il sud, Campania, Calabria, Sicilia, più tardi la Puglia). Più turisti andavano in Calabria e più si costruiva e più si rovinavano le coste.

Negli anni 80 c'è un boom di costruzioni perché la regione Calabria di fronte a questo flusso abbondante di turisti dà vita a un processo di costruzione. Ragone ci racconta la differenza di classe all'interno del turismo.
Enzo Nocifera: Si passa dal turismo di massa ai "turismi"
Il ruolo della tecnologia in generale conduce a un processo di accelerazione (fisica, nel senso che il turista può visitare più territori) da una parte e dall'altra conduce a una differenziazione, un'eterogeneità, vastità di incrocio fra domanda e offerta tale che oggi non possiamo più parlare di turismo di massa.